Come la beta di Call of Duty: Vanguard affronta il divario cross-gen

Performance e grafica sono sufficientemente migliorate.

La transizione tra generazioni di console sta dimostrando di essere più estesa di quanto molti potessero immaginare inizialmente, ma come si posiziona in questo scenario un franchise affermato come Call of Duty?

Con Call Of Duty: Vanguard, Sledgehammer Games ha il compito di strabiliare gli early adopter della nuova generazione così come quello di assicurarsi che i nuovi capitoli della serie escano e in modo valido su PS4 e Xbox One.

Si tratta di una proposta complicata poiché gli sviluppatori non possono semplicemente affidarsi al fattore divisorio 30/60fps tra le generazioni di console, come visto in Halo Infinite (anche se Xbox One X è riuscita a offrire i 60fps nell'ultima fase di test), e fondamentalmente ci deve essere una certa parità nelle feature grafiche, principalmente per garantire equità nelle partite online. Risoluzione, supporto ai 120Hz e altri abbellimenti grafici sembrano dunque essere gli elementi differenzianti tra le vecchie e le nuove console.

Ovviamente è nella campagna che gli sviluppatori possono realmente spingere ai limiti le nuove console, ma finora non abbiamo visto molto in questo ambito, né tanto meno il supporto ad app native next-gen per Warzone, quindi è importante valutare la beta multiplayer contestualizzandola. Di base, siamo tornati a un gioco di COD basato sull'Infinity Ward engine che funzionava a meraviglia per Modern Warfare 2019 (aspettatevi presto dei dettagli sull'evoluzione di questa tecnologia nel corso degli ultimi anni).

Dal punto di vista dei contenuti potete aspettarvi mappe da 20 giocatori al lancio, con quattro di queste che vengono proposte per il beta testing. La proposta è costituita da una piazza innevata a Stalingrad, un lussuoso hotel parigino, un rifugio di montagna e una base militare situata nel pacifico. Nel matchmaking è stato inserito un nuovo filtro chiamato 'combat pacing': si tratta di un metodo per filtrare le partite in base alla conoscenza specifica della singola mappa.

Ecco come tutto quanto discusso in questo articolo si traduce in fotogrammi in movimento.

Parlando di miglioramenti su PS5 e Xbox Series, abbiamo il supporto ai 120Hz su tutte e tre le macchine di nuova generazione, anche se questo viene offerto al prezzo di un abbassamento della risoluzione. Finora non c'è alcun segno delle ombre e dei riflessi ray traced visti in Black Ops Cold War, che al momento sono gestiti col metodo canonico screen space, quindi sarà interessante vedere se le cose cambieranno con la release finale. Un altro extra che ritroviamo su next-gen è lo streaming on-demand delle texture. Questo promette texture di grado maggiore su PS5 e Series X, che vengono scaricate mentre giocate per innalzare i punti di dettaglio su ogni mappa. La portata dell'efficacia di questa tecnica è ancora da verificare, ma oltre al boost di risoluzione e all'update più fluido a 60fps, mira a rendere più belli dei punti selezionati della mappa.

Confrontando le versioni PS5 e PS4 Pro, il boost di risoluzione è palpabile: PS4 Pro renderizza a una risoluzione target di 1536p, con ricostruzione temporale e scaling dinamico della risoluzione in atto per aiutare nelle performance. La versione PS5 invece punta a piena risoluzione 3840x2160p ma sembra aggiustare dinamicamente l'asse orizzontale fino a un minimo di 1920x2160. Nel complesso la versione PlayStation 5 genera un'immagine molto più pulita grazie anche a un incremento della densità della vegetazione e della distanza di rendering. Nel quadro del confronto tra console next-gen, PS5 e Series X sembrano praticamente identiche, mentre la Series S punta a un massimo di 1080p ma con l'asse orizzontale che varia pure dinamicamente.

E per quanto riguarda le performance? PS4 Pro può faticare parecchio a mantenere i 60fps, con cali riscontrati nella beta intorno ai 50fps specialmente verso la fine di una partita. Sembra che su PS4 Pro il frame-rate soffra particolarmente con le interazioni fisiche in ambienti grandi come la hall dell'hotel, e quando si accumulano diversi effetti dei proiettili sui muri e sui pavimenti. La quantità di distruzione degli ambienti è un punto di forza delle mappe multiplayer di Call Of Duty: Vanguard.

Le interazioni fisiche hanno un impatto, tanto da far diventare mappe come quella dell'hotel irriconoscibili a fine partita. I muri frantumati, le porte scardinate e anche le vetrate dei soffitti finiscono per terra. La versione PS4 Pro paga tutto ciò con cali di performance, specialmente nelle mappe che raccolgono 48 giocatori contemporaneamente grazie all'opzione combat pacing impostata al massimo. Su PS5 il mantenimento dei 60fps non è un problema, così come sulle Xbox next-gen. Ci sono rari cali, singoli stuttering, ma roba da poco che non compromette l'azione di gioco.

Uno sguardo indietro a come gira Warzone su PS5 e Xbox Seriers X, gioco basato sullo stesso engine di Vanguard, ossia IW8.

La modalità a 120Hz non è altrettanto stabile al momento, nonostante un rendering target limitato su a 1536p su PS5 e Series X. I livelli più piccoli con meno giocatori inevitabilmente si comportano meglio, così come la mappa Hotel Royale (anche se abbiamo riscontrato pochi cali a 90fps quando ci sono diversi elementi governati dalla fisica nel campo visivo). Le mappe grandi come Red Star e Gavutu con un massimo di 48 giocatori presentano il frame-rate peggiore, con cali fino 80fps e 70fps su Series S.

Su Xbox Series X abbiamo ottenuto risultati simili ma c'è una differenza. L'azione è variabile ed è quindi impossibile fare confronti speculari, ma possiamo dire che le console Xbox funzionano diversamente poiché utilizzano lo screen-tearing adattivo.

Il tearing compare nella parte superiore dello schermo quando l'engine è sotto carico ma a 120fps è davvero un'impresa scorgerlo a occhio nudo. Su Xbox le prestazioni a 120Hz sono simili a quelle di PS5, con cali fino a 80fps e gameplay che si attesta tra 100-120fps. Il vantaggio su Xbox è ovviamente il VRR che può intervenire per rendere più fluide situazioni difficili aumentando il frame-rate.

Il gioco finale aprirà le porte a molte altre mappe e alla modalità campagna, il 5 novembre. Ma al momento le quattro mappe offerte nella beta ci offrono un buon antipasto di quel che ci attende dal gioco di Sledgehammer. In Vanguard la distruzione degli ambienti gestita dalla fisica sembra essere la più grande priorità, i livelli si trasformano dall'inizio alla fine di ogni partita.

I 60fps sono granitici su console next-gen e rappresentano un grosso upgrade rispetto alle console di vecchia generazione. I 120fps non sono stabili come ci piacerebbe ma il dubbio più grande riguarda le innovazioni nel multiplayer e nella campagna, dopo che Black Ops Cold War e Modern Warfare 2019 ci hanno abituato a grandi sorprese. Torneremo con nuovi report avvicinandoci al lancio del gioco.

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Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry  |  cataferal

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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