Activision Blizzard denunciata da un azionista per via dello scandalo molestie sessuali e discriminazioni

Il valore delle azioni a picco a causa di "una leadership negligente e di dichiarazioni false e mendaci".

Non è sicuramente un bel periodo per Activision Blizzard, che negli ultimi giorni se la sta vedendo brutta per via dello scandalo emerso in merito alle pessime condizioni lavorative negli uffici ed ai diversi casi di molestie e discriminazioni razziali e di genere che sono stati riportati all'interno dell'organico.

Queste spiacevoli rivelazioni hanno pesantemente influenzato il valore delle azioni dell'azienda, che sono crollate del 6.7% il 27 Luglio (data in cui migliaia di dipendenti hanno messo in campo una raccolta di firme contro la compagnia) e di un altro 6% nei giorni successivi (in particolare a seguito dello sciopero del 28 Luglio e delle risposte discutibili da parte della dirigenza alle accuse rivolte dai lavoratori ai loro manager), con grande disappunto dei suoi investitori.

A sommarsi alle proteste, agli scioperi ed alle raccolte di firme che si sono susseguite in questi ultimi giorni, spunta anche una denuncia/class action proprio da parte di uno degli azionisti dello studio, tale Gary Cheng, che accusa l'azienda di "atti illegittimi ed omissioni", a causa dei quali "il querelante ed altri membri della class action hanno subito perdite e danni significativi".

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Essendo in mezzo ad un incessante fuoco incrociato su diversi fronti, la direzione di Activision Blizzard si trova in una situazione di grande difficoltà, per placare la quale il presidente di Blizzard Entertainment J. Allen Brack ha dato le dimissioni in data odierna, lasciando il timone ai colleghi Jen Oneal e Mike Ybarra.

Sicuramente un gesto necessario, ma che da solo non basterà di certo a sistemare le cose: gli animi sono ormai accesi e siamo certi che si continuerà a lottare finché non verranno garantite adeguate condizioni di lavoro a tutti i dipendenti. Un inizio che si spera possa portare un miglioramento globale da questo punto di vista, visto che ci sono ancora ovunque aziende in cui i lavoratori subiscono molestie e discriminazioni molto pesanti.

Fonte: Polygon

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Giorgio De Cesare

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