Call of Duty: Vanguard - anteprima

Sledgehammer Games ci riporta nella Seconda Guerra Mondiale con Call of Duty: Vanguard.

In un periodo turbolento e di forti mutamenti come quello che stiamo vivendo, per Activision è essenziale avere dei punti cardine inamovibili su cui ricostruire il rapporto di fiducia ormai incrinato con la propria enorme community.

Puntuale come un orologio svizzero, infatti, anche quest'anno arriva l'annuncio della nuova iterazione di Call of Duty che, dopo essere stato reinventato con l'uscita del reboot di Modern Warfare di due anni fa ed essere tornato alla sua anima più arcade con Black Ops - Cold War, passa nelle sapienti mani di Sledgehammer Games, già autori del discusso Advanced Warfare e del più recente WWII.

Proprio con quest'ultimo, il nuovo Call of Duty: Vanguard condivide l'ambientazione, quella che aveva dato le origini a questa leggendaria saga di sparatutto bellici e che, per alcuni, rappresenta l'anima più autentica di Call of Duty: la Seconda Guerra Mondiale.

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Call of Duty: Vanguard è il nuovo capitolo della storica saga di FPS bellici di Activision. Questa volta al timone troviamo Sledgehammer Games, già autori di Advanced Warfare e WWII.

In comune con Cold War, invece, c'è il metodo scelto per il reveal presso il grande pubblico: un evento tematico lanciato all'interno del battle royale campione d'incassi Warzone. La Battaglia di Verdansk ha avuto il compito di introdurre Vanguard presso gli appassionati, iniziando a suggerire quelle che saranno le tematiche trattate nel prossimo capitolo del franchise. Ma cosa si nasconde davvero sotto questo nome tanto altisonante?

Dopo mesi di rumor, speculazioni e voci di corridoio che si rincorrevano senza sosta nei meandri dell'internet, qualche settimana fa abbiamo partecipato alla conferenza di annuncio dedicata alla stampa dell'edizione 2021 di Call of Duty, con tre delle figure di spicco di Sledgehammer Games che hanno cominciato a dissipare la coltre di mistero che fino ad oggi aleggiava su Vanguard.

Una volta giunti alla fine dell'esplosiva presentazione, quando la polvere si è posata e la videochiamata è andata in dissolvenza a nero, abbiamo ripercorso nella mente ciò che avevamo visto e siamo giunti ad un'inevitabile conclusione: Vanguard potrebbe essere l'episodio di Call of Duty visivamente più impressionante mai apparso su PC e console. Ma andiamo per gradi.

Il concept alla base di Call of Duty: Vanguard è tanto chiaro quanto affascinante: gli sviluppatori hanno voluto mettere in scena i principali momenti storici che hanno portato alla creazione dei primi gruppi di Forze Speciali al mondo. Per farlo, Sledgehammer Games ha diviso l'esperienza di Vanguard in due facce distinte della stessa medaglia: la campagna single player che permette di vivere in prima persona il percorso che ha portato all'istituzione di questi corpi militari d'élite e il multiplayer competitivo che consente di vestire i panni dei primi operatori appartenenti ad essi, impegnati in furiose battaglie sul campo.

Già, perché la differenza sostanziale tra le Forze Speciali odierne e quelle che hanno preso parte alla Seconda Guerra Mondiale è da ricercare nei metodi e nelle regole di ingaggio. Se i soldati moderni vengono addestrati per compiere operazioni lampo con precisione chirurgica facendo affidamento anche sugli ultimi ritrovati della tecnologia (come viene ben dimostrato in alcune delle missioni di Modern Warfare), quelli di sessant'anni fa potevano contare quasi esclusivamente sul proprio istinto di sopravvivenza, sulla propria preparazione fisica e su una incrollabile forza di volontà per attraversare indenni una delle pagine più oscure della storia dell'umanità.

Se quella narrata nella precedente opera di Sledgehammer Games, Call of Duty: WWII, era una storia di cameratismo e di coraggio in alcuni dei fronti più caldi della Seconda Guerra Mondiale, in Vanguard troviamo un racconto più intimo, più incentrato sulle emozioni di uomini e donne apparentemente ordinari che hanno dovuto far fronte a sfide straordinarie nella brutalità del conflitto.

Il segmento di gameplay che ci è stato mostrato, tratto da una delle prime missioni della campagna, era ambientato in una zona boschiva in territorio nemico, il giorno prima del celebre D-Day e dello sbarco in Normandia. Ciò che è saltato subito all'occhio, al di là dell'estrema qualità tecnica di ciò che veniva mostrato a schermo, è la particolare cura posta nella caratterizzazione psicologica del personaggio interpretato dal giocatore in quel momento.

