The Ascent - recensione

'Tu appartieni alla corporazione. Potrai sopravvivere senza di essa?'

È davvero possibile sviluppare un gioco dalle qualità di un tripla-A senza avere i budget faraonici dei colossi dell'industria?

Può un piccolo team indipendente rivaleggiare con le produzioni più blasonate del pianeta facendo affidamento solo sulla propria smisurata passione per il medium?

La risposta è sì se si parla di Neon Giant, i cui dodici membri sono autentici veterani del gaming. Questo piccolo studio, fondato appena tre anni fa in Svezia da Tor Frick, Arcade Berg, Jonathan Heckley e Erik Gloersen (già saliti all'onore delle cronache, tra le altre cose, per il proprio lavoro su titoli del calibro di Wolfenstein, Bulletstorm e Doom), ha da subito voluto mettere in chiaro la propria missione: produrre un titolo di esordio dalla qualità estremamente elevata, un mondo vivo e vibrante in cui i giocatori avrebbero potuto perdersi per decine di ore anche solo per il gusto di esplorarlo da cima a fondo.

Il risultato di tale ambizione è The Ascent, un twin stick shooter dall'ambientazione cyberpunk e dalla forte componente RPG in arrivo in esclusiva su PC e sulle console dell'ecosistema Xbox. Dopo averlo provato a fondo nelle scorse settimane possiamo affermarlo senza timore: Neon Giant non mentiva affatto.

The Ascent è un gioco incredibilmente curato in ogni sua parte, al punto da farci dubitare che sia stato davvero progettato e realizzato da sole dodici persone nel tempo relativamente breve di tre anni.

Senza attingere da alcun tipo di opera preesistente, Neon Giant ha saputo tratteggiare un universo ricchissimo di spunti interessanti che parte dai pilastri narrativi tipici del genere come la presenza di spietate mega-corporazioni o i princìpi cardine del transumanesimo per imbastire una trama davvero avvincente.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che il genere cyberpunk sia stato ormai ampiamente esplorato in ogni sua declinazione e che il setting di The Ascent possa apparire un po' ridondante (vista anche la sovrabbondanza di prodotti con la stessa ambientazione che si affollano sugli scaffali dei negozi negli ultimi tempi).

Tuttavia vogliamo garantirvi che la storia partorita dal reparto di scrittori del team svedese si è rivelata sufficientemente intrigante da tenere alta la nostra attenzione per le circa 10/15 ore necessarie a portare a termine la quest principale.

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Il pianeta Veles è il teatro di The Ascent, il nuovo action/RPG dall'ambientazione cyberpunk di Neon Giant.

La trama dell'opera prima di Neon Giant ci porta su Veles, un pianeta completamente artificiale e terraformato dalle molteplici corporazioni che svolgono i propri loschi affari sul suo territorio, abitato quasi esclusivamente dai lavoratori schiavizzati dall'amministrazione di turno. Il nostro ruolo, ovviamente, è quello dell'ultima ruota del carro, la base della catena alimentare, un impiegato come tanti la cui vita è strettamente legata ai voleri dell'azienda nota come Ascent Group.

Quest'ultima possiede un'intera arcologia sul suolo di Veles, densamente popolata da dipendenti provenienti da ogni parte della galassia che conducono sommessamente la propria quotidianità tentando di mantenere un profilo basso e arrivare integri a fine giornata.

Un giorno, all'improvviso, Ascent Group finisce offline, l'intero consiglio di amministrazione sembra sparire nel nulla e l'intero conglomerato urbano finisce nel mirino di predoni, gang criminali e cacciatori di taglie intenzionati ad appropriarsi di qualunque cosa capiti loro a tiro.

Cosa è successo ad Ascent? Quale forza si cela dietro alla repentina sparizione di uno dei più importanti ed influenti gruppi finanziari di Veles? Toccherà a noi imbracciare le armi e tentare di fare luce sull'accaduto mentre ci districhiamo in una cospirazione planetaria fatta di tradimenti, pericoli ma che non disdegna qualche gustoso colpo di scena.

