Acer X34 Predator vs XR341CK: due monitor da gioco ultra-wide a confronto - recensione

Schermi 21:0 con risoluzione 3440x1440, pannelli IPS, supporto per G-Sync/FreeSync e molto altro.

I 4K sono veramente il futuro del gaming? Uno sguardo veloce ai risultati del sondaggio di Steam sull'hardware rivela che i 1080p sono la risoluzione più diffusa, con tutte le altre a occupare meno dell'1% del mercato. In breve, la migrazione a lungo termine ai 1440p e ai 4K non è scontata, e la tecnologia dei monitor per PC può evolversi anche in direzioni diverse e più intriganti. Tutto ciò ci porta alla nuova ondata di display ultra-wide in formato 21:9 e a questi due eccellenti monitor: l'X34 Predator e l'XR341CK di Acer.

Entrambi rappresentano la continua avanzata di Acer nella fascia di mercato enthusiast: sono dei display curvi da 34” costruiti superbamente, con materiali di qualità e funzioni di rilievo. La risoluzione è di 3440x1440 pixel su entrambi, vale a dire un aumento del 33% sull'asse orizzontale rispetto a uno schermo da 2560x1440. Tutti e due sono equipaggiati con le migliori tecnologie di sincronia adattiva: G-Sync sull'X34 Predator e FreeSync sull'XR341CK. Acer divide praticamente la sua offerta tra i possessori di hardware grafico AMD e Nvidia, e nessuno resta tagliato fuori.

I due monitor montano pannelli IPS dotati di prestazioni cromatiche notevoli senza bisogno di calibrazioni per raggiungere gli standard Rec.709 e D65 per il materiale ad alta definizione: impostare la gamma a 2.4/2.5 e configurare la luminosità secondo il proprio ambiente è tutto ciò di cui la maggior parte degli utenti avrà bisogno per ottenere un'immagine naturale. Anche forma e curvatura dello schermo sono identiche tra i due monitor.

L'angolo di visuale è ampio, ma i livelli di nero sono chiaramente medi (0.12 cdm2) e il colore appare come un grigio scuro nelle condizioni di scarsa luminosità. È supportato anche l'HDMI 2.0, che permette risoluzioni oltre 1080p e 60fps senza dover ricorrere alla DisplayPort, ma abbiamo scoperto che Windows 10 spesso limita i monitor a 30Hz nonostante la connessione abbia sufficiente banda da permettere frequenze d'aggiornamento superiori.

Rich esamina a fondo l'X34 Predator e l'XR341CK di Acer in questa recensione video, presentata ovviamente in formato ultra-wide.

Anche le funzioni sono simili: entrambi i prodotti supportano frequenze d'aggiornamento variabili, con l'XR341CK equipaggiato di FreeSync limitato a 75Hz. Il Predator è invece limitato di base a 60Hz, ma c'è un'opzione per overclockare il display al fine di abilitare frequenze fino a 100Hz. Le frequenze d'aggiornamento variabili di AMD e Nvidia possono però essere utilizzate solo collegando la GPU tramite DisplayPort, visto che le HDMI attuali supportano solo refresh fissi.

A differenziare i due schermi sono le opzioni di connettività. La G-Sync limita gli ingressi dell'X34, che consistono di una singola HDMI e una DisplayPort. L'XR341CK, invece, abbonda da questo punto di vista: due HDMI (con supporto 2.0 e MHL), DisplayPort in configurazioni mini e standard, e una DP per collegare più schermi. L'XR341CK offre inoltre supporto per picture-in-picture e picture-by-picture, assente nell'X34. Entrambi montano anche quattro porte USB 3.0.

Passando all'utilizzo quotidiano, l'esperienza è molto simile. Sedendosi a una distanza equivalente a circa 2,5 volte l'altezza dell'immagine, gli schermi in 21:9 offrono un'ampia visuale panoramica nei giochi dotati di scenari vasti, come Just Cause 3 Star Wars Battlefront, e la leggera incurvatura aiuta a includere lo scenario nel nostro campo visivo. La visibilità aggiuntiva è molto utile a immergersi maggiormente nel mondo di gioco. I dettagli riempiono la visuale in un modo impossibile da eguagliare su un display 16:9, e questo produce un'immagine più cinematografica e spesso di portata maggiore. Negli FPS il campo visivo più ampio è anche utile per controllare lo scenario e permette di avvistare i nemici in un'area più ampia.

