The Division 2 - Reloaded

Torniamo a Washington per fare il punto sul secondo capitolo della saga. 

L'universo di Tom Clancy, nato dai romanzi del leggendario scrittore statunitense, conquistò fin da subito anche il settore videoludico creando saghe di gran successo come Rainbow Six, Ghost Recon, Splinter Cell, H.A.W.X e la più recente The Division. Seppur le opere letterarie abbiano dato vita al mito di Jack Ryan, mai approdato su console e PC ma abbondantemente proposto in serie tv e film, per quanto concerne il mondo videoludico, la detentrice di diritti Ubisoft, ci ha fatto conoscere gli altri protagonisti dell'universo, uno su tutti, Sam Fisher.

Ed è proprio la collezione di quest'ultimo agente ad essere ufficialmente latitante, lasciando i giocatori a secco dall'ormai 2013, alimentando speranze ogni anno per un possibile ritorno in grande stile. A sopperire a tale mancanza però vi è stato appunto il franchise di The Division, un prodotto fresco e diverso rispetto alle meccaniche implementate nelle saghe più blasonate. Il primo capitolo ha fatto il suo debutto nel marzo 2016, ottenendo molto favore dalla critica e dall'utenza, portandoci in una New York City devastata e sprofondata nel caos a causa di un'epidemia di un ceppo di vaiolo. Per poter contrastare le rivolte ed indagare sulla virulenta epidemia fu attivata una squadra speciale di agenti chiamata la Divisione.

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Nel secondo capitolo della saga, gli agenti della Divisione sono chiamati a sedare le rivolte scoppiate nella capitale a stelle e strisce, prima che la civiltà si perda per sempre.

Nel suo successore, The Division 2, esattamente sette mesi dopo le vicende del primo titolo, ci troviamo a Washington, abbandonando il freddo inverno di New York per lasciare spazio ad una calda estate in un America prossima al collasso definitivo. La Divisione viene nuovamente chiamata a sventare ulteriori scontri che potrebbero porre fine alla civiltà a stelle e strisce. Il seguito della software house transalpina debuttò su console e PC nel marzo del 2019, alla ricerca di quel successo che il primo prodotto si era conquistato.

Come per ogni seguito, l'intento principale da parte del team di sviluppo ha cercato di portare meccaniche nuove ed eliminare, o quanto meno limare i difetti del predecessore, portando all'utenza un'esperienza perfezionata e migliorata. Quel che fu possibile riscontrare immediatamente riguardò il vistoso cambiamento per quanto concerne i movimenti del nostro personaggio, più lenti ma sicuramente più fluidi e calzanti ai combattimenti in cui siamo stati chiamati a combattere.

Un ulteriore peculiarità che sicuramente ha reso felice gran parte della community risiede in una più ampia presenza di attività endgame e le missioni PvE introdotte fin dall'inizio. Rispetto al primo The Division queste sono più numerose e meglio realizzate, confezionando un'esperienza più longeva e qualitativamente più apprezzabile. Tasto dolente è rimasto la Zona Nera che sembra non trovare la quadra giusta per accontentare i gusti dei giocatori, stavolta introdotta invece che in un'unica area in tre settori divisi disperdendo così gli utenti e rendendo gli scontri più rari.

Il video di lancio ufficiale di The Division 2.

Quel che è certo è che abbandonare una suggestiva e innevata New York per ritrovarsi in una desolata Washington in piena estate ha avuto un impatto diverso su quello che contraddistingueva lo spirito del prodotto e la caratterizzazione della trama. La location, purtroppo, non ha giocato a favore del secondo capitolo, rendendo l'unicità di certi scorci un lontano ricordo, lasciando inoltre una sensazione di fondo di una mappa di gioco non particolarmente ispirata e a tratti ripetitiva.

Altra differenza sostanziale da menzionare è lo stravolgimento del Gear System, ovvero tutto quel comparto inerente alle armature ed armi che vanno a confluire in specifiche classi, un meccanismo che si è presentato fin da subito inutilmente più complesso, con un numero troppo elevato di oggetti tra cui scegliere, alcuni anche di dubbia utilità. Essendo un looter-shooter non ci aspettavamo quindi una via facilitata per trovare armi potenti e utili alla nostra classe, ma come di consueto, è essenziale trovare un giusto equilibrio tra drop e attività da compiere per ricevere la ricompensa tanto agognata.

