Cronache di Cataclysm

Mount Hyjal, livello 80-81

E così, ecco infine arrivato il grande momento: il “cataclysma” si sta avvicinando lentamente ad Azeroth e a noi, semplici scribani video ludici, non resta altro che cantarne le lodi. Come ogni storia che si rispetti, però, ci dev’essere un inizio, e il mio ha avuto luogo quando mi sono ritrovato con la mia Roxelana, sciamana enhancement dell’80 esimo, in sella al mio Albino Drake in quel di Stormpeaks, là dovevo lasciata l’ultima volta prima del “charcopy”.

Quando si copia il proprio personaggio su un server test, la prima traumatica cosa da fare è risistemarsi le barre. Gli add-on che solitamente si usano in questi casi non funzionano, e tocca giocare a WoW così come esce dalla casa. Poco male: mi metto di impegno e alla fine arrivo a Dalaran, e da lì mi teleporto a Exodar (crashando regolarmente a ogni caricamento della mappa) per andare dal trainer.

La prima cosa che realizzo una volta dal trainer è che i talenti sono stati oggetto di notevoli modifiche, e che mi aspettano nuove abilità da trainare man mano che mi avvicinerò al livello 85. Passato qualche minuto a leggermi con attenzione i tooltip dei nuovi talenti, faccio le mie scelte e recallo a Dalaran.

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Ecco come si presenta l'AH di Stormwind.

Lì in chat generale chiedo come si arriva nella nuova zona per expare dal livello 80 in poi, e mi dicono di andare a Stormwind. La destinazione sarà la fontana antistante la banca, e una volta lì mi accorgo della presenza di un nuovo imponente palazzo, l’Auction House rivista e corretta: ora sì che dà l’idea di un posto dove si fanno affari! Scattata una foto ricordo, mi rivolgo a un NPC che mi teletrasporta a… Mount Hijal!

Lo sapevo! È da 5 anni che mi chiedevo quando avrebbero usato quella zona di Kalimdor a est di Felwood, sotto Winterspring. Pare quindi che sia tutto un piano ben congeniato dagli albori, perché l’attuale Mount Hyjal (non quello visto nelle Caverns of Time) è lì che ci aspetta dal 2005! Ah, chissà che bello sarebbe trovare ora qualche glitch per arrivarci prima che esca questa espansione… magari si godrebbe di uno spettacolo come quello cui si poteva assistere un tempo scalando le colline attorno a Orgrimmar e, dall’alto, gettando uno sguardo alla città sottostante…

Comunque lo spazio per le recriminazioni è ben poco: appena teletrasportati troviamo infatti degli NPC pronti a darci delle quest. La storia che si profila è un inatteso ritorno dei Twilight Hammer e di Ragnaros, il temibile boss finale di Molten Core, dungeon che tuttora vale pur sempre una giro turistico all’insegna della nostalgia più “vanilla”. Però attenzione, perché poche quest dopo ci viene fatto capire che in realtà dietro a tutto potrebbe esserci anche il temibilissimo Deathwing!

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Siamo in volo sopra la nuova zona di Mount Hyjal e notiamo il look in stile Ashenvale e le nuove texture per l'acqua.

Chiunque sia un attimo appassionato del “lore” di World of Warcraft, non potrà che notare una certa ironia: i Twilight Hammer, infatti, erano un culto originariamente alleato coi Dark Iron Dwarves, fieri oppositori di Nefarian, il figlio di Deathwing che risiedeva in cima alle Blackrock Mountain. In Cataclysm invece sono servitori del padre, che aiuteranno a tornare in salute nel Temple of Earth. Al che, però, serve fare un passo indietro: chi è Deathwing e da cosa si deve riprendere?

Deathwing the Destroyer, originariamente conosciuto come Neltharion the Earth-Warder, è uno dei cinque Dragon Aspect e leader del black dragonflight. Il suo enorme potere gli venne dato migliaia di anni fa dai Titani per sorvegliare Azeroth, ma fu pian piano fatto impazzire dagli Old God fino a che non si rivoltò contro gli altri Aspect nella cosiddetta War of the Ancient.

Gli altri draghi lo sconfissero, costringendolo a ritirarsi nel piano elementale di Deepholm. Qui, curato dai Twilight Hammer, tornerà finalmente in salute e il suo arrivo nella nostra dimensione provocherà una conflagrazione talmente potente da dare origine al cataclisma che cambierà i connotati di Azeroth, così come la conosciamo.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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