Dead Island: The Definitive Collection - analisi comparativa

Una rimasterizzazione notevole basata sul motore di Dying Light.

Techland torna sulla serie Dead Island con questa Definitive Collection, che combina l'originale e il sequel Riptide, ricostruiti per PC, PS4 e Xbox One con il motore Chrome Engine 6, la stessa tecnologia in-house alla base del graficamente spettacolare Dying Light. Il design e la struttura dei livelli sono rimasto gli stessi, ma la revisione grafica è eccezionale. Le funzioni principali includono lo shading basato sulla fisica, un nuovo modello d'illuminazione e geometrie rielaborate, ma quasi tutti gli elementi grafici sono stati migliorati.

Con il nuovo motore, l'obiettivo è di 30fps e risoluzione 1080p su console. Spiace che l'azione non sia a 60fps, visto che il Dead Island originale girava benissimo su PC: una GTX 460 e una CPU Core i5 di prima generazione producono oltre 100fps a 1080p, ed entrambe le console current-gen sono dotate di una potenza grafica nettamente superiore. Questa rimasterizzazione rielabora comunque la grafica in maniera immensa, al punto che la differenza in molte aree rappresenta quasi un salto generazionale.

Al momento stiamo valutando la versione PC, ma le console mettono benissimo in mostra le rifiniture grafiche apportate, anche se confrontate all'originale maxato su PC. Avventurandosi nella spiaggia infestata dagli zombi per la prima volta, nella Definitive Collection si nota un aspetto più realistico rispetto all'originale. I nuovi sistemi d'illuminazione e materiali stemperano la ruvidità dell'originale, con scenari e personaggi illuminati in maniera più realistica e molto più dettagliati.

Il passaggio a un modello di shading basato sulla fisica gioca anche un ruolo fondamentale nel creare una presentazione più realistica. Elementi come cemento, sabbia e legno reagiscono in maniera più autentica alla luce, con un miglior equilibrio tra riflessi diffusi e speculari su molti oggetti. Il modello d'illuminazione rivisto, invece, aggiunge veri effetti HDR e illuminazione indiretta nelle aree buie. Questi cambiamenti diminuiscono l'impatto delle aree inondate dal sole, ma creano un'immagine più naturale rispetto a quella fortemente stilizzata dell'originale.

Dave e Tom illustrano alcune delle migliorie grafiche apportate ai due Dead Island per questa rimasterizzazione, e mostrano qualche confronto tra PS4 e Xbox One. Le differenze sono minime.

Il processo di rimasterizzazione si estende a tutto il gioco. Techland ha rimodellato personaggi, veicoli e grosse porzioni dello scenario, dando a ciascuno di questi elementi un aspetto più raffinato. Le pareti rocciose, ad esempio, sono più dettagliate, e i contorni degli arti dei personaggi appaiono più arrