Bambini terrificanti vestiti da angioletti, alberi che grondano sangue, omicidi efferati in una tranquilla cittadina nordamericana e un umorismo tanto surreale e delirante da poter tranquillamente competere con l’American Psycho di Bret Easton Ellis: Deadly Premonitions, un tempo noto come Rainy Woods, è approdato in USA e Giappone dopo uno sviluppo travagliatissimo durato ben quattro anni.

Ricordo ancora con un sorriso uno dei primi trailer rilasciati nel 2007, con i due nani che facevano il verso alle puntate più smaccatamente oniriche di Twin Peaks. La storica serie firmata da David Lynch è senza alcun dubbio l’elemento ispiratore dell’intero gioco, e le similitudini sono talmente numerose da rendere superflua la loro elencazione.

Si dice che l’imitazione sia la più alta forma di adulazione e, in questo senso, Deadly Premonitions può a buon diritto essere considerato il più sincero omaggio videoludico mai tributato al noto regista. Non parliamo solo di dialoghi criptici e di situazioni a metà tra il macabro e il grottesco, ma proprio di quell’atmosfera totalmente votata all’irreale che aveva contraddistinto la famosa serie TV.

Il corpo di Anna Graham è stato ritrovato nei boschi di Greenvale, pacifico (e isolato) sobborgo, dove la vita scorre da sempre monotona e uguale a se stessa. La tranquillità del luogo viene infranta dal famigerato “Killer con l’impermeabile”, omicida seriale con l’insana abitudine di compiere strani rituali, sacrificando le proprie vittime nelle silenziose foreste che circondano la cittadina.

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Emily Wyatt proverà ad assecondare York nei suoi deliri…

Ovvio che storie del genere non possono essere affrontate dalla placida polizia locale, questa è roba per agenti federali. Eccoci quindi in veste di protagonisti nei panni di Francis York Morgan, stralunato agente inviato sul luogo per procedere alle indagini.

Diciamo subito che York, come ama essere chiamato il nostro alter ego, è uno dei personaggi più disturbanti e disturbati dell’intero “circo” di Greenvale. Che si tratti dei suoi evidenti problemi psicologici, del continuo bisogno di fumare (necessario tra l’altro per salvare la partita) o dell’irresistibile istinto nel dire le cose sbagliate al momento sbagliato, il nostro eroe saprà comunque lasciare la sua personale impronta.

Nel corso delle indagini York passerà buona parte del tempo a dialogare con tale Zach, personaggio che nessuno ha mai visto, che nessuno nomina a parte lui, e che potrebbe benissimo essere frutto della sua follia… O forse no? Resta il fatto che proprio come il Dale Cooper di Twin Peaks, anche York sarà la figura principale di siparietti demenziali e strazianti al tempo stesso.