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La trama del gioco è intrigante e ricca di colpi di scena ma è necessario conoscere i princìpi alla base dei racconti cyberpunk per non rischiare di perdersi nei meandri di una terminologia di difficile approccio.

La storia di The Ascent viene narrata attraverso le immancabili cut-scene realizzate con il motore grafico e tramite un sistema di dialoghi a scelta multipla che consente di approfondire gli argomenti trattati dagli svariati NPC presenti nel mondo di gioco, una feature essenziale per non perdersi nei meandri del complesso mondo di Veles.

Se c'è un difetto che si può imputare all'impianto narrativo impostato da Neon Giant, infatti, è quello di lanciare fin troppo in fretta il giocatore in un mondo alieno eterogeneo e parecchio articolato: dal momento che si tratta di un'opera totalmente inedita, non è facile scendere a patti con le centinaia di nomenclature che vengono presentate a schermo già nei primi minuti.

Fortunatamente, proprio quando pensavamo che tutto fosse perduto, ci è venuto in soccorso il Codex, un glossario accessibile in qualsiasi momento dal menu di pausa che si è rivelato fondamentale per tenere a mente i nomi dei luoghi, del bestiario, dei personaggi e il loro ruolo nell'economia della trama. Gli sviluppatori sapevano di aver messo in piedi un universo alquanto intricato e hanno deciso di offrire un'utile scialuppa di salvataggio agli utenti. Davvero un ottimo tocco.

Detto questo, è giunto il momento di passare al piatto forte, alla punta di diamante dell'offerta di The Ascent: il gameplay. L'opera d'esordio di Neon Giant è, senza mezzi termini, uno degli action/RPG più profondi e divertenti che abbiamo potuto giocare nell'ultimo periodo.

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The Ascent adotta l'impostazione da twin stick shooter con visuale isometrica ma nasconde un'anima RPG di pregevole fattura.

L'impostazione, come dicevamo, è quella del twin-stick shooter con visuale isometrica ma il talentuoso team svedese ha ben pensato di ibridare questo archetipo videoludico con una buona dose di gioco di ruolo riservando alla gestione del proprio alter-ego una fetta importante dell'esperienza, un po' come accade, ad esempio, nei Diablo di Blizzard.

Il risultato è uno sparatutto violento e adrenalinico che è possibile affrontare in singolo o in compagnia di tre amici (sia online che in locale) per moltiplicare il fattore divertimento e che saprà regalarvi ore di genuino intrattenimento tra le insidiose strade dell'Arcologia Ascent.

Dopo aver avviato una nuova partita veniamo messi a cospetto di un editor per la creazione del nostro eroe, invero piuttosto basilare, che consente di personalizzarne i tratti somatici ed altre caratteristiche fisiche. Ciò che manca visibilmente è una sezione dedicata alla scelta delle classi e delle specializzazioni che in un gioco che pone un accento così marcato sulla cooperazione avrebbe potuto garantire una maggiore varietà nella composizione dei team.

È vero, spendendo i punti accumulati in battaglia nell'apposita schermata del menu dei potenziamenti è possibile orientare il nostro protagonista verso le statistiche che più ci aggradano ma l'assenza di un sistema di competenze, per quanto garantisca una maggiore libertà di approccio alle varie situazioni, sa tanto di occasione mancata.

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La campagna può essere affrontata in solitario o in compagnia di tre amici, sia online che in locale.

Lo schema di comandi, dal canto suo, è piuttosto semplice: uno dei due stick analogici viene impiegato per i movimenti e l'altro per la mira, coadiuvati dai tasti frontali che consentono di eseguire una serie di manovre differenti.

C'è un tasto dedicato alla schivata, indispensabile per evitare i colpi più poderosi degli avversari e non incorrere in un game over prematuro; uno con cui ci si può abbassare dietro alle coperture in modo da mantenere la posizione e colpire i nemici da un punto di vantaggio; uno con cui cambiare rapidamente arma o usare il Cyberdeck per aprire forzieri bloccati, porte chiuse e quant'altro.

