Hideki Kamiya: 'le aziende devono fare di pi¨ per preservare i giochi classici'

Hideki Kamiya esprime alcuni concetti interessanti sul retro gaming

Hideki Kamiya è uno degli esponenti di punta del mercato videoludico e ogni sua parola ha un certo peso. Il papà di Devil May Cry e Bayonetta ha puntato il dito contro un elemento sul qualche forse ci si fa poco caso o lo si accetta come normalità.

Il retro gaming è sempre in voga, non solo per puro semplice collezionismo ma anche per questioni che riguardano lo studio e la trasmissione di cultura. È proprio su questo su cui Kamiya ha espresso i suoi pensieri, in un'intervista rilasciata a VGC.

"Come collezionista, capisco il fascino di voler avere quel gioco nella sua confezione sigillata. Le persone desiderano il valore di quel pacchetto e non necessariamente del gioco in sé. Come fan invece, è un problema se qualcuno vuole giocare ma non può farlo perché si ritrova coinvolto in questi ridicoli mercati [prezzi troppo alti]".

"E la responsabilità di mantenere quei giochi disponibili appartiene alla società che possiede l'IP. Se le persone vogliono giocare a un gioco classico e non possono, perché non è disponibile su nuove piattaforme e non può essere trovato nemmeno nella sua forma originale, è come una minaccia... sta trattenendo la cultura del gioco. Le persone che possiedono i diritti su questi giochi dovrebbero agire attivamente per preservare la cultura del gioco e rendere i giochi disponibili a tutti coloro che vogliono giocarci".

Effettivamente, da questo punto di vista, Platinum Games ha sempre fatto in modo, dove possibile, di pubblicare i suoi titoli su qualunque piattaforma, anche in versione rimasterizzata. Il problema del costo del retro gaming ha però radici molto più complesse: sembra infatti che tutto ciò sia dovuto a frodi avvenute nel processo di classificazione e aste degli oggetti, con società come Wata Games e Heritage Auctions accusate di essere complici nell'inflazione artificiale del loro valore. Per dovere di cronaca, tali aziende hanno sempre negato ogni coinvolgimento, ma è innegabile che il problema esiste.

Fonte: videogameschronicle.com

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Marcello Ribuffo

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