Quest'ultimo punto descrive una criticità che molti titoli rappresentanti del genere, seppur diversi tra loro in molti aspetti, si trovano ad affrontare nel medio e lungo periodo. Il bilanciamento molto spesso viene messo in discussione anche da una sola arma o armatura che può seriamente compromettere lo svolgimento di missioni o particolari eventi all'interno del gioco dove ottenere un premio specifico. Anche The Division 2 ha attraversato un periodo molto delicato durante il primo anno di vita per quanto concerne il farming di attività, obbligando i giocatori a svolgere ripetutamente l'evento di turno in cerca dell'arma o armatura dalle statistiche perfette.

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The Division 2 si presenta più solido fin dal suo esordio, mostrando miglioramenti in termini di movenze e introducendo meccaniche RPG che vanno ad approfondire la progressione del personaggio.

A concludere questa disamina generalista del gioco Ubisoft vi è il cambiamento per quanto concerne le cure, con cui la barra della corazza viene accompagnata adesso da quella della salute, sostituendo di fatto la metodica per poter ripristinare tali statistiche ed i gadget correlati. Questo meccanismo ha implicato dunque un diverso approccio nei combattimenti dovendo tener conto di un'opzione in più che va ad influire sulla vitalità del nostro personaggio, che richiede adesso un occhio di riguardo ma soprattutto tempistiche più dilatate per poter riprendere lo scontro al massimo della salute.

Nel primo anno di vita il supporto al titolo si è contraddistinto per l'introduzione di episodi che sono andati ad ampliare la storia principale del gioco, composti da un prologo e tre capitoli successivi. All'interno di essi è stato possibile prendere parte a otto incarichi aggiuntivi che sono andati ad ampliare la trama già corposa rilasciata in fase di lancio. Inoltre sono state introdotte tre nuove specializzazioni per il nostro agente disponibili fin da subito senza dover compiere azioni di farming o missioni specifiche. Con il rilascio di questo primo Season Pass vi è stata inoltre l'occasione per mettere in campo una serie di correzioni che andassero a limare alcuni bug che affliggevano il sistema di combattimento.

Oltre all'aggiunta di queste missioni e all'inserimento di nuove specializzazioni, durante i primi 365 giorni di vita del titolo Ubisoft, è arrivato inoltre anche Operation Dark Hours che ha portato i giocatori ad affrontare i raid. Per la prima volta all'interno della saga di The Division è stato possibile prendere parte ad un'attività da otto giocatori, uniti per fronte comune a minacce più impegnative e, idealmente, ricompense molto più significative.

The Summit: 100 piani di sparatorie feroci e boss letali.

Una svolta più consistente si è avuta con l'espansione Warlords of New York, che oltre a riportarci nella Grande Mela, ha saputo mettere in campo tante novità che hanno invogliato i giocatori a tornare sul titolo dopo il primo anno piuttosto sottotono. In questo DLC a pagamento, gli operatori hanno potuto raggiungere il livello 40, esplorare nuovi distretti, intraprendere nuove Cacce all'uomo ed essere coinvolti in molteplici attività endgame. A farla da padrone però è stata la nuova modalità The Summit, dove gli agenti sono chiamati a combattere in un edifico di cento piani pullulanti di nemici e boss, con difficoltà crescente, da portare a termine in singolo o fino a quattro giocatori.

Ma come è proseguito quindi il supporto di questo prodotto negli anni successivi? Per far maggiore chiarezza su questo punto, durante la redazione di questo articolo, abbiamo avuto il piacere di poter approfondire l'argomento con Elena "Itasil" Pintus, admin della community di riferimento italiana per The Division 2, Dark Zone Italia. Elena ci ha confermato che a colpire duramente la community di questo secondo capitolo, portando a una diminuzione del parco giocante abbastanza consistente è stata la procrastinazione da parte di Ubisoft nel rilasciare novità o quanto mento contenuti che tenessero alto l'interesse nel primo anno di vita. Come detto in precedenza, per questo tipo di titoli improntati esclusivamente sull'online la cadenza di aggiornamenti che invoglino gli utenti a tornare o proseguire la loro missione è di assoluta importanza.

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Washington D.C. non riesce purtroppo a far provare le stesse vibrazioni di fascino e angoscia che il primo The Division era riuscito a trasmettere.

Come ci è stato confermato, The Division 2 è partito abbastanza bene ed è stato privo di problemi tecnici di particolare gravità, complice anche il fatto di ereditare la tecnologia e le infrastrutture del primo capitolo. Altro punto di forza, il fatto di appartenere a una saga che ha saputo contraddistinguersi dalle altre per alcune meccaniche di gioco uniche ed intriganti. Il supporto ricevuto è stato tardivo e ha decisamente tarpato le ali a quello che poteva essere un capitolo molto più promettente, lasciando i giocatori in attesa di novità fin troppo a lungo e spesso provocando una nota di delusione per la ripetitività che esse comportavano, invece di ravvivare un farming divenuto stantio.

