Aliens: Fireteam Elite - recensione

Nello spazio nessuno potrà sentirti... deluso?

La serie cinematografica di Aliens, creata dalla geniale mente del cineasta Ridley Scott ma resa celebre anche dall'inestimabile lavoro svolto da James Cameron sul secondo, indimenticabile episodio, è stata protagonista di innumerevoli conversioni nel mondo dei videogiochi. Fin dal lontano 1982 con il tie-in di Alien sull'Atari 2600, la lotta tra i letali Xenomorfi e i Marine Coloniali è stata trasposta in svariati generi e su infinite piattaforme con risultati non sempre entusiasmanti.

Se dovessimo indicare il più riuscito tra tutti questi progetti, tuttavia, non avremmo alcun dubbio. Alien: Isolation, il capolavoro horror di The Creative Assembly uscito nel bel mezzo della scorsa generazione di console ha stabilito un nuovo golden standard per le incursioni degli Xeno nel medium videoludico, un livello talmente alto da essere difficile da replicare per i successivi titoli su licenza. Eppure, qualcuno ha deciso di provarci lo stesso.

Nato nel 2015 dagli sforzi congiunti di tre veterani dell'industria, Cold Iron Studios è uno studio di sviluppo californiano relativamente piccolo che ha deciso di offrire alla sconfinata fanbase di Aliens la propria interpretazione di questo atavico orrore spaziale a base di fameliche creature assetate di sangue e lo ha fatto sotto forma di uno dei generi più in voga del momento: quello degli horde shooter cooperativi.

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Aliens: Fireteam Elite è il nuovo horde shooter cooperativo di Cold Iron Studios pubblicato da Focus Home Interactive.

Nel grande marasma di prodotti simili che stanno per travolgere il mercato nei prossimi mesi, Aliens: Fireteam Elite può fare affidamento su una licenza dal forte richiamo che, ovviamente, potrebbe convincere più di qualcuno a concedergli una possibilità. Ma sarà sufficiente a farlo spiccare tra tutta l'agguerrita concorrenza? La storia alla base di Fireteam Elite è quanto di più semplice e lineare si possa concepire, un mero pretesto per lanciare il giocatore e la sua squadra di fuoco nelle furiose battaglie contro lo Sciame.

Siamo nel 2202, appena vent'anni dopo gli eventi narrati in Aliens: Scontro Finale, a bordo della nave d'assalto spaziale Endeavor, la punta di diamante dell'esercito Coloniale. Siamo stati svegliati dal crio-sonno per rispondere alla chiamata di aiuto di un certo dottor Tim Hoenikker, apparentemente bloccato in una stazione di raffineria orbitale e in balia di un cospicuo numero di Xenomorfi. Il dottore sembra essere in possesso di informazioni vitali per il comando dei Marine, tra cui le prove di un ipotetico coinvolgimento della Weyland-Yutani in alcuni fumosi esperimenti che avrebbero dato vita a una nuova specie di alieni, ancora più feroci e implacabili di quelli visti in passato. Quale migliore occasione per un po' di caccia agli insetti?

Inizia qui l'epopea del nostro team di Marine Coloniali, una missione disperata, viaggio pericoloso e pieno di insidie alle prese con l'orda più inesorabile mai partorita dal cinema hollywoodiano. Purtroppo, però, dobbiamo segnalarvi che per quanto fossimo partiti con aspettative piuttosto basse (d'altronde non è certo la trama a rendere grande un horde shooter), l'intreccio narrativo di Aliens: Fireteam Elite ci ha lasciati davvero tiepidi.

Non ci sono reali colpi di scena, non ci si affeziona a nessuno dei personaggi, non c'è mai la sensazione di trovarsi in situazioni di reale pericolo e questo è un vero peccato se si considera quanto sia profonda e stratificata la mitologia di Aliens. Con un po' di impegno in più, gli sviluppatori avrebbero potuto inserire nella propria opera una storia di cameratismo contro un nemico pressoché imbattibile, qualcosa che avrebbe potuto incrementare a dismisura il senso di immersione in questo universo così oscuro e violento.

