Aeterna Noctis Recensione: Un metroidvania che parla spagnolo

Luce ed ombra sono nuovamente in lotta!

Vi avevamo parlato di Aeterna Noctis poco meno di un mese fa dopo aver provato una demo dell'interessante Metroidvania proveniente dalla penisola iberica. I ragazzi castigliani hanno finalmente portato a termine il loro primo progetto, che ha richiesto tre anni di sviluppo.

La rivalità è agguerrita, specialmente in un 2021 che ha testimoniato l'uscita di numerosi esponenti del genere, con il boss Metroid Dread rimasto fino all'ultimo in lizza per il titolo di gioco dell'anno ai The Game Awards. Dietro di esso però troviamo altri pezzi da (quasi) 90 come Grime, Axiom Verge 2, Greak: Memories of Azur, l'eccellente Ender Lilies e, come ciliegina sulla torta, l'ottima Castlevania Advance Collection

Quali armi è in grado di sfoderare Aeterna Noctis per contrastare una schiera di antagonisti così ben preparata? Lo stile non è sicuramente tra queste. Già in fase di anteprima avevamo sottolineato la mancanza di carattere dell'estetica, che mixa atmosfere dark a creature vagamente ispirate alle creature dello Studio Ghibli.

Detto così il cocktail è potenzialmente esplosivo ma l'alternanza di zone ispirate ad altre che sembrano essere state disegnate un po' di fretta penalizza la resa finale. Sotto il profilo narrativo invece ci siamo: luce e oscurità si alternano nell'intricata trama multi-dimensionale che vede contrapposta la Regina della Luce e il Re dell'Oscurità. Quest'ultimo è il protagonista del gioco che, come un novello Samus Aran, dovrà riacquistare i suoi poteri perduti per fuggire dall'eterno limbo in cui è precipitato.

Quest'ultimo paragone fa già intuire una delle cose che per prima balza all'occhio una volta messa mano al gioco, il cui gameplay non osa mai qualcosa di nuovo preferendo poggiarsi comodamente sugli stilemi proposti, sviluppati e consolidati da altri titoli prima di lui. Chi ha giocato il bellissimo Hollow Knight riconoscerà alcune delle meccaniche apprezzate nel seminale titolo del Team Cherry, mentre altri elementi richiamano alla mente i due Ori e ovviamente il capostipite Castlevania, che a più riprese ci ha insegnato come sfruttare al meglio gli accessori trovati e "rubati" per sbloccare abilità secondarie.

Seguendo il trend degli ultimi tempi secondo il quale se un gioco non ti fa venire voglia di imprecare almeno una decina di volte in rapida sequenza non può considerarsi una vera sfida, Aeterna Noctis vi metterà di fronte ad un'esperienza ludica impegnativa con elementi pseudo-souls (hai perso la tua anima? Corri a recuperarla dove sei crepato l'ultima volta!) affiancati ad un combat system fin troppo basilare e a sezioni platform che rappresentano di fatto il Tallone d'Achille della produzione.

Aeterna_Noctis_1
Le atmosfere dark della prima parte del gioco lasciano poi spazio a scenari più illuminati e colorati. L'eterna lotta tra luce ed ombra.

Oltre ad essere poco ispirare e ripetitive, queste fasi di attraversamento ed esplorazione richiedono spesso un grado di precisione fin troppo elevato. A dirla tutta spesso e volentieri abbiamo avuto la sensazione che fossero proprio le collisioni ad essere sbagliate e che, di tanto in tanto, i comandi rispondessero con quel millisecondo di ritardo spesso fatale.

Se tali problemi sono tutto sommato sopportabili durante le normali sezioni di gioco (dopo un paio d'ore si sviluppa una sorta di settimo senso capace di compensare lo svantaggio), nel caso dei combattimenti con i boss possono arrivare ai limiti della frustrazione ed è un vero peccato perché queste parti del gioco sono quelle che il team sembra aver sviluppato con maggiore cura e inventiva. Se tale perizia fosse stata espansa anche al resto del gioco, adesso staremmo parlando di un titolo in grado di rivaleggiare ad armi pari con quelli citati in apertura di recensione.

Il manuale del perfetto Metroidvania dice che uno dei pilastri essenziali su cui deve poggiare il gameplay è la varietà, che funge da stimolo al giocatore per andarsene in giro a scoprire ogni minimo angolo della mappa. Aeterna Noctis questa varietà semplicemente non la dà, ed esistono addirittura intere porzioni del gioco in cui si incontrano sempre i soliti 2/3 tipi di nemici, seguite magari da altre fin troppo intricate e impegnative che svelano un altro dei difetti del gioco: i checkpoint.

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Anche sulle animazioni del protagonista sarebbe servito un po' di lavoro extra per renderle meno legnose.

Sempre lo stesso manuale di cui sopra dice che questi devono essere posizionati in modo tale da non rendere la parte di gioco successiva troppo corta e/o facile o, al contrario, troppo lunga e difficile. Qui viene fatto l'esatto contrario: alcune zone sono piene zeppe di torce, che fungono da punti di respawn, e piedistalli che consentono di ripristinare l'energia e gestire l'inventario, mentre altre ne contano uno solo e spesso in caso di morte (o di backtraking) costringono il giocatore a percorrere zone spesso molto lunghe e ardue.

Bilanciamento: è questa la parola chiave che manca quasi totalmente nel vocabolario di Aeterna Noctis, gioco che tra l'altro può vantare una longevità non indifferente. Stiamo parlando di circa 25 ore per completarlo senza dannarsi troppo nell'esplorazione, quasi il doppio se avrete voglia di sviscerarlo al 100% scoprendo anche i boss segreti. Vi avvertiamo, però: per arrivare a questo traguardo avrete bisogno di molta, molta, MOLTA pazienza.

Ci dispiace davvero non potervi consigliare senza riserve Aeterna Noctis. In sede di anteprima le premesse erano ottime ma purtroppo sul lungo termine il gioco di Aeternum Game Studio presta il fianco alle critiche descritte nelle righe precedenti.

Aeterna_Noctis_3
Un livello da incubo, vero? Ma lo diventerà ancora di più quando scoprirete dov'è posizionato il checkpoint più vicino.

Alcune di queste potrebbero rientrare se il supporto post-lancio prevederà anche patch correttive in grado di riplasmare almeno in parte la morfologia dei livelli; a quel punto il prodotto potrebbe acquistare quel focus che in questa versione purtroppo manca.

6 /10

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Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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