Cyberpunk 2077: Un anno dopo - Reloaded

Facciamo il punto su uno dei lanci piů disastrosi del recente passato della gaming industry. 

Da un anno a questa parte, più o meno dal dicembre scorso, ogni mattina un redattore di Eurogamer si sveglia e pubblica una recensione sul sito, sapendo già che nei commenti verrà un lettore a rinfacciargli il voto della recensione di Cyberpunk 2077.

Per carità, che il punteggio di un videogioco venga contestato è un gran classico della nostra professione, e qualcuno che è nel campo da qualche tempo, qualcuno come Stefano Silvestri, potrà confermarvi che anche nell'era delle riviste cartacee, poteva capitare di ricevere delle lettere in redazione con le lamentele dei lettori. Il lancio di Cyberpunk 2077 ha segnato però qualcosa di profondamente diverso, un grande scisma tra pubblico e critica che dopo dodici mesi fa ancora fatica a rimarginarsi e che ha causato danni incalcolabili al rapporto di fiducia tra lettore e critico.

Le versioni console di Cyberpunk 2077 (alle quali la stampa non ebbe mai accesso, prima del lancio del gioco) versavano in condizioni a dir poco disastrose e se quella PC metteva invece in risalto tutti i grandi pregi dell'opera, furono le promesse disattese dallo studio polacco a far infiammare il pubblico. CD Projekt Red mise infatti in piedi una gargantuesca campagna marketing che fece schizzare alle stelle le aspettative dei giocatori, ma il prezzo da pagare per l'esplosione dei preorder fu salatissimo.

In questo articolo non torneremo però ad affrontare il tema delle recensioni di Cyberpunk 2077, ma piuttosto andremo a ripercorrere le tappe del supporto post-lancio a un anno di distanza dall'uscita del gioco, per capire quanto e in quali aspetti il gioco sia migliorato rispetto al day one. Insomma, se Cyberpunk non è riuscito a convincervi un anno fa, potrebbe riuscirci ora?

Il trailer dedicato alle versioni console di Cyberpunk 2077 evitò accuratamente di mostrare il gameplay del gioco su PS4 fat. Pessima mossa.

Per cominciare, torniamo velocemente al 10 dicembre 2021 per dipingere il complicato contesto di quei giorni: il gioco è sugli scaffali fisici e digitali di tutto il mondo, e malgrado il linciaggio collettivo cominci lentamente a colpire gli account social di sviluppatori e impiegati di CD Projekt Red, Cyberpunk 2077 brucia qualsiasi genere di previsione piazzando oltre 13 milioni di copie nei giorni immediatamente successivi alla sua uscita.

Il successo commerciale del titolo è semplicemente grandioso, anche se nelle stanze dello studio polacco le banconote vengono probabilmente utilizzate per tamponare il sudore, le lacrime e il sangue che il team sta versando nelle concitate ore del dopo lancio. La questione si ingigantisce e mentre qualsiasi analisi critica sull'opera viene spazzata via dai video sui bug più gravi del gioco di YouTuber e influencer alla ricerca di facile consenso, ecco che accade ciò che realmente nessuno poteva davvero immaginare.

A causa delle disastrose condizioni del gioco su PS4, dove il software non riesce nemmeno a raggiungere i 30 fps ed è piagato da centinaia di bug, Sony decide di rimuovere il titolo dal PlayStation Store a tempo indeterminato, una decisione che nello sgomento e nello sconcerto generale, semplicemente non ha precedenti nella storia moderna del videogioco. Per cercare di porre un argine al diluvio di polemiche, lo studio decide di permettere a chiunque di rimborsare la propria copia del gioco. Non solo: tre giorni dopo il lancio pubblica un video in cui Marcin Iwiński, cofounder di CD Projekt, si scusa per la condizione delle versioni console, disegnando inoltre una precisa roadmap di quello che sarebbe stato il supporto post-lancio di Cyberpunk 2077.

