Diablo II Resurrected - prova

Nuovi test, nuove classi da provare!

A quattro mesi di distanza dall'ultima closed beta di Diablo 2 Resurrected, abbiamo potuto affilare le nostre armi ancora una volta nel popolare action RPG di Blizzard, grazie ancora all'ottimo lavoro finora svolto da Vicarious Visions in questa remaster.

In quest'ultima sessione di beta test, delle 7 classi presenti nella versione finale, in aggiunta a Barbaro, Amazzone e Maga, abbiamo potuto provare (o riprovare per alcuni) anche il Paladino e il Druido, permettendoci di livellare e massacrare mostri ancora attraverso i primi due atti.

Il Paladino, una classe che è sempre stata complicata da bilanciare, possiede un sistema di aure per potenziare noi stessi e il resto del gruppo, e potenti attacchi basati sul danno Holy, attivando di conseguenza due stili diametralmente opposti di gioco. Si può infatti scegliere un puro ruolo di support o quello di tank, e usare armi ad una mano (di solito scettri ed affini) e scudo, con cui picchiare i nostri avversari e stordirli di conseguenza.

Specialmente ai primi livelli è una classe complicata da giocare, senza un adeguato supporto di rigenerazione del mana che ci costringe a volte a fare incetta di pozioni per non morire inevitabilmente sotto i colpi dei nemici, altre a dover usare solo attacchi base.

Il Paladino inoltre è l'esempio lampante di quanto il gameplay di Diablo 2 possa essere davvero complicato: gestire solo due bottoni per i nostri attacchi ci obbliga a delle scelte, portandoci a sviluppare il nostro personaggio con una build basata su un attacco principale e un numero elevato di abilità passive, e a potenziare i nostri danni e velocità d'attacco.

Il Druido invece non ha di questi problemi considerando che il suo punto di forza è sempre stato la metamorfosi, principalmente in lupo mannaro, e l'uso di armi a una mano con alta velocità d'attacco, diventando pertanto una macchina da DPS oliata e testata. Certo l'idea di trasformarlo in un mago elementale esiste ma, almeno ai livelli iniziali, scegliere fra muri di fuoco e mazzate mannare ci porta sempre a scegliere di sicuro la seconda opzione. Il lupo risulta essere la scelta primaria, molto più semplice da gestire e più diretto come gameplay. La variante orso invece trasforma il nostro Druido in una sorta di tank, dove la velocità d'attacco lascia spazio al danno inflitto, con armi a due mani a farla da padrone.

Per entrambe le classi ovviamente scegliere l'equipaggiamento perfetto risulta ancora più cruciale, e come sempre succede in giochi come Diablo, molto vecchia scuola, prima di trovare oggetti di valore si devono aspettare di solito ore ed ore di gioco, correndo il rischio, come ci è successo più volte, di affrontare punti chiave della storia equipaggiati con un misto di armi comuni o poco più, ed un paio di oggetti un po' più rari (addirittura una cintura della più bassa qualità), complicandoci la vita non poco.

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Il Paladino in una situazione davvero spinosa. Il nostro scudo e la nostra fede ci porteranno alla vittoria!

Le nuove generazioni di giocatori forse avranno difficoltà ad adeguarsi a queste meccaniche che davvero non perdonano, e dovranno inoltre cimentarsi con il sotto gioco del "tetris dell'inventario". Ci riferiamo allo spendere ore ed ore sistemando le nostre borse, destreggiandoci fra pozioni (ognuna di esse corrisponde ad uno slot dell'inventario, senza la possibilità di impilarle in un unico slot), equipaggiamento da identificare ed eventualmente vendere, e infine tomi e pergamene.

Ci sono poi oggetti, introdotti in Lord of Destruction, che se lasciati nell'inventario offrono bonus passivi al nostro personaggio, limitando ancora di più lo spazio a nostra disposizione e costringendoci spesso a lasciare nelle varie zone esplorate un tappeto di oggetti non raccoglibili.

Siamo stati forse abituati troppo bene negli ultimi, con giochi che letteralmente fanno piovere dal cielo una manciata di oggetti dopo ogni battaglia. Lo stesso DIablo 3 introdusse una valanga di oggetti leggendari, forse snaturando per sempre il significato di tale parola: lootare il Buriza Do Kyanon (una balestra leggendaria davvero potente) con la nostra Amazzone era un momento unico, da ricordare. Usarlo contro Diablo, sparando frecce penetranti a ricerca dall'altra parte della mappa dava soddisfazioni infinite.

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La metamorfosi in orso mannaro del druido ha sempre un certo fascino.

Diablo 2 Resurrected è fatto di momenti come questi. Imprese impossibili che diventano leggendarie, storie da raccontare attorno ad un fuoco. Giusto prima di incamminarci verso Tristram, per salvare Deckard Cain. Ancora una volta.

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Riguardo l'autore

Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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