Sin dalla prima presentazione ufficiale, avvenuta durante lo scorso E3, Brink ha saputo stregare tutti con la sua particolare miscela tra shooter in soggettiva, consistenti elementi ruolistici e un approccio assimilabile a Mirror’s Edge, seppure molto più variegato e intenso rispetto a quanto mostrato nel titolo DICE.

Il sodalizio tra Splash Damage e Bethesda sembra quindi procedere in maniera esemplare, e il titolo in questione continua a solleticare le nostre fantasie ogni volta che torniamo a parlarne. A distanza di un anno il gioco sembra ancora delineare una personalità incredibile, prendendo le dovute distanze dalla marea di prodotti in salsa FPS cui i giocatori sono ormai abituati (e probabilmente stufi).

Persino il plot, benché non propriamente originale, riesce a offrire spunti interessanti, ulteriore segno della particolare cura riservata al progetto.

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A differenza di Mirror’s Edge, Brink vi consentirà di dominare agevolmente l’intero ambiente senza alcun percorso predefinito.

Un feroce cataclisma ha dilaniato gran parte della popolazione mondiale, gli oceani hanno sommerso la terra ferma e l'unica salvezza risiede nell'Arca, sorta di città galleggiante ideata con lo scopo di sostenere l'umanità e dar vita a un nuovo ordine mondiale.

Ciò che era stato concepito come favolosa utopia, alla stregua di Rapture in BioShock, diviene però fonte di discriminazione tra la casta privilegiata e il resto della popolazione sopravvissuta. Tale espediente narrativo serve così a contrapporre le sofisticate milizie della città ai tenaci gruppi di resistenza, emarginati e dichiarati fuorilegge dalle autorità.

Nonostante le brillanti tinte da cartone animato, l’universo di Brink si annuncia complesso e sfaccettato, e saranno tirate in ballo tematiche profonde quali il potere, la lotta di classe e la lotta per la pura e semplice sopravvivenza in un mondo ormai destinato alla catastrofe.

Consci degli elevati standard conseguiti dagli altri concorrenti, lo sfondo narrativo è stato (e sarà) seguito con particolare attenzione, tanto da spingere il team a rivelare da subito l’intenzione per altri due sequel atti a espandere il gioco in un vero e proprio franchise.