Lost Judgment - recensione

Detective Yagami, il caso Ehara Ŕ tuo!

Nonostante il primo Judgment fosse un ottimo titolo, il protagonista Takayuki Yagami non è riuscito a fare breccia nei cuori dei fan di Yakuza, ancora troppo affezionati all'idolo Kazuma Kiryu e all'ambiente malavitoso della saga ideata da Toshihiro Nagoshi.

E possiamo capirli: nonostante si muovesse in un'ambientazione e con meccaniche di gameplay quasi identiche, il carisma dell'ex-avvocato (ora investigatore privato) in giacca di pelle e jeans ha faticato ad imporsi.

Uno degli obiettivi di questo sequel è proprio quello di far uscire fuori tutte le sfaccettature del carattere di Yagami, proiettandolo in una serie di situazioni differenti dal solito e facendolo uscire dalla sua "confortevole" cornice di Kamurocho. Le prime ore di Lost Judgment propongono già delle situazioni inconsuete, introducono un discreto numero di nuovi personaggi (che vanno ad affiancarsi alle facce già note) e ampliano non di poco il raggio d'azione della Yagami Detective Agency.

Takayuki è ancora una volta affiancato da Kaito Masaharu, ex-membro della famiglia Matsugane dalle mani pruriginose che ha però definitivamente abbandonato la carriera nella Yakuza per dedicarsi a quella investigativa. Insieme formano una coppia per certi versi paragonabile ai Riggs e Murtaugh di Arma Letale, uno riflessivo e mosso da incrollabili principi, l'altro molto più irruento ma comunque affidabile. La loro alchimia funziona alla perfezione su schermo e nel corso di tutta la durata del gioco (30 ore come minimo) non lesina anche momenti divertenti.

Il tono generale del gioco però è tutt'altro che divertente. I casi in cui vi imbatterete toccheranno temi piuttosto forti e non risparmieranno anche qualche visione ai limiti dell'horror. Yagami e Kaito viaggeranno tra Kamurocho e Yokohama, sede di un'altra agenzia investigativa pseudo-rivale, per investigare su casi di molestie sessuali, truffe, bullismo e molto altro.

A fare da filo conduttore al tutto però c'è un'unica storia, i cui terrificanti contorni vengono delineati piano piano e coinvolgono anche il precedente lavoro del protagonista, quello di avvocato nello studio Genda. In un edificio abbandonato di Yokohama viene trovato il cadavere quasi putrefatto di un giovane legato ad una sedia. Inumane torture sono state perpetrate sul suo corpo ma non c'è traccia che possa aiutare a risalire al colpevole.

Nel frattempo, da tutt'altra parte gli avvocati dello studio, ex-colleghi di Yagami, stanno difendendo un uomo accusato di molestie. È incensurato, si prevede una soluzione rapida magari con qualche mese di arresti domiciliari... ma nessuno di loro è preparato alle pieghe che la storia sta per prendere. I due binari su cui la storia personale di Yagami e questo evento procedono sono ovviamente destinati ad incontrarsi, coinvolgendo l'investigatore ben oltre le sue aspettative.

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Le pattuglie di attaccabrighe che incontrerete un po' ovunque sono facili da eliminare e possono essere una buona fonte di punti esperienza.

Ci fermiamo qui, perché sarebbe cattivo nei vostri confronti svelare ulteriori dettagli della trama che più del precedente capitolo risulta ricca di colpi di scena e "cambi di prospettiva". A tal proposito, sebbene Lost Judgment sia perfettamente godibile anche non avendo giocato il primo episodio, la fruizione di quest'ultimo è importante per dare completezza alla storia di Yagami e al profilo degli altri protagonisti.

Nelle prime ore di gioco, infatti, si fanno riferimenti più o meno vaghi al passato del protagonista, senza però fornire troppi dettagli e quindi dando in parte per scontato che il giocatore già conosca alcuni passaggi precedenti. Il consiglio che vi diamo è di recuperare Judgment per poi dedicarvi a questo.