Anche i film beneficiano dell'incremento dell'area visibile. Le pellicole registrate in 2.35:1 e 2.39:1/2.40:1 sono più larghe del 33% rispetto a quelle filmate in formati 16:9 e simili, e ciò aiuta a fornire una sensazione di panoramicità alle immagini, e l'esperienza visiva è più in linea con quella pensata dal regista. Un lato negativo è che i contenuti a 1080p devono essere scalati notevolmente per riempire lo schermo. Togliendo le bande nere, il film occupa circa 800 linee verticali, e l'immagine risulta sfocata quando questi video vengono riscalati a 1440p.

Far sì che i film vengano visualizzati correttamente sugli Acer, inoltre, può essere problematico. Non vi sono opzioni per il crop verticale e lo zoom, quindi i contenuti non anamorfici come quelli dei Blu-ray e di alcuni titoli PS4 (ad esempio The Order 1886 e The Evil Within) non riempiono lo schermo correttamente. Sia l'XR341CK che l'X34 Predator offrono solo opzioni per dilatare orizzontalmente un'immagine in 16:9 e riempire i lati dello schermo, o per visualizzarla con le proporzioni giuste, ma nient'altro. In pratica è impossibile collegare una PS4 o un lettore Blu-ray al monitor e godersi in formato ultra-wide giochi e film prodotti in formati con rapporto più largo: le bande nere sono parte dell'immagine 1080p in 16:9 e restano visibili in alto e in basso. Per aggirare il problema è necessario riprodurre i video su PC e utilizzare software come VLC per tagliare le bande nere e ottenere un'immagine in 21:9 a pieno schermo.

Quanto alla curvatura del pannello, la sua funzione è di migliorare sottilmente la visualizzazione dei contenuti. La curva sfuma spesso nella visuale quando si gioca, invece di distorcere l'immagine attorno all'utente in maniera innaturale. L'effetto, però, funziona solo quando lo schermo riempie la visuale. Basta allontanarsi di poco e la curva inizia a sembrare innaturale. L'effetto non si adatta inoltre a compiti produttivi. La curvatura interna dei lati tende a far apparire icone e testo un po' bizzarri: le icone e le barre dei menu in alto a sinistra tendono a sembrare più vicine in confronto alle informazioni al centro del monitor. L'effetto funziona bene quando si guardano film o si gioca, ma serve del tempo per abituarvisi se si fa video editing o si naviga.

Il formato 21:9 rende però più facile utilizzare software di editing come Premiere, dato che si può vedere una parte maggiore della timeline senza bisogno di zoomare e c'è anche più spazio per ospitare effetti aggiuntivi e finestre in confronto a quando si usa un monitor 16:9. Sulla taskbar del desktop possono trovare posto più icone, inoltre dividere lo schermo in due spazi di lavoro separati funziona bene e permette di tenere sotto controllo più finestre e programmi aperti contemporaneamente.

Oltre al formato ultra-wide, l'altra funzione principale dell'Acer XR341CK è il supporto per l'aggiornamento variabile tramite la tecnologia FreeSync di AMD, mentre l'X34 Predator supporta invece G-Sync di Nvidia. L'aggiornamento dell'XR341CK è però fissato a 75Hz durante l'uso del desktop, e i contenuti video a 60fps scattano quando riprodotti. Abbiamo provato a scavalcare le impostazioni della frequenza d'aggiornamento di Windows 10 tramite il pannello di controllo AMD, ma non siamo riusciti a ottenere la frequenza a 60Hz voluta. L'aggiornamento massimo del Predator è invece a 60Hz di base, e questo permette di riprodurre fluidamente fonti a 30fps e 60fps, in più vi è una facile scalabilità a frequenze superiori fino a 100Hz. È chiaramente il monitor più versatile da questo punto di vista, e la flessibilità delle frequenze d'aggiornamento è utile, specialmente per chi lavora nella produzione video.

La tecnologia di prima fascia dell'hardware grafico non si adatta bene agli schermi a 4K. A 3440x1440 si hanno incrementi del frame-rate tra il 45% e il 55%, come questi benchmark dimostrano.