Il protagonista di questa sequenza è un uomo spaventato, paracadutato per un fatale errore nel cuore di un'area pericolosissima in cui qualsiasi passo falso può portare ad una rapida esecuzione. Il nostro non ha armi e deve fare attenzione a non attirare l'attenzione dei soldati nemici che si aggirano nei paraggi mentre, in lontananza, si possono udire distintamente esplosioni, urla strazianti e spari.

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La sequenza di campagna che ci è stata mostrata riusciva a restituire efficacemente il dramma della guerra e la sensazione di pericolo costante che permea l'atmosfera.

Il buio della notte è spezzato solamente dai lampi di luce che penetrano nella folta vegetazione mentre possiamo avvertire il respiro affannoso del nostro protagonista mentre si avventura nella foresta tra le mille insidie che potrebbero nascondersi dietro ogni angolo. Come di consueto, il level design appare piuttosto lineare con poco spazio per l'esplorazione ma siamo consapevoli che per dare un taglio cinematografico all'azione è necessario sacrificare in parte la libertà concessa ai giocatori e, se i risultati sono di questa qualità, è un prezzo che siamo disposti a pagare.

Dopo aver compiuto un'esecuzione (con tanto di Quick Time Event che ritornano direttamente da WWII), aver recuperato un'arma dal nemico e averla ricaricata con una delle animazioni più convincenti viste in un FPS in tempi recenti, il nostro soldato si addentra nell'avamposto nemico tentando di evitare in ogni modo di essere individuato dalle molteplici sentinelle che infestano il luogo.

La calma, però, dura davvero poco: nel giro di pochi minuti veniamo scoperti dalle truppe dei soldati nazisti e ci ritroviamo a scappare a perdifiato riparandoci tra gli edifici presenti in zona. La regia segue ogni movimento in modo attento e preciso e contribuisce a creare un'atmosfera di pericolo costante capace di mozzare il fiato.

La cosa più strabiliante è che, una volta entrati in di una delle abitazioni, ci si rende conto che tutta la sontuosa bellezza della foresta viene replicata anche negli interni, tra i più belli mai apparsi in un capitolo della saga. Lo sviluppatore californiano, infatti, ha utilizzato delle reali foto d'epoca per replicare nel modo più realistico possibile ciò che si poteva trovare nelle case in quei tempi per incrementare ancora di più il senso di immersione nella storia proposta da Vanguard.

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La nuova versione dell'engine IW 8.0, già impiegato per il reboot di Modern Warfare, sembra essere pronto a regalarci scorci visivi di rara bellezza.

Proprio all'interno di una di queste case, tuttavia, avviene il primo scontro a fuoco della missione, quello che mette in luce tutto l'egregio lavoro svolto nella riproposizione fedele del comportamento di ciascuna delle armi incluse nel gioco. La fiammata, il rinculo, il proiettile che salta, gli schizzi di sangue sul muro e le animazioni di caduta del nemico: tutto è al posto giusto, tutto è realizzato con dovizia di particolari, tanto da farci chiedere se quello che stavamo vedendo fosse davvero renderizzato in tempo reale dal motore di gioco (lo abbiamo domandato espressamente a David Swenson, il Campaign Creative Director del gioco, il quale, con un sorriso compiaciuto stampato in volto, ci ha rassicurati in positivo).

La missione, dopo qualche altro violento scontro a fuoco architettato abilmente per mostrare i muscoli dell'engine impiegato per muovere Vanguard, si conclude davanti ad un enorme mulino in fiamme sotto cui si staglia l'ombra di un soldato con il fucile puntato verso di noi. Il protagonista urla a squarciagola la parola d'ordine per stabilire se si tratti o meno di un alleato ma non riceve risposta. Sono attimi di tensione pura: la musica cresce, l'uomo scandisce ancora una volta la frase e, tremando come una foglia, solleva l'arma anche lui. Poi uno sparo e la già citata dissolvenza a nero ci informa che la clip è giunta al termine.

È stupefacente, in un periodo storico in cui viene dato sempre meno peso alla campagna single player degli FPS bellici (basti pensare che il diretto concorrente di quest'anno ha rinunciato a svilupparne una), vedere come Sledgehammer Games abbia dato fondo a tutta l'esperienza maturata in questi anni per confezionare un prodotto di grande spessore sia dal punto di vista tecnico che da quello contenutistico. La campagna di Advanced Warfare era piuttosto buona, quella di WWII ancora di più ma, per Vanguard, si è deciso di fare le cose davvero in grande.