Come accennato poco fa, la struttura ludica è rimasta più o meno la stessa ma sono state ampliate le possibilità di interazione con il mondo di gioco. I metri quadrati di mappa sono aumentati e al loro interno troverete un'infinità di opportunità di distrazione dalle indagini che dovrete portare avanti.

Tranquilli, potrete gestire la vita professionale di Yagami come preferite e dedicarvi a tutti i mini-giochi che volete per tutto il tempo che volete. Noi abbiamo passato ore nel box di allenamento di baseball per inanellare la striscia di home-run più lunga, abbiamo visitato TUTTE le sale giochi SEGA e speso migliaia di Yen sui cabinati di Hang-On, Virtua Fighter 5 Final Showdown, Fighting Vipers e Sonic Fighters (giocabili anche "esternamente" dal menù principale).

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Le fasi stealth sono abbastanza guidate ma spesso dovrete trovare dei diversivi, come lanciare una moneta o una palla piena di polvere urticante.

La lista potrebbe continuare con gare di droni, partite di golf, evoluzioni sullo skate, allenamenti di pugilato, appuntamenti galanti e molto, molto, MOLTO altro ancora. Nagoshi e i suoi hanno spinto pesantemente sull'acceleratore della varietà, rischiando però così di annacquare un po' troppo l'esperienza investigativa.

La voglia di farsi prendere dalle mille tentazioni della città sarà forte per tutta la durata del gioco, anche perché in Lost Judgment esiste un sistema di achievement interni che saranno la felicità e al tempo stesso la dannazione dei completisti. Portarli a termine tutti è un'impresa che richiede un monte ore davvero notevole e spesso la ripetizione estenuante delle stesse attività per decine e decine di volte.

Vi diamo un secondo consiglio: dedicatevi alla storia principale e alle missioni di contorno fino a circa 2/3 del gioco, magari con qualche intervallo per gustare le specialità dei mille ristoranti sparsi in giro utili anche a recuperare energia, e solo poi tentate la scalata alle sfide secondarie.

Quando vi sarete stancati di andarvene in giro a spendere soldi potrete riprendere le indagini e/o portare a termine le decine di missioni secondarie sparse in tutta la città, che vi frutteranno soldi ed esperienza da spendere per aumentare la salute di Yagami, ampliare i benefici di cibo e tonici, e attivare una serie di bonus che vi torneranno utili nel corso dell'avventura.

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Nello studio di Yagami avrete un Sega Master System mentre nelle sale arcade troverete giochi storici e un clone facilmente riconoscibile: Hama of the Dead.

Tra le missioni secondarie abbiamo trovato particolarmente divertenti e azzeccati i Racconti Scolastici, che coinvolgeranno il capelluto detective in una serie di particolari attività utili a scoprire i misteri che si nascondono nel liceo Seiryo. Preparatevi a gare di ballo, combattimenti tra robot radiocomandati e persino gare su due ruote il stile Road Rush.

Una volta tornato nei suoi panni naturali, Yagami avrà a disposizione numerosi strumenti per risolvere i suoi casi, ideati da un suo amico hacker che adora la tecnologia e le action figure in edizione limitata. Potrà far volteggiare un drone in cerca di indizi, usare un amplificatore di suoni e un rivelatore di onde radio per cercare voci e segnali sospetti e infine portare a spasso un nuovo amico a quattro zampe che all'occorrenza mettera a sua disposizione fiuto sopraffino e denti affilati. Dovrà anche travestirsi e muoversi silenziosamente per non destare sospetti, ma quando si renderà necessario potrà dare libero sfogo alla sua abilità nelle arti marziali.

Il combat system è ancora una volta estremamente dinamico, per non dire fulmineo. In una gara di agilità Yagami surclasserebbe sicuramente Kazuma Kiryu ma la sua potenza è inferiore. A questa mancanza sopperisce con la conoscenza di tre stili di combattimento adatti a diverse situazioni. Se avete giocato il capitolo precedente, gli stili Gru e Tigre li conoscete già: sono caratterizzati rispettivamente da mosse agili e veloci adatte a scontri con più avversari, o da tecniche più potenti perfette per fronteggiare un nemico alla volta. A questi si aggiunge l'inedito stile del Serpente.

