Tales of Arise - prova

Un JRPG che sembra destinato a lasciare il segno.

A distanza di alcune settimane dalla nostra prima prova, ci è stata offerta la possibilità di testare Tales of Arise durante un secondo hands-on e, ovviamente, non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione.

Questa nuova build del gioco, a differenza della prima, presentava numerosi dialoghi e filmati relativi alle prime fasi della storia, che ci hanno permesso di capire meglio l'origine dei vari personaggi e setting all'interno del quale si svolgono gli eventi di trama. Non ci addentreremo troppo nei dettagli per non rovinarvi la sorpresa, ma il tutto ci è sembrato molto ben pensato, con un'impalcatura di Lore credibile e, udite udite, un cast di personaggi che, vistosi look a parte, non hanno mostrato i modi di muoversi e parlare tipici delle "maschere" della narrazione di matrice nipponica, tanto nel caso dei protagonisti, quanto in quello di comprimari e antagonisti.

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Personaggi e ambienti regalano un gran bel colpo d'occhio, anche sulla lunga e media distanza.

Da questo punto di vista, quindi, Tales of Arise, ci è parso "più occidentale" di quanto aspettassimo, anche se ovviamente lasciamo il beneficio del dubbio sull'argomento, avendo avuto modo di giocare solo il primo paio d'ore della campagna. Come accaduto nel corso della nostra prima prova, abbiamo avuto modo di scegliere tra il doppiaggio inglese e quello giapponese, con anche la presenza di un'ottima localizzazione italiana di menu e sottotitoli.

All'inizio della storia, il personaggio principale soffre di un'amnesia, talmente grave d'avergli fatto dimenticare persino il proprio nome; chiamato da tutti come Maschera di Ferro a causa del misterioso e inamovibile copricapo da lui indossato, lavora come schiavo nella terra ardente di Calaglia, finchè per tutta una serie di eventi non incontra la renana Shionne ed entra a far parte dei Corvi Scarlatti, un gruppo della Resistenza di Dahna, per sferrare un ultimo, definitivo attacco contro la Fortezza di Glanymede e abbattere una volta e per tutte il regno tirannico di Lord Balseph.

Per quanto riguarda le meccaniche dei combattimenti, l'unica vera differenza rispetto alla nostra precedente prova è stata la presenza di un party di dimensioni ridotte (composto solo dal protagonista e Shionne, con Zephyr come ospite temporaneo durante una breve sezione) e l'introduzione graduale di tutte le meccaniche, che erano attive fin da subito nel caso del primo hands-on.

Per banale che possa sembrare, questo elemento non va sottovalutato e ci ha infatti confermato l'estrema accessibilità del gioco, mai frustrante e anzi, sempre piuttosto piacevole, anche nel caso in cui si decidesse di "farmare" esperienza e materiali. Per la prima volta, abbiamo anche avuto modo di dedicarci a qualche missione secondaria e opzionale, che offriva ricompense in denaro e risorse, ma anche piccoli approfondimenti sui personaggi e il loro mondo.

Anche per quanto riguarda la varietà di nemici e aree esplorabili, la nostra seconda prova di Tales of Arise ha regalato molte soddisfazioni. Le mappe sono molto diverse fra loro, ricche di anfratti da esplorare per recuperare materiali e tesori nascosti o, con nostra sorpresa, dei misteriosi gufi rossi: chiamati Gufi di Dahna, si tratta di creature che custodiscono alcuni accessori estetici per personalizzare l'aspetto dei protagonisti e che, secondo la leggenda - e la guida - possono offrire una "grande sorpresa" al giocatore nel caso in cui vengano trovati tutti.

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I combattimenti ci sono sembrati veloci e divertenti, mai caotici.

Una delle missioni secondarie è stata quella di andare a parlare col fabbro della zona, che in cambio di denaro e dei giusti materiali, ha fornito al gruppo nuove e più potenti armi. È comunque possibilie recuperare equipaggiamenti anche grazie all'esplorazione e anzi, i migliori accessori che abbiamo ottenuto si trovavano proprio all'interno di forzieri nascosti.

Ultima, importante novità di questa build di gioco è stata la presenza dei Titoli: una volta raggiunti certi obiettivi, ciascun personaggio sblocca nuovi Titoli, che a loro volta forniscono nuove Arti, incantesimi e abilità passive da apprendere. I requisiti per l'ottenimento dei Titoli sono sempre visibili, mentre per l'unlock di Arti e abilità è necessario investire i PA (Punti Abilità) ricevuti alla fine di ogni battaglia.

Tirando le somme, questa nuova esperienza con Tales of Arise ci ha convinti ancor di più di quanto grande sia il potenziale del titolo: anche con solo un paio d'ore di prova, il gioco è riuscito a fornire un'esperienza varia e bilanciata, un setting narrativo convincente, personaggi solidi e un combat system appagante, con il giusto equilibrio tra linearità e libertà d'esplorazione, sia per quanto riguarda la storia, che per l'esplorazione e il completismo delle varie aree.

Non vediamo l'ora di poter provare una versione completa del gioco e darvi un giudizio definitivo su questo imminente e intrigante nuovo titolo della storica saga dei Tales of. Tales of Arise è atteso per il 10 settembre di quest'anno, su PC e sulle piattaforme Sony e Microsoft, di questa e della precedente generazione.

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Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla Ŕ darle da mangiare, ma l'effetto Ŕ solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltÓ eternauta.

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