Swenson ha anche accennato ad un particolare risvolto della trama che vedrebbe i nazisti perseguire il fantomatico Progetto Fenice, una strategia occulta dell'esercito dell'Asse per designare il successore di Hitler dopo la sua morte e mantenere saldo il potere anche a guerra finita. Purtroppo, almeno per il momento, non abbiamo maggiori dettagli in tal senso ma non vediamo l'ora di saperne di più.

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Il multiplayer è ancora per gran parte avvolto nel mistero ma sappiamo già che ci consentirà di vestire i panni dei primi operatori dei corpi d'élite della storia.

A impreziosire il tutto, come se non bastasse, ci pensa il coinvolgimento del musicista statunitense Bear McCreary, già compositore della colonna sonora di opere come Battlestar Galactica, The Walking Dead e dell'ultimo capitolo di God of War.

Notevole cura è stata posta anche nella distruttibilità ambientale che, per la prima volta nella storia della serie, consente di demolire gli interni degli edifici (comprese porte, finestre e oggetti di arredo) e, addirittura, di aprire varchi nei muri per creare nuove linee di tiro e colpire gli avversari in copertura, un po' come accade nel Rainbow Six: Siege di Ubisoft. In tal senso, la versione potenziata dell'engine IW 8.0 (lo stesso utilizzato per animare il reboot di Modern Warfare) sembra pronto a regalare ai giocatori un'esperienza davvero sbalorditiva, sempre inchiodata sui 60fps che da sempre caratterizzano questa saga di sparatutto militari.

Per quanto riguarda il multiplayer, invece, gli sviluppatori di Sledgehammer Games ci hanno dato appuntamento ad un'occasione futura (la Gamescom? Il lancio della già annunciata Alfa multigiocatore per PlayStation?), lasciando trapelare solo pochi dettagli su quello che troveremo nel pacchetto in arrivo nei negozi a fine anno.

Possiamo dirvi già da ora che Call of Duty: Vanguard includerà ben venti mappe fin dal giorno del lancio, di cui sedici ideate per il multiplayer standard e quattro dedicate agli scontri 2 contro 2 che torneranno anche in questa nuova iterazione della serie. Possiamo anticiparvi che ritornerà l'apprezzato Armaiolo che consentirà, come di consueto, di personalizzare a fondo le armi presenti nel gioco, in modo da adattarle al meglio al proprio stile di combattimento. Possiamo confermare che la balistica dei proiettili e la distruzione degli ambienti vista nella campagna sarà presente anche nei campi di battaglia online. E poi potremmo preannunciarvi che sarà introdotta anche una modalità di gioco misteriosa nota col nome di 'Champion Hill' il cui funzionamento verrà approfondito nelle settimane che ci separano dal lancio.

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La distruttibilità ambientale e la nuova balistica dei proiettili potrebbero risultare trasformativi per il gameplay tipico di Call of Duty.

Che dire, infine, della modalità Zombie, tanto apprezzata dai giocatori di Call of Duty? Anche Vanguard accoglierà la sua storia a base di non-morti che rappresenterà un prequel di quella narrata in Black Ops - Cold War e sarà curata in prima persona proprio dagli ideatori di questa celebre modalità: Treyarch.

Ovviamente, non mancheranno anche le integrazioni con Warzone che, già a partire dall'evento 'Battaglia per Verdansk' sanciranno l'inizio di una nuova trasformazione per il fortunato battle royale di Activision. Raven Software si occuperà dell'innesto dei nuovi contenuti a tema Call of Duty: Vanguard in modo da rendere la transizione il più naturale e piacevole possibile.

Resta da chiarire come farà Sledgehammer Games a portare tanta magnificenza anche su console di scorsa generazione, laddove già lo stesso Warzone faticava a esprimere tutte le proprie potenzialità. Francamente, dopo aver visto il gioco in azione, stentiamo a credere che PS4 o Xbox One standard possano gestire un carico di lavoro simile.

Per il resto, Call of Duty: Vanguard si è presentato al primo appuntamento con il suo pubblico in grande spolvero, spazzando via in un colpo tutte le preoccupanti voci sullo stato di salute del progetto. Si tratta, senza ombra di dubbio, del capitolo più impressionante della serie sotto il profilo visivo nonché uno dei più curati in termini di narrativa.

Sledgehammer Games sembra avere tutte le carte in regola per portare sulle nostre console un prodotto curato in ogni dettaglio, capace di restituire sensazioni totalmente nuove per un esponente della saga: non vediamo l'ora di metterci le mani sopra.

Call of Duty: Vanguard arriverà su PC e console il 5 novembre. Pronti a rispondere ancora una volta alla chiamata?

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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