Aliens Vs Predator

3 è meglio che 1… soprattutto in multiplayer!

Uno dei titoli più difficili per chi fa il mio mestiere è quello che parafrasa lo spot del noto gelato: si scriverà “du is megl che uan”? Oppure “tu”? Insomma, un vero dilemma esistenziale, che ha sempre dato luogo ad accesi dibattiti all’interno delle redazioni. Non pensiate però che abbia cambiato il titolo sostituendo il tre al due per ragioni di comodità stilistica; se è così è perché è proprio vero, soprattutto se si parla del multiplayer di Aliens vs Predator.

Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, quando si parla di multiplayer siamo abituati ad avere varianti dello stesso soggetto che si fronteggiano tra loro. Prendiamo ad esempio un qualsiasi Call of Duty: a combattere sul campo di battaglia avremo sì soldati di diverse fazioni, armati diversamente e con ruoli da ricoprire diversi… ma tutti pur sempre umani!

In AvP, invece, abbiamo nella stessa mappa dei contendenti che non hanno nulla a che spartire tra di loro, ovvero i Marines, gli Aliens e i Predator. L’originalità che un’impostazione del genere è in grado di garantire è sulla carta difficilmente eguagliabile: la varietà delle situazioni cui si può andare incontro è infatti davvero notevole, e se si vogliono padroneggiare le tre classi si deve entrare nell’ordine di idee che ognuna di esse richiede un modo diverso di ragionare.

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Aliens contro Marines in Domination: per i primi la superiorità numerica pare l'unico modo per compensare la armi da fuoco dei Marines.

I Marines infatti puntano tutto sulla tecnologia, svantaggiati come sono sul piano fisico, e in multiplayer per sopravvivere devono giocare di squadra. Questo perché la loro vulnerabilità è particolarmente accentuata all’inizio della sessione, quando si inizia a combattere con la dotazione standard.

Solo conoscendo i punti strategici di ogni mappa e andando così a raccogliere armi e munizioni, i Marines possono acquisire un minimo di confidenza nei propri mezzi, che permetterà loro di uscire vivi dagli scontri contro gli Alien… a patto però di vederli arrivare e di colpirli dalla distanza, operazione questa agevolata dal famoso Motion Tracker visto nei vari film. Ben diverso invece il discorso nel caso si trovassero a fronteggiare dei Predator…

Questi, infatti, nel classico gioco del sasso-forbice e carta messo in scena dagli sviluppatori, rappresentano un mix di abilità che li vede adattarsi a tutte le situazioni ma, di base, non eccellere in nessuna di esse. Rispetto all’AvP originario di oltre 10 anni fa (correva infatti il 1999), sono stati resi indubbiamente più agili, grazie a una speciale funzione che permette loro di visualizzare sulla mappa tutti i punti nei quali è possibile atterrare in sicurezza e, alla pressione di un semplice tasto, spiccare un balzo calcolato anche di svariati metri. Possono poi occultarsi in modalità stealth, essere letali dalla distanza così come nel corpo a corpo, attivare diversi visori per vedere i nemici nell’oscurità, ma soffriranno sempre l’agilità degli Aliens nel corpo a corpo e la maggiore potenza di fuoco dalla distanza dei Marines.

Ultimi ma non ultimi abbiamo gli Aliens, resi famosi dalla capacità di “uscire dalle fottute pareti”, il che a livello videoludico si traduce nell’abilità di camminare indifferentemente su muri e soffitti, rendendoli una letale macchina da guerra capace di attaccare da qualsiasi angolazione.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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