Tutta la community sembra concordare che l'unica aggiunta degna di nota in grado di tenere alto il valore di The Division 2 nel postvendita sia stato l'aggiornamento Warlords of New York, arrivato solamente nel secondo anno di vita, apportando quelle migliorie tanto desiderate. Questo ha riportato molta utenza sui server e con esso sono arrivate le modifiche al gear system (il 2.0). Purtroppo, già dopo la prima stagione durata circa tre mesi, è ricominciata l'emorragia di player per la ripetitività delle stagioni e per la mancanza di contenuti endgame seri a parte Raid e Summit. Ora l'anno 3 ripeterà tutte le stagioni dell'anno 2, cosa che perlopiù si rivela appetibile per giocatori nuovi o chi le aveva lasciate anzitempo.

Il supporto non è comunque terminato, e proseguirà per tutto il 2021 con un corposo aggiornamento previsto prima della fine di quest'anno. A confermare il fatto che Ubisoft è ancora al lavoro su questo prodotto è arrivata la patch next-gen con risultati straordinari.

Lo spettacolare trailer di Warlords of New York, l'aggiornamento più importante nel postvendita di The Division 2.

Tale aggiornamento ha portato a risplendere il titolo sulle console di nuova generazione raggiungendo i 4K di risoluzione in modalità grafica e 60 fps in modalità prestazioni su Xbox Series X e Playstation 5. Seppur con alcuni cali di performance dovuti alla riproduzione in retrocompatibilità, le nuove console di Microsoft e Playstation sono sicuramente le migliori piattaforme su cui esplorare Washington ed i suoi pericoli, oltre ovviamente ad un PC ad alte prestazioni.

Di recente Ubisoft ha annunciato molte novità per la saga, una su tutte il nuovo gioco Tom Clancy's The Division HEARTLAND, un free to play incentrato sull'universo di The Division, attualmente in sviluppo dallo studio Red Storm. Il progetto potrebbe vedere la luce a fine 2021 o inizio 2022, portandoci a scoprire un altro volto di questa devastante epidemia ambientata in chissà quale altro paese.

Altro annuncio riguarda una versione mobile della saga, di cui però sembra ancora troppo prematuro parlare non avendo dettagli inerenti al progetto, di cui ne sapremo sicuramente di più con l'Ubisoft Forward che si terrà quest'estate. A completare la carrellata delle novità, Ubisoft Film & Television hanno inoltre annunciato l'arrivo di un film dedicato al franchise sulla piattaforma Netflix, con protagonisti Jessica Chastain e Jake Gyllenhaal, e con Rawson Marshall Thurber come regista.

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Con le novità introdotte per quanto concerne il Gear System, riuscire a creare una build attinente al nostro stile di gioco vi richiederà molto più impegno.

Entrare adesso nel mondo di The Division 2 per la prima volta, ovviamente se si desidera farlo con l'acquisto di tutti i pacchetti espansione Anno 1 e Anno 2, potrebbe sicuramente lasciare spaesati ed è infatti altamente consigliabile affrontarlo in compagnia piuttosto che in solitaria. Il rovescio positivo della medaglia è che i novizi si troveranno davanti a una lista di attività a cui prendere parte che inondano la mappa che i giocatori della prima ora non avevano avuto modo di sperimentare ma per farlo è assolutamente necessario l'acquisto del DLC Warlords of NY che praticamente sblocca mezzo gioco e permette di incontrare giocatori di alto livello. Questo garantisce anche una progressione più rapida per arrivare più velocemente al livello dei giocatori veterani.

Si può dire quindi che The Division 2 abbia avuto un postvendita capace di migliorarne l'appetibilità per gli acquirenti occasionali o per chi aveva preferito aspettare pur avendo apprezzato il primo capitolo? Indubbiamente si, confermandosi un seguito piuttosto solido e un degno erede del primo capitolo. I ritardi nella pubblicazione degli update hanno penalizzato la consistenza della base giocante sul lungo termine e questo si riflette anche oggi con una community decisamente meno densa di quanto non fosse al lancio.

Le occasioni di divertimento tuttavia non mancano e ci sono buone probabilità per godere di mesi di sparatorie cariche di tensione su server decentemente popolati da qui fino alla fine dell'anno, soprattutto in compagnia di qualche amico. Le prospettive per il 2022 sono meno rosee, ma con un gioco il cui prezzo medio in versione base è ormai ampiamente in fascia budget, e di cui sono disponibili diverse edizioni in fascia midprice con molti contenuti aggiuntivi pubblicati in seguito, il valore aggiunto per un acquisto ritardato è sicuramente consistente.

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