Pensandoci oggi, quel lungo piano di update ed interventi mirati, una sorta di campagna di bonifica del codice del gioco, partì davvero col piede giusto. Proprio come previsto dalla roadmap, l'hotfix 1.04 è arrivato già l'11 dicembre, seguito a stretto giro da quello 1.05, pubblicato il 19 dicembre. Qualche giorno dopo, il 23 dello stesso mese, l'hotfix 1.06 ha chiuso questo trittico di piccoli aggiornamenti, rivolti in primo luogo a risolvere le cause dei frequenti crash, oltre a svariati bug relativi alle quest principali e secondarie di Cyberpunk, piuttosto che ad ottimizzarne le performance su console di vecchia generazione

A un mese dall'uscita del gioco, Marcin Iwiński affrontò la questione del lancio di Cyberpunk 2077 svelando la roadmap degli update che sarebbero arrivati nel 2021.

I primi, rilevanti interventi in tal senso si sono concretizzati con l'arrivo della patch 1.1, anche lei in perfetto orario sulla tabella di marcia. L'update, pubblicato il 22 gennaio, non solo eliminava un altro stuolo di bug dalla build aggiornata, ma finalmente interveniva sulla stabilità e sulle performance delle versioni old gen ottimizzando l'uso della memoria da parte del gioco, migliorando inoltre la resa della folla che su console era uno degli elementi più critici in assoluto. Night City sembrava ora viva, colorata e vibrante come una metropoli del futuro, anche su PS4 FAT.

Insomma, il rilascio puntuale e periodico di aggiornamenti ci aveva fatto sperare per il meglio: CD Projekt RED era stata colta da una défaillance apparentemente temporanea, ma come accaduto con The Witcher 3, il team di sviluppo sembrava deciso a rimettere insieme i cocci di una catastrofe che forse poteva essere risolta. Spazzati via i problemi tecnici di cui era infestato Cyberpunk, il pubblico avrebbe cominciato ad accorgersi delle sue qualità, e del resto il team di Varsavia aveva fatto la stessa identica cosa con il terzo capitolo dello Strigo, che al lancio non era il capolavoro che tutti ricordiamo ora.

Sfortunatamente, il nostro timido ottimismo è collassato in fretta come la carriera dei Samurai dopo la scomparsa di Johnny Silverhand. Come se la realtà si fosse improvvisamente tramutata nella distopia cyberpunk che fa da setting al gioco, l'8 febbraio 2021 CD Projekt RED è stata colpita da un durissimo attacco informatico, che ha permesso a un gruppo di hacker non solo di ottenere i codici sorgente di tutti i videogiochi dello studio e tantissimi documenti di contabilità e gestione interna, ma anche di criptare tutti i dispositivi presenti negli uffici dell'azienda e i server sui quali era conservato il lavoro del team di sviluppo.

L'attacco ha avuto un impatto incalcolabile sul flusso di aggiornamenti di Cyberpunk 2077, più di quanto inizialmente tutti avrebbero previsto. La patch 1.2 è slittata di un solo mese, e di per sé questo non ha rappresentato un grosso problema dal momento che il titolo era finalmente giocabile anche su console old gen: il frame rate rimaneva ora stabilmente ancorato attorno ai 30 fps, e i costanti e ripetuti cali erano ormai solo un ricordo.

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L'8 febbraio 2021 CD Projekt RED è stata colpita da un durissimo attacco informatico.

Il modesto ritardo era però da attribuirsi al fatto che probabilmente, all'epoca dell'attacco, gran parte dei lavori sull'update erano stati completati. Se dal lancio del gioco CD Projekt RED era riuscita a pubblicare aggiornamenti costanti a distanza di poche settimane gli uni dagli altri, ci sono voluti tre lunghi mesi per passare dalla patch 1.2 alla 1.23.

Arrivati a giugno, il gioco era migliorato sotto tutti i punti di vista ma alcune feature chiave, come l'intelligenza artificiale dei nemici e il pattern comportamentale della polizia, versavano ancora nello stato in cui erano al lancio. In aggiunta, non avevamo alcuna notizia sull'update next-gen di Cyberpunk 2077, e non c'era alcuna traccia dei DLC gratuiti che Marcin Iwiński aveva promesso mettendoci la faccia nel video a cui facevamo riferimento qualche paragrafo fa.