E poi, naturalmente, c'è il tasto pausa che, come in ogni buon RPG degno di tale nome, dà accesso ad un buon numero di funzioni utili. Oltre al già citato Codex e all'immancabile menu di upgrade dei parametri del nostro personaggio, c'è una sezione dedicata agli innesti tecnologici che sbloccano una pletora di abilità attive (da assegnare ai due tasti dorsali del pad) da scatenare sul campo di battaglia e che si riveleranno fondamentali per infliggere il maggior numero di danni possibili in combattimento.

C'è anche il menu dedicato alla gestione dell'equipaggiamento con armi e armature che modificano in tempo reale l'aspetto e le prestazioni del protagonista. Ogni bocca da fuoco, ogni pezzo di corazza può influire pesantemente sui nostri punti di forza e di debolezza, perciò è opportuno spendere qualche minuto nell'analisi del loot ogni volta che sarà possibile, per evitare di trovarsi immischiati in situazioni troppo difficili da gestire.

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Nonostante sia sviluppato da un team di soli dodici elementi e proposto ad un prezzo budget, The Ascent offre un impatto visivo di assoluto pregio.

Insomma, sotto alla carrozzeria da shooter rumoroso e brutale di The Ascent, si nasconde un cuore RPG profondo e sfaccettato che saprà coinvolgervi e regalarvi parecchie soddisfazioni, sia che vogliate affrontarlo da soli che, soprattutto, in compagnia degli amici.

Rimane da trattare l'aspetto più puramente tecnico della produzione di Neon Giant che, ancora una volta, fa affidamento sul sempreverde Unreal Engine 4 per dare vita ad un mondo cyberpunk credibile, dinamico e veramente bello da vedere.

I toni vivaci del neon delle insegne che si accalcano sulle pareti della parte superiore più ricca dell'arcologia si scontrano col tetro grigiore dei bassifondi in un contrasto cromatico che restituisce alla perfezione la disparità sociale che caratterizza qualsiasi storia distopica che si rispetti.

Il reparto artistico dello studio svedese è riuscito a confezionare un universo fantascientifico che, almeno dal punto di vista visivo, non ha nulla da invidiare a prodotti dal nome ben più blasonato che condividono lo stesso tipo di setting.

Sotto il profilo del level design, invece, The Ascent mette in mostra molte luci ma anche qualche piccola ombra. Se da un lato abbiamo una suddivisione delle quest tra principali e secondarie che permette di esplorare in lungo e in largo le diverse ambientazioni che compongono il mondo di Veles, dall'altro è facile notare come il backtracking diventi preponderante dopo qualche ora di gioco, rendendo leggermente fastidioso il doversi muovere sempre a piedi senza la possibilità di accorciare i tempi (se non utilizzando il taxi, spendendo una discreta somma di denaro da un certo punto della storia in avanti).

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Il mondo di The Ascent si basa su alcuni degli elementi fondamentali dell'immaginario cyberpunk come la presenza delle megacorporazioni e il transumanesimo.

La buona notizia è che la discreta varietà di nemici che ci troveremo davanti rende gli scontri sempre piacevoli e aiuta a mascherare la sensazione di dejà vu che si riscontra percorrendo gli stessi ambienti più volte nel giro di qualche ora.

Nota di merito anche per i modelli poligonali dei personaggi, delle armi e delle armature che sembrano provenire direttamente da una produzione ad alto budget nonostante The Ascent sia proposto a prezzo ridotto e sia anche incluso nel programma Game Pass fin dal day one.

In definitiva, l'opera prima di Neon Giant ci ha convinti senza particolari riserve. Si tratta di un prodotto con un'anima percepibile, figlio della passione di un piccolo gruppo di sviluppatori mossi da un'irrefrenabile amore per il mondo dei videogiochi e per i grandi capolavori del genere cyberpunk come Blade Runner o Ghost in the Shell. Non è perfetto e non finge di esserlo: è un gioco creato da fan per i fan e non potremmo esserne più entusiasti.

Se siete alla ricerca di uno sparatutto rapido e divertente ma non disdegnate un'approfondita gestione del vostro alter-ego in pieno stile RPG, The Ascent è un titolo che non deve assolutamente mancare nella vostra ludoteca.

8 /10

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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