Ma come dicevamo, la trama non è certo il punto forte di un buon horde shooter cooperativo, quindi come si comporta Aliens: Fireteam Elite in azione? Con una punta di rammarico dobbiamo confessarvi che c'è davvero poco che ci abbia convinto nella nuova produzione di Cold Iron Studios e Focus Home Interactive.

Dopo aver creato il proprio alter-ego attraverso uno tra gli editor più basilari di cui abbiamo memoria e aver scelto la sua classe di appartenenza tra le quattro disponibili (Mitragliere, Demolitore, Tecnico, Dottore), siamo pronti a lanciarci nella mischia in una delle quattro campagne che compongono il pacchetto.

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Gli Xenomorfi sono sempre creature affascinanti ma in questa iterazione del brand non riescono a restituire la giusta sensazione di minaccia.

La nave UAS Endeavor che abbiamo citato in apertura funge da hub social per radunarsi con i propri compagni, organizzare l'inventario e preparare le prossime missioni prima di scendere sul campo di battaglia. Ci sono anche molti NPC pronti ad approfondire la lore con un sistema di dialoghi a scelta multipla ma nulla di realmente interessante ai fini della narrazione (se non qualche piccolo, nostalgico riferimento al passato di questa gloriosa serie).

Una volta radunato il team e selezionata la missione, potremo impostare dei modificatori di difficoltà che influiranno sull'andamento delle partite andando, ad esempio, a dimezzare i danni in uscita oppure a restringere la capienza dei caricatori. In cambio, dopo aver concluso la quest, potremo ricevere un cospicuo quantitativo di punti esperienza, utili a ottenere nuove armi, accessori e abilità per la nostra classe preferita.

A questo punto non ci resta che scoprire la struttura ludica di Aliens: Fireteam Elite. Già dalle prime battute è evidente come Cold Iron si sia ispirata pesantemente alle meccaniche di Gears of War per realizzare questo progetto, senza però riuscire a replicarne le vette di assoluta eccellenza. C'è l'immancabile sistema di coperture che sulla carta dovrebbe garantire un certo gradi di protezione contro gli attacchi nemici ma in un gioco che ci mette di fronte una sequela interminabile di mostri specializzati nel combattimento corpo a corpo hanno decisamente poco senso di esistere.

Certo, ci sono alcune varianti di avversari che possono colpire da lontano e infliggere danni anche piuttosto seri ma per tutta la durata della nostra prova non abbiamo quasi mai sentito la necessità di cercare una copertura per avere la meglio contro l'orda di insetti, soprattutto data la quasi totale assenza di rinculo delle armi che rende inutile il fuoco da posizione di vantaggio.

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Il sistema di coperture mutuato da Gears of War funziona ma risulta piuttosto superflua contro la grande maggioranza dei nemici.

Ed è proprio questo uno degli aspetti in cui Aliens: Fireteam Elite cade rovinosamente: il feedback delle armi. Ci sono diverse bocche da fuoco che compongono l'arsenale a disposizione dei Marine Coloniali ma si comportano tutte in modo troppo simile tra loro e nessuna è realizzata con la cura necessaria a rendere gradevole il suo utilizzo nelle sparatorie.

Nemmeno impugnare il leggendario Fucile a Impulsi M41A, il fiore all'occhiello dell'artiglieria delle truppe Coloniali, è galvanizzante come ci si potrebbe aspettare: gli scontri sono semplicemente troppo piatti e privi di mordente.

Abbiamo notato, inoltre, un vistoso problema nella registrazione dei colpi su alcuni tipi di nemici. Molto spesso, nonostante il mirino a schermo fosse ben posizionato sul bersaglio, il gioco decideva arbitrariamente di non contare il colpo a segno e, di conseguenza, di scoprirci ai terribili contrattacchi dello sciame. È sicuramente un difetto che può essere risolto con una patch correttiva ma, allo stato attuale, può essere un fenomeno parecchio frustrante, specie nei livelli più avanzati e impegnativi della campagna.

