Se sei uno sviluppatore portato a soffrire di crisi epilettiche, ripetute occlusioni alle coronarie o a regolari problemi di ingestione del cibo che, ad ogni pranzo, ti portano a rischiare la vita a causa di attacchi di tosse definitivi, può capitarti molto di peggio che cercare di essere assunto alla BioWare, casa di sviluppo dedita ai GDR e guidata non da uno, ma da ben due medici. Veri, con tanto di diploma. Con il rilascio di Dragon Age: Origins ormai prossimo e la fusione, recentemente annunciata da casa base EA con il compagno di scuderia Mythic, lo sviluppatore di Warhammer Online, ci siamo incontrati con il uno dei fondatori di BioWare, Greg Zeschuk, per discutere le ramificazioni della nuova struttura organizzativa e cosa ci possiamo aspettare dall'ultima interpretazione significativamente più dark della saga fantasy realizzata dallo studio. E già che c'ero mi sono anche fatto dare un'occhiata alla schiena che mi fa male da un po'. Niente di che, una lieve contrattura da aria condizionata.

Eurogamer: Dragon Age: Origins sembra avere un tono cupo per davvero e anche Mass Effect 2 è considerevolmente più dark rispetto al primo episodio. Alla BioWare vi sentite tutti bene?

Dr Greg Zeschuk: Beh, ormai è un po' di tempo che siamo entrati a far parte di EA, quindi...scherzi a parte, credo che le motivazioni che li portano a essere come sono siano interessanti. Comunque e certamente, per quanto riguarda Dragon Age, posso dire che l'ambientazione è stata scelta per essere distante dalla tradizionale percezione del fantasy. La gente ci ha chiesto perchè abbiamo realizzato questi trailer così pieni di aggressività e di sesso. Io rispondo semplicemente dicendo che per noi il fantasy non è necessariamente solo flauti, liuti e uomini in calzamaglia.

Penso che questi aspetti siano ciò che finora ha limitato l'esplosione del genere. Ovviamente, Peter Jackson è ruscito a farcela con Il Signore degli Anelli, ma per noi l'importante era realizzare un gioco che fosse molto sofisticato, per cui ci è sembrato naturale assegnare un'ambientazione che avesse contenuti molto maturi. Inoltre è tipico dei nostri tem di sviluppo, sono loro a decidere il tono dei giochi che realizziamo. Ray (Muzyka l'altro fondatore di BioWare) e io abbiamo obiettivi molto importanti, ma sono i team che lavorano ogni minuto della loro giornata sui nostri giochi, per cui è il loro lavoro che si trasla direttamente nell'esperienza che i fan avranno direttamente quando giocheranno con il titolo.

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Eurogamer: Quando avete scelto una direzione così drammaticamente diversa rispetto alla tradizione, come nel caso di Dragon Age, non avete avvertito la preoccupazione che i fan potessero non gradirla o non comprenderla nella maniera corretta? Che reazioni avete avuto finora?

Dr Greg Zeschuk: Credo che per valutare le reazioni nel loro complesso dovremo aspettare l'uscita del gioco. E' difficile dire cosa pensa la gente. In generale, i feedback sono stati positivi e il pubblico sembra apprezzare il gioco, ma la prova del nove è rappresentata dal numero di persone che lo compreranno. Aggiungo che l'elemento chiave, per noi, è se l'intero mondo si fonderà in modo adeguato e gradevole, se funzionerà, se in maniera contestualmente appropriata e se tutte le attività saranno ben amalgamate in ciò che il mondo deve essere. In un concetto: coesione. Quando abbiamo lanciato il buon vecchio Baldur's Gate, i fan si sedevano ai nostri stand alle fiere e lo giocavano per un'ora buona...

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Stefano Vanini

Stefano Vanini

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