White Shadows - prova

Una critica sociale in bianco e nero.

Nel corso degli anni sono stati pubblicati diversi titoli di qualità che, anche senza ricorrere a ricchi e prolissi dialoghi, sono riusciti a raccontare storie, narrare avventure e catturare completamente i giocatori, intrappolandoli all'interno di mondi di gioco costruiti a opera d'arte. Dopo una demo di circa una decina di minuti, resa disponibile nel corso del Summer Next Fest su Steam, siamo certi che White Shadows abbia tutte le carte in tavola per entrare a far parte di questa categoria.

Parliamoci chiaro, come menzionato nel paragrafo d'apertura, abbiamo potuto assaporare solo un piccolo frammento di quello che, ci auspichiamo, sarà poi il gioco finale, ma tanto ci è bastato per desiderarne ancora.

I comandi sono tra i più semplici mai visti, in linea con quelli adottati da altre produzioni analoghe. Il giocatore ha la libertà di muoversi a destra o sinistra, dato che parliamo di un titolo a scorrimento orizzontale con un finto 3D, con in aggiunta la possibilità di saltare per raggiungere sporgenze o chinarsi per passare attraverso spazi angusti.

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Il giocatore vestirà I panni di una specie di ibrido tra uomo e corvo.

In alcuni punti, inoltre, si dovrà interagire con degli elementi dell'ambiente, come leve, interruttori od oggetti da spostare, ma non vi sarà alcuna indicazione che suggerisca queste azioni, sarà il solo intuito del giocatore a sussurargli nell'orecchio una possibile idea sul come proseguire. Potrebbe sembrare insolita questa scelta di design, ma a essere onesti non ci ha mai ostacolato e, anzi, l'assenza di elementi e indicazioni superflue ci ha permesso di procedere con una certa naturalezza durante il provato.

Abbiamo dovuto affrontare diverse tipologie di puzzle, alcuni richiedevano di muovere oggetti per sfruttare il platforming, altri facevano appello semplicemente alla logica, tutti quelli visti ci sono sembrati, comunque, caratterizzati da un grado di difficoltà adeguato. La speranza è che nel corso dei livelli vi possa comunque essere una certa varietà, sebbene non sarà chiaramente quello il focus principale del giocatore.

Quando inizia l'avventura non è chiarissimo il contesto in cui ci troviamo, quale sia il nostro scopo o cosa effettivamente dobbiamo fare. Ci troviamo semplicemente lì, una specie di ibrido tra umano e un corvo, in una giungla di metallo, tra edifici, macchinari e rottami. Ben presto ci si accorge di trovarsi in un mondo distorto, dove le diverse classi sociali sono rappresentate da animali.

A colpire particolarmente è un breve segmento negli ultimi istanti della demo, dove una grossa insegna luminosa recita la frase "Non essere un penso, suicidati oggi" e poco più avanti vi è una struttura dove degli uomini maiali si recano per porre fine alle proprie vite.

Siamo anche abbastanza certi di esserci altre metafore o allusioni di questo tipo, di elementi ce ne sono davvero parecchi e l'utilizzo di questa specifica palette cromatica non fa che esaltare quel senso di sconforto che si avverte sin dal primo istante.

I parallelismi con Limbo sono quasi d'obbligo, sia per l'utilizzo del bianco e nero, sia per lo stile di gioco molto simile. Se il primo punta a far leva su comuni paure, come il buio, i ragni e altri elementi di questo tipo, la produzione di Monokel pone il giocatore in una perversa distopia che contiene, però, elementi riconoscibili pure nella nostra società.

Se a un incipit già di per sé molto accattivante, aggiungiamo pure uno stile artistico peculiare, che grazie alla rappresentazione di alcuni elementi, come le masse associate a dei maiali o i governatori a dei lupi, il risultato è un racconto parecchio interessante.

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Per proseguire nell'avventura bisognerà completare tutta una serie di rompicapi, interagendo con elementi come leve, interruttori od oggetti da muovere.

L'unico cavillo riscontrato durante la sessione di gioco è stato un framerate non sempre costante. Nonostante non si stia parlando di un titolo particolarmente pesante, ci è capitato in diverse occasioni di perdere qualche fotogramma. Stiamo parlando comunque di una demo, ci auguriamo che nel gioco finale questi problemi non saranno più presenti.

White Shadows è uno di quei giochi dove una complessità eccessiva, in termini di gameplay, rischia solamente di distrarre il giocatore dalla narrazione, dalle splendide, seppur talvolta inquietanti, ambientazioni, e dalle sottili critiche mosse contro la società odierna.

Insomma, anche nella versione completa del gioco, non ci aspettiamo di vedere chissà quali nuove meccaniche o interazioni, ci auspichiamo, tuttavia, di vedere una certa costanza nell'evolversi dell'avventura, con elementi di pari livello a quelli visti durante questo breve assaggio.

Per il momento, dunque, ci riteniamo soddisfatti di quanto abbiamo avuto modo di vedere e non possiamo nascondere un certo interesse per ciò che sarà il prodotto finale, con la curiosità di vedere quanto gli sviluppatori abbiano voluto spingersi.

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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