Malgrado la roadmap fosse ormai irrecuperabilmente deragliata, la patch 1.23 ha segnato il ritorno del gioco sul PlayStation Store, un passo fondamentale per Cyberpunk e CD Projekt RED nel lungo percorso verso la riconquista della fiducia del pubblico. Con la 1.31 di agosto, poi, sono arrivati i primissimi contenuti aggiuntivi, che però non si sono dimostrati in alcun modo all'altezza delle aspettative dei giocatori: questi tre "DLC", infatti, riguardano solamente un aspetto alternativo per Johnny, due giacche per V, e una versione inedita di un'auto già inclusa nel gioco. Decisamente un po' poco.

Sul fronte dei contenuti aggiuntivi, Cyberpunk 2077 è colpevolmente in ritardo sul ruolino di marcia e se l'avete giocato all'uscita in una delle sue versioni migliori, ad oggi non ci sono reali motivi per tornare a respirare gli odori e le atmosfere della splendida Night City. Come però dimostrano le poche righe del patch note relativo all'update 1.31 di settembre, l'ultimo ricevuto dal gioco, esso ormai è davvero privo di tutte quelle imperfezioni che probabilmente vi spinsero a rinviarne l'acquisto.

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Sul fronte dei nuovi contenuti, CD Projekt ha fatto troppo poco: solo due nuovi capi d'abbigliamento, un'auto e un aspetto inedito per Johnny Silverhand. I veri DLC devono ancora uscire.

Certo, Night City è tuttora imparagonabile a Los Santos ma se quel che cercate è un gameplay sandbox, un'interazione a 360 gradi con la città, i suoi abitanti e le sue forze dell'ordine, forse non avete mai davvero capito cosa Cyberpunk 2077 voglia realmente offrirvi e un'ipotesi è che non sia il tipo di gioco adatto a voi.

A riprova di ciò, non ci ha sorpreso scoprire che grazie ai saldi del black friday, il gioco abbia vissuto su Steam una seconda giovinezza, scalando le classifiche di vendita della piattaforma nella seconda metà di novembre. In questa seconda tornata di vendite, le recensioni del gioco su Steam sono state in maggioranza "Molto positive" e tra quelle totali, oltre 400 mila, a spuntarla sono quelle "Perlopiù positive" a conferma del fatto che la base è finalmente solida e già nella sua incarnazione originale i contenuti della trama per quanto riguardavano le main quest e side story erano di alto livello.

Malgrado il gioco stia quindi affrontando una piccola redenzione, rimane tuttavia perentorio per noi evidenziare come qualcosa, nel supporto post-lancio del gioco, non sia opportunamente andato come ci saremmo aspettati. CD Projekt RED ha avuto la sua buona dose di sfortuna e l'attacco informatico ha chiaramente rallentato il progresso del team verso i punti programmatici stabiliti in precedenza, ma la sensazione è quella che lo studio avesse davvero troppo lavoro da fare, prima di potersi occupare delle versioni next-gen e dei DLC aggiuntivi del gioco.

La roadmap nel messaggio di Iwiński era fin troppo ottimistica e non è un errore che ci si può permettere di compiere, se in gioco c'è la tua credibilità già in gran parte compromessa da un lancio per console oldgen evidentemente troppo anticipato. Grazie a un report. di Jason Schreier, giornalista di Bloomberg avvezzo a fare luce sulle dinamiche nascoste che si celano dietro allo sviluppo dei videogiochi, abbiamo anche un quadro abbastanza chiaro di quello che è andato storto durante la realizzazione di Cyberpunk 2077.

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La roadmap annunciata da Iwiński era fin troppo ottimistica, come abbiamo avuto modo di imparare nel corso degli anni.

