Rustler - recensione

Un "GTA medievale" a dir poco geniale!

Immaginate di star percorrendo i vicoli di una cittadella medievale, accarezzati da un'aria frizzantina e rigenerante. È mattina presto e le strade iniziano timidamente ad animarsi: c'è chi si dedica all'approvvigionamento, chi vuole chiacchierare e lo fa con sproloqui poco piacevoli e chi, invece, deve accettare strani compiti pur di guadagnare. Bene, non è nulla di strano, se non la solita vita a cui siamo abituati tuttora.

Le vie del borgo sono pervase dalle note malinconiche di un liuto, suonato da un bardo che canalizza i suoi pensieri in quel magico strumento paradisiaco. Alcune canzoni raccontano di un amore non corrisposto, altre delle eroiche gesta compiute in battaglia. Adesso, immaginate che queste melodie vengano improvvisamente interrotte da un ignorantissimo beatboxing.

Vi girate attorno sentendo anche delle grida, accecati da una luminescente sirena che vi sfreccia davanti, neanche fosse una gara clandestina. Cosa succede? Il solito: un abitante ha parcheggiato il suo cavallo proprio dove è palesemente segnalato il divieto di sosta, e non si è neanche fermato alle strisce pedonali!

L'apoteosi dell'anacronismo si plasma su un nuovo gioco d'azione che prende rigorosamente spunto dal leggendario Grand Theft Auto. Avete mai provato GTA in versione medievale? Ecco, ora potete farlo. Jutsu Games ha dato vita a Rustler, un titolo a cui è fin troppo scontato dare del bizzarro. I riferimenti alla cultura pop sono così tangibili da non riuscire a prendere il gioco sul serio, e per noi è addirittura una cosa positiva.

Partiamo dal principio: il protagonista è un giovane e spavaldo contadino che, pur di partecipare al Gran Torneo, è disposto a qualsiasi cosa. Il suo nome, pieno di inventiva e profondo significato, è Guy; un nome su cui i genitori hanno sicuramente riflettuto con grande meticolosità. Vestire i panni del giovane protagonista è stato piuttosto divertente e prevedibile, difatti come primissima cosa abbiamo dovuto prendere a pugni un povero contadino. Quest'ultimo era infatti furioso con Guy per aver parcheggiato una mucca sul... tetto della fattoria; un inizio piuttosto sobrio che può solo peggiorare, e l'abbiamo adorato.

Insomma, il nostro amico scapestrato ha intenzione di falsificare certificati nobiliari pur di scalare la vetta sociale e, quindi, dimostrarsi degno del Gran Torneo. Inutile dire che avrà bisogno di conoscenze e di denaro per riuscire nel suo compito, motivo per cui affronterà missioni assurde, talvolta disgustose o totalmente insensate. L'avanzamento della storia avrà modo con il completamento delle missioni secondarie, nonché ovviamente di quelle principali.

La mappa si presenta come un open-world a visuale isometrica dall'alto, in cui poter fare qualsiasi cosa possibile: potrete infatti prendere una pausa dalle missioni, talvolta ripetitive, e incendiare villaggi, rubare cavalli, realizzare disegni poco sobri con l'aratro e sfruttare un bardo come vostra radio personale. Quest'ultima povera vittima vi seguirà ovunque andrete, rigorosamente a suon di musica medievale: per cambiare traccia potrete scegliere di premere il tasto F5 o di, ahinoi, dare un rigenerante pugno al bardo.

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Cavalli parcheggiati, bardi che suonano per noi ovunque andiamo e ovviamente… furti a profusione!

Qualsiasi affare losco decidiate di compiere allerterà le guardie, che si precipiteranno da voi in sella ai loro cavalli, rigorosamente dotati di una strombazzante sirena lampeggiante. Potrete potenziare i punti abilità per facilitarvi la fuga ma, nel caso non lo aveste già fatto, potreste perdere tutte le armi e le eventuali armature una volta morti o catturati. Alcune abilità vi permetteranno di uccidere le guardie con un'inversione a U del cavallo, di lanciare sterco come fosse una palla di neve o di aumentare la prestazione delle armi.

