Turtle Beach Recon 500 - recensione

Le nuove sfidanti nella fascia media delle cuffie.

Turtle Beach, una delle aziende più prolifiche e dal design accattivante dei propri accessori, torna protagonista con una nuova line up di cuffie, pronte a mettersi in gioco per riscuotere il favore dei gamer più esigenti in campo audio. Le Recon 500 però non si presentano come l'hardware di punta stavolta, presentando però delle innovazioni che probabilmente vedremo implementate nelle prossime cuffie da gioco dei competitor.

Queste nuovo hardware ci teniamo a precisare fin da subito, non vuole necessariamente legarsi alla sola componente gaming ma abbraccia di fatto una fetta molto più ampia di pubblico in cerca di un prodotto in grado di eccellere in più ambiti. Per dare il giusto inquadramento alle nuove Turtle Beach Recon 500 partiamo dal prezzo, 79,99€, un budget entry level davvero competitivo che ha sicuramente destato la nostra attenzione.

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Il design delle nuove Turtle Beach Recon 500 è pulito e minimale, senza eccessi o led inseriti nei padiglioni.

Per contenere il prezzo ovviamente ci sono dei compromessi con cui l'azienda di New York ha dovuto fare i conti e lo si nota immediatamente una volta aperta la confezione. Non ci troviamo di fronte a delle cuffie realizzate con materiali estrosi e premium, ma la classica plastica dura, resistente e poco vistosa. Il design è abbastanza semplice, incentrato sull'ergonomia piuttosto che azzardare linee meno sinuose per cercare un colpo d'occhio maggiore. Il minimalismo scelto è comunque un punto a favore per le Recon 500, eliminando di fatto led su padiglioni che hanno invece dominato negli ultimi tempi su qualsiasi accessorio che si avvicinasse all'area gaming. Le nuove Turtle Beach in colorazione nera risultano quindi piuttosto anonime, ma prendono immediatamente vita nella seconda versione con cui si presentano sul mercato: un camouflage ghiaccio.

Passiamo quindi a parlare della comodità una volta indossate. Con un peso di solo 336 grammi sulla testa non si ha alcun tipo di compressione o sensazione di pesantezza che possa infastidire anche dopo ore di utilizzo. I padiglioni mobili, altra caratteristica non scontate per un prodotto che si assesta in una categoria media come fascia prezzo, sono ovviamente ricoperti di gommapiuma morbida. Grazie alla possibilità di inclinazione, le Recon 500 sono più avvolgenti e tendono ad isolare meglio il volume esterno, mentre la regolazione in altezza si misura in un classico archetto a scorrimento laterali. Il memory foam rivestito di un semplice tessuto è di buona fattura, evitando il calore che inevitabilmente si percepisce con la pelle.

Osservando ancora la scocca si notano i tasti di comando con cui queste Turtle Beach sono equipaggiate, rilegato solo su di uno, più precisamente quello sinistro. Niente di nuovo ma comunque tutto facilmente a portate per la regolazione del volume tramite rotellina e il tasto dedicato al muto per il microfono. Ma già dal primo utilizzo è chiaro che per le Recon 500 il maggior investimento è stato impiegato sul loro utilizzo e non certo sull'estetica in sé.

La grande novità infatti risiede nei driver Eclipse Dual da 60mm che operano sulla divisione delle frequenze tra alti e bassi per creare un effetto più realistico sul suono. Oggettivamente, messe alla prova, questo sostanzioso miglioramento non è perfettamente percepibile, ed essendo la prima volta che questi driver vengono implementati è sicuro che ci sia ancora del lavoro da fare. Il suono però è ottimo, con un buon spunto soprattutto sui bassi quando si riproduce musica o contenuti multimediali.

Ci troviamo al cospetto di classiche cuffie stereo in cui non è stato implementato alcun brevetto per quanto riguarda l'audio tridimensionale o l'audio 7.1, regalando quindi l'usuale esperienza d'uso finora provata con prodotti con emissione di suoni da entrambe le cuffie. Testandolo su fps moderni i driver aiutano più i bassi piuttosto che gli alti, risultando piuttosto fedele e piacevole con le raffiche di proiettili ed i movimenti, perdendo un po' di prestazione con le esplosioni o rumori particolarmente forti. Non ci sono picchi neanche in condizioni di contenuti multimediali con musica leggera incentrata sulla profondità dei suoni, in cui le Recon 500 rimandano un suono limpido ma non più di tanto immersivo. La connettività infine, rimane fedele al classico plug and play con jack da 3,5 mm.

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Le cuffie una volta indossate, grazie alla mobilità dei padiglioni sono molto avvolgenti e non provocano pressione sulla testa.

Chiudiamo la nostra recensione parlando del microfono, rimovibile e completamente in plastica, che si può agganciare e scollegare facilmente al padiglione sinistro. L'archetto è flessibile e adattabile all'altezza che si desidera senza la paura di danneggiare il materiale anche applicando alcune torsioni per testarne l'elasticità. La qualità anche in questo caso è paragonabile al resto delle prestazioni finora riscontrate, un risultato in linea alle aspettative: pulito e senza particolari tecnologie che vanno a migliorarne la chiarezza o la profondità.

Tutto sommato le Turtle Beach Recon 500 fanno il proprio lavoro, e lo fanno in modo discreto ma ottimo. Queste cuffie sono senza dubbio rivolte a quei giocatori o consumatori che non hanno troppe pretese per la forma e neanche per la sostanza. Trattandosi di un prodotto di fascia media riesce comunque a brillare rispetto alla concorrenza a pari prezzo, implementando migliorie che la concorrenza a volta tende a trascurare. Di contro, con una spesa maggiore di circa 20€, attualmente troviamo cuffie sicuramente più prestazionali, come le Pulse di Sony o l'Headseat Xbox con Dolby Atmos.

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