4K vs 1440p Ultra-Wide R9 Fury X 3440x1440 R9 Fury X 3840x2160 GTX 980 Ti 3440x1440 GTX 980 Ti 3840x2160
Assassin's Creed Unity, Very High, FXAA 39.6 25.3 40.8 26.5
Battlefield 4, High, Post-AA 74.4 51.0 91.2 61.0
Crysis 3, High, SMAA T2x 77.0 52.2 81.3 49.2
COD Advanced Warfare, Impostazioni Console, FXAA 107.0 85.3 120.5 86.9
Far Cry 4, Very High, SMAA 68.7 47.1 67.5 50.5
Ryse: Son of Rome, Normal, SMAA 67.7 44.0 64.3 41.7

La sincronia adattiva è spesso sbandierata come un mezzo per rimuovere interamente gli scatti del gameplay, ma non è così: l'effetto è minimizzato, ma la persistenza di ciascun fotogramma è ancora variabile e questo può inficiare l'esperienza in molti scenari. Il nostro consiglio è di limitare il frame-rate a un valore sostenibile dalla GPU sotto sforzo: se ottenete 45-65fps, una buona soluzione sarebbe di limitare il frame-rate a 45fps per rendere l'esperienza più coerente. È a questo punto che i vantaggi della sincronia adattiva si palesano: è possibile scegliere qualsiasi valore arbitrario superiore alla frequenza d'aggiornamento minima dello schermo, e a parte gli scenari relativi agli eSports, l'occhio umano tende generalmente a prediligere un aggiornamento consistente.

Questo offre una grande alternativa all'aggiornamento a 60fps quando si maxano le impostazioni grafiche di titoli impegnativi. In confronto a un monitor tradizionale con uscita fissa a 60Hz, Just Cause ha un aspetto molto simile a 50Hz stabili, ad esempio. Movimento e risposta del controller sono fluidi, e anche far girare il gioco a 45fps su un monitor con sincronia adattiva fornisce un'ottima via di mezzo tra l'abisso che separa 30fps e 60fps.

Ovviamente, entrambi questi schermi offrono frequenze d'aggiornamento molto alte per chi vuole l'esperienza di gameplay più reattiva possibile. A 100Hz sul Predatore e 75Hz sull'XR341CK, il movimento appare simile a quello del gameplay a 60fps, ma i controlli differiscono in meglio e risultano più reattivi. Lo stick analogico si avvicina a replicare la sensazione data da un mouse durante i movimenti veloci, e lo spostamento del mouse ne guadagna in maniera significativa, aiutato ulteriormente dalle basse latenze dei display, misurate a 10ms. L'esperienza di gameplay è semplicemente superba.

A 100Hz, il Predator riduce la quantità di ghosting presente quando il display opera a 60Hz, e questo rende le scene veloci leggermente più chiare. La motion resolution resta però invariata: 300 linee di dettaglio è tutto ciò che Acer XR341CK e X34 Predator possono gestire, in linea con la maggior parte degli LCD in commercio. Il valore non cambia quando si usa l'opzione overdrive, anche se impostare quest'ultima su normal aiuta a ridurre il ghosting visibile.

Acer XR341CK vs Acer X34 Predator: il verdetto del Digital Foundry

Il duplice assalto di Acer alla fascia alta del mercato enthusiast senza dubbio paga in pieno. Tutti e due i prodotti sono eccellenti, e la scelta dipende dall'hardware grafico che si possiede, AMD o Nvidia. Entrambi hanno i loro punti di forza: per l'X34 Predator sono il facile overclock e il supporto per G-Sync, mentre l'XR341CK può affiancare a FreeSync degli ingressi migliori e il supporto PbP/PiP, non disponibili sull'X34.

I punti in comune tra i due display sono di gran lunga più delle differenze: entrambi offrono una densità di pixel molto superiore agli standard 1440p, commisurata alla maggiore potenza di calcolo offerta dalle GPU top di gamma come GTX 980 Ti e R9 Fury X. Questi due modelli sono più veloci del 30% rispetto a GTX 980 e R9 390X, e su questi schermi muovono un numero di pixel superiore del 33% rispetto ai classici pannelli 1440p. Il risultato finale è uno scenario panoramico sui giochi supportati, laddove i 4K sono invece ancora a 16:9 con solo una densità di pixel superiore che anche le schede grafiche migliori faticano a gestire.

Critiche? Beh, la qualità dell'assemblaggio è eccellente, ma il retro in plastica lucida non ci ha entusiasmato, e i soli due ingressi dell'X34 Predator (un limite necessario dovuto al modulo G-Sync) sono veramente poco per un display di questo prezzo. XR341CK e X34 Predator sono poi molto costosi: poco più di €1000 per l'XR e qualcosa di più per la variante Predator con G-Sync. Speriamo che i prezzi diminuiscano con l'aumentare della concorrenza, ma la qualità di questo livello non costa mai poco nel mondo PC.

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