Come vedete i cavalli sono quasi il perno simbolico di questo titolo, non a caso gli sviluppatori lo hanno soprannominato Grand Theft Horse, in onore del gioco a cui si ispirano. I dolci, poveri, equini potranno anche essere verniciati in un batter d'occhio, rendendovi meno riconoscibili dalle guardie che vi cercano. I più spericolati, invece, sguaineranno la spada, si armeranno di scudo e daranno inizio a una battaglia anche contro una ventina di nemici. Il combattimento è abbastanza dinamico, dato che potrete dedicarvi a una sana scazzottata, tirare fendenti con la spada, usare una balestra letale o lanciare sterco altrettanto fatale. Attaccare con la spada richiede stamina che, una volta esaurita, vi costringerà a difendervi nell'attesa che essa si ricarichi nuovamente.

Saremo onesti: il primo approccio col gioco è stato davvero positivo e ci siamo divertiti per tutto il tempo, tuttavia alcuni piccoli difetti hanno smorzato l'entusiasmo iniziale. Si tratta di piccoli dettagli facilmente risolvibili con la versione definitiva del titolo, quindi siamo piuttosto ottimisti in merito. Il primo riguarda il controllo del personaggio, nonché della cavalcatura: i comandi inizialmente sono risultati leggermente tediosi da gestire, ma progressivamente ci siamo abituati.

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Guy prende a pugni le persone come se stesse bevendo un bicchier d'acqua, o meglio, di buon vino.

Le animazioni, tuttavia, sono abbastanza legnose e, soprattutto, lente: è capitato che in piena fuga il nostro personaggio salisse con qualche secondo di ritardo sul cavallo, rivelandosi fatale per il completamento di una missione. Proprio quest'ultime infatti si azzerano dall'inizio se fallite, costringendoci a dover ripetere una trafila di azioni talvolta davvero inutili; avremmo preferito ricaricare un checkpoint laddove fosse utile, soprattutto con le missioni più lunghe. Avremmo alcuni appunti da fare anche sull'IA, a volte poco reattiva e stimolante: completare una missione con le guardie alle calcagna fa in modo che esse smettano di attaccarci, nonostante siano letteralmente al nostro fianco.

Il gioco è pieno di cose da fare, e alcune sono così bizzarre da strappare sonore risate. Partiamo dalla voce dei personaggi, o meglio, dai loro mugugni: somigliano molto a dei Sims che hanno appena ingurgitato una damigiana di vino buono. Ne vedrete delle belle anche con Guy, che in alcune occasioni sarà costretto a camuffarsi da giovane donzella o da signore della morte.

Rustler è un gioco che sfoglia le pagine di un libro storico e ci scarabocchia sopra senza alcuna pietà, e l'effetto è così anacronistico da essere considerato assolutamente geniale. Ciò che vogliamo dirvi, nonostante sia decisamente scontato, è che questo gioco non dipende troppo dalla storia, per quanto sia presente e per quanto caratterizzi il personaggio principale. Come Grand Theft Auto, Rustler vi invita palesemente a, perdonate la scurrilità, cazzeggiare senza alcun timore.

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Come potete vedere la mappa garantisce molte ore di gioco, ma per comprendere appieno il titolo vi consigliamo di giocare almeno per sei ore.

Siamo abbastanza soddisfatti di Rustler: il gioco è sempre stato fluido e non ha mai dato filo da torcere. Abbiamo potuto usufruire anche della localizzazione in Italiano e godere delle piacevolissime musiche tipicamente medievali (seppur talvolta interrotte dal beatboxing).

Rustler può garantire molte ore di gioco, che possono tranquillamente triplicarsi considerando la grande varietà di cose da fare. La mappa, inoltre, è piena di collezionabili utili anche per il nostro protagonista: i ferri di cavallo ad esempio aumentano i punti abilità disponibili.

Nonostante Jutsu Games si sia ispirata a un grande colosso, è riuscita a dar vita a un gioco assolutamente originale, a tratti geniale e tremendamente scurrile. È sicuramente consigliato agli amanti del genere, ma le risate sono assicurate. Adesso scusateci, ma abbiamo dimenticato il nostro Quadrizoccolo sul tetto della chiesa...

7 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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