Parlando con oltre venti sviluppatori rimasti anonimi, Schreier ha ricostruito le ragioni che hanno portato CD Projekt al disastroso lancio di dicembre 2020. Si parte dal più classico dei cambi in corsa del leader del team di sviluppo, con l'arrivo di Adam Badowski nel 2016 che ha portato a un cambio in corsa della storia e del gameplay di Cyberpunk 2077, compresa la visuale. Questo ha portato già all'epoca alla partenza di molti sviluppatori di alto livello che avevano contribuito al successo della serie The Witcher.

Non sono mancati i problemi tecnici, con il motore grafico, nuovo di zecca, sviluppato in contemporanea al gioco stesso, allungando drammaticamente i tempi di sviluppo. Schreier ha sottolineato una generale disorganizzazione della forza lavoro, causata anche dal vertiginoso aumento dei dipendenti che durante la realizzazione di Cyberpunk 2077 arrivarono ad essere oltre 500, non tutti fluenti in inglese: un problema non da poco ed esacerbato dallo smartworking forzato dalla pandemia. La ciliegina sulla torta è stata l'ambizione in termini di contenuti che ha portato intere quest, costate mesi di lavoro, ad essere poi drammaticamente cancellate dal prodotto finale.

In ritardo rispetto ai piani stabiliti in precedenza e con gli investitori alla gola ansiosi di arrivare finalmente a una release, lo studio si è trovato inoltre incastrato tra le aspettative dei fan stanchi di dover digerire rinvii su rinvii. Il gioco era incredibilmente seguito dal pubblico, anche a causa di una colossale campagna marketing che per Schreier ha portato i vertici di CD Projekt a trascurare lo sviluppo vero e proprio. Dal momento che quasi tutta la roadmap del 2021 è stata disattesa, è difficile oggi parlarvi delle promesse dello studio di Varsavia senza nascondere un certo scetticismo.

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Il team di sviluppo ha comunicato che le versioni per PS5 e Xbox Series S/X di Cyberpunk 2077 arriveranno entro il primo trimestre del 2022.

Ad ottobre, il team di sviluppo ha comunicato che non ci sarebbero stati altri aggiornamenti per tutto il resto dell'anno e che le versioni per PS5 e Xbox Series S/X di Cyberpunk 2077 arriveranno entro il primo trimestre del 2022. Il Q1 del nuovo anno dovrebbe inoltre coincidere con la pubblicazione di un nuovo, importante update per tutte le piattaforme, mentre sempre stando allo stesso comunicato, sono in corso i lavori sulla prima espansione del gioco. Non si sa assolutamente nulla di entrambi questi progetti, e non vediamo l'ora che l'azienda faccia un po' di chiarezza sulle uscite in programma nel 2022 annunciate il mese scorso.

Ribadendo con convinzione il voto che il gioco riuscì a strappare in sede di recensione, il nostro consiglio non può che essere quello di recuperare questa gemma dallo studio polacco su PC, approfittando di un taglio di prezzo che vi permette di portarvi a casa il gioco a meno della metà del suo prezzo originale. Cyberpunk 2077, su Home Computer è un must-have per chiunque, che amiate o meno gli RPG. Su questa piattaforma il gioco è una vera bomba e anche se si notano ancora alcuni bug grafici (personaggi clippati in posti strani, qualche incertezza negli script di alcune cutscene) è sicuramente il posto migliore in cui perdersi per una settantina di ore tra main e side quest, un centinaio se siete dei completisti accaniti.

Su console di vecchia generazione, malgrado sia ora nettamente più performante che in passato, la raccomandazione è quella di procedere all'acquisto solo se vi ritenete dei fanatici del genere o dell'ambientazione di riferimento. In questo caso, valutate anche altre opzioni come lo streaming. In caso contrario, assolutamente meglio aspettare la pubblicazione del gioco per le PS5 o Xbox Series X. Cyberpunk 2077 è solo l'ombra di sé stesso su PS4 e Xbox One e per la storia e qualità dei contenuti proposti merita di essere vissuto solo al pieno delle sue potenzialità quando verrà pubblicata una versione dedicata e soprattutto, saranno disponibili senza restrizioni le nuove console Sony e Microsoft.

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Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si č appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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