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Tony Hawk chi? Potrete usare lo skate per muovervi in città (ma non sui marciapiedi) ma anche per partecipare a gare di velocità e di trick.

È assimilabile all'Aikido ed è il più versatile dei tre, visto che sfrutta la cinetica avversaria mettendo a disposizione contro tecniche che prescindono dalla stazza o la velocità dell'avversario. Inizialmente disporrete di un numero limitato di mosse, sufficienti comunque a disporre della maggior parte degli avversari, ma con l'accumulo di denaro ed esperienza potrete sbloccarne altre, comprese nuove tecniche EX altamente scenografiche e "dannose"... per gli altri, ovviamente.

Occhio però perché anche i vostri avversari avranno degli assi nella manica. Con quelli ordinari non dovreste avere grossi problemi anche affrontandone 4 o 5 contemporaneamente. Ne incontrerete però alcuni, che potremmo definire quasi dei semi-boss, capaci di utilizzare tecniche speciali e di entrare in uno status simile al berserk.

Quando la loro aura diventerà luminescente e colorata dovrete fare attenzione perché i loro attacchi si faranno più potenti e difficilmente evitabili. Con buoni riflessi potrete però ritorcergli contro questa potenza, schivando un attimo prima con X e contrattaccando subito dopo con il tasto Cerchio. Non sperate di riuscirci tutte le volte perché la finestra utile per inserire questi comandi è decisamente breve, ma riuscendoci vi caverete d'impaccio e avrete un vantaggio spesso decisivo.

La miscela di elementi ludici messi in scena in Lost Judgment è davvero abbondante ed esplosiva ma per forza di cose alcuni elementi sono stati approfonditi meno di altri. Le fasi stealth, ad esempio, ma anche quelle di pedinamento, tendono a diventare presto ripetitive a causa di una cronica mancanza di libertà di movimento e azione.

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Il sistema di conversazioni a scelta multipla non è particolarmente approfondito, e scegliere una frase piuttosto che un'altra non vi porterà a conclusioni diverse.

Quelle investigative sono invece state leggermente approfondite rispetto al primo Judgment, ma manca ancora quel "quid" in grado di farle decollare definitivamente. Nella maggior parte dei casi, infatti, consistono nell'esplorazione di un determinato luogo, spesso limitato in termini di estensione, alla ricerca di "N" indizi che una volta trovati, tramite un'apposita visuale in soggettiva ed un'apposita "modalità concentrazione", mandano automaticamente avanti la storia.

Non servono abilità particolari, non si può procedere senza aver trovato tutti gli elementi richiesti e il livello di difficoltà non cambia assolutamente... con il procedere del gioco queste fasi si fanno solo più lunghe e articolate.

Restrizioni di questo tipo ingabbiano un po' l'impalcatura ludica di Lost Judgment, che senza le attività secondarie di cui sopra risulterebbe decisamente più limitata e meno divertente. Per fortuna gli sceneggiatori sanno il fatto loro e sono riusciti ad architettare una trama piuttosto avvincente e sapientemente frammentata attraverso la metodica distribuzione di indizi e colpi di scena.

Anche le new entry nel cast, seppur scarsamente caratterizzate sotto il profilo estetico, contribuiscono a rendere più vivace la storia, senza però mai oscurare la stella di Yagami che in questo secondo capitolo riesce finalmente ad uscire fuori dal guscio, affermandosi come main character di livello assoluto.

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Il numero di ristoranti e supermercati è aumentato rispetto al primo Judgment. Avete anche una lunga serie di achievement legati al consumo di pasti.

La strada intrapresa dal Ryu Ga Gotoku Studio è insomma quella giusta. Non ha stravolto la formula del gioco originale, "limitandosi" ad espanderne alcune delle caratteristiche vincenti ma peccando un po' in fase di bilanciamento.

Come detto in precedenza manca ancora "qualcosa", incluso un leggero innalzamento della difficoltà dei combattimenti e delle fasi investigative., un'ultima briglia da sciogliere per far galoppare definitivamente la serie verso l'eccellenza in vista di un auspicabile terzo capitolo.

8 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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