L'intera esperienza può essere affrontata in modalità singleplayer in compagnia di due compagni guidati dalla IA ma anche in cooperativa online con altri due giocatori umani. Nel primo caso le routine comportamentali dei commilitoni appaiono da subito piuttosto basilari e prive di qualsiasi lettura tattica degli scontri ma la struttura drammaticamente lineare dell'avventura consente anche a loro di trovarsi sempre al posto giusto offrendo il giusto supporto all'utente.

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Buono il sistema di Sfide che può influire pesantemente sul grado di sfida delle varie missioni (e ricompensare con generose quantità di crediti o Punti Esperienza).

Inutile dire che giocare con due compagni reali amplifica a dismisura il tasso di divertimento ed è senza dubbio il modo migliore per affrontare Aliens: Fireteam Elite, ma sappiate che anche gli androidi pilotati dalla CPU possono rappresentare una valida alternativa.

Deludente anche il level design, composto, in buona sostanza, da una serie di corridoi lineari, senza alcun tipo di variazione sul tema. Non ci sono bivi, non ci sono strade alternative, non c'è alcuna possibilità di interpretare a piacimento le battaglie: dovrete muovervi da un punto A ad un punto B eliminando qualsiasi cosa si trovi sul vostro cammino e ripetere la procedura fino allo sfinimento.

Sì, di tanto in tanto capita di dover difendere una determinata zona dall'assalto dell'orda o di dover trovare un oggetto specifico per proseguire (comunque sempre ben evidenziato a schermo), ma nel giro di poche ore è facile avvertire una sistematica ripetitività di fondo che finisce per spegnere l'entusiasmo anche del più fervente appassionato del brand di Aliens.

Resta da trattare il comparto tecnico ma purtroppo, anche sotto questo punto di vista, la situazione non cambia di molto. Se da una parte, infatti, troviamo modelli poligonali tutto sommato buoni sia per i protagonisti che per le creature dello Sciame, dall'altro dobbiamo segnalare delle animazioni fin troppo legnose nonché una riproduzione solo discreta degli effetti particellari.

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L'arsenale comprende diverse tipologie di armi, tra cui il leggendario Fucile a Impulsi M41A. Peccato solo che il feedback delle bocche da fuoco sia così piatto e insoddisfacente.

Insoddisfacente anche l'intelligenza artificiale degli Xenomorfi che non presentano i tratti da predatore perfetto mostrati nei film o in Isolation ma si limitano a uscire a fiotti dalle pareti (la citazione completa era troppo volgare per essere inserita, ndr) per correre all'impazzata verso una morte certa, senza alcun tipo di strategia. Non è raro, infine, vederli incastrati contro elementi dello scenario o immobili sotto i colpi delle nostre armi: c'è bisogno di un urgente aggiornamento per risolvere questa criticità.

Piacevoli invece gli effetti sonori, tratti direttamente dalle pellicole originali e perfettamente riprodotti anche in questo Fireteam Elite. Il rumore generato dai Fucili a Impulsi, l'inquietante suono del radar che precede l'arrivo dell'orda, le urla dei mostri quando vengono colpiti, tutto è al posto giusto ma, sfortunatamente, non è sufficiente per sopperire alle mancanze del resto della formula.

In definitiva, l'opera prima di Cold Iron Studios dedicata al franchise di Aliens non ha saputo superare le nostre aspettative. Il gameplay è fortemente derivativo e carente sotto tutti i punti di vista mentre la storia non è abbastanza interessante da tenere incollati allo schermo per le circa 8 ore necessarie a portare a termine la campagna. Se a questo aggiungiamo il feeling piattissimo delle armi e un level design fin troppo guidato e lineare, potrete capire perché parliamo di una delle più cocenti delusioni dell'anno.

5 /10

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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