Activision Blizzard e il caso molestie e discriminazioni: gli sviluppatori criticano le parole dei dirigenti

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Diversi sviluppatori di Blizzard si sono attivati sui social media per rispondere alle dichiarazioni della dirigenza Activision-Blizzard, in merito alla recente denuncia avanzata dallo Stato della California.

Come sicuramente ricorderete, la compagnia ha ricevuto delle pesanti accuse: sessismo, molestie, ambiente di lavoro tossico e molto altro.

In risposta a questa denuncia, il management ha diffuso un comunicato nel quale negava tutto quanto, definendo le accuse "distorte e false". Inoltre, anche la neo-dirigente Fran Townsend, entrata in Blizzard quattro mesi fa come "Chief Compilance Officer", ha respinto le supposte illazioni in una mail interna, sostenendo che fossero eventi "vecchi, incorretti e fuori contesto".

Jason Schreier, il giornalista di Bloomberg che per primo ha condiviso la mail in questione, ha dichiarato che alcuni sviluppatori Blizzard, dopo averla letta, erano diventati furenti.

Non conosciamo nel dettaglio l'entità di questa ira tuttavia, nelle ultime ore, alcuni dipendenti Blizzard hanno deciso di rompere l'anonimato e parlare pubblicamente, nei propri canali social, contro la compagnia...o meglio, contro le dichiarazioni pubbliche del management.

"Normalmente, direi che i miei Tweet non rappresentano le opinioni del mio datore di lavoro. Oggi, posso dire che le dichiarazioni del mio datore di lavoro non rappresentano le mie opinioni, i miei sentimenti e i miei valori.".

"Come molti di voi, il nostro team ha attraversato un mix di rabbia, sofferenza e dolore. Li ho ascoltati, li ho visti sostenere i nostri amici e abbiamo trovato modi per sostenerci a vicenda. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e sistemare questo casino. Come compagnia. Come industria. Non sto parlando di luoghi comuni e dichiarazioni di str****te aziendali. Sto parlando di amici e colleghi che lavorano insieme per tirare fuori il male dalle sue radici. Questo è importante per noi e per voi. Adesso devo tornare dai miei amici.".

"Non sono felice delle risposte dell'azienda. Non credo che rappresentino me o quello in cui credo. Molti di noi l'hanno detto internamente. Credo sia opportuno dirlo pubblicamente.".

"Sono dalla parte delle vittime e credo alle loro storie. Dire che queste storie sono 'fattualmente incorrette' o 'false' è uno schiaffo in faccia agli attuali e futuri dipendenti e non rappresentano i miei valori.".

Activision-Blizzard non ha ancora risposto a questi evidenti malcontenti.

Se la situazione "pubblica" è così tesa, possiamo solo immaginare cosa stia accadendo all'interno delle mura della compagnia.

Fonte: Eurogamer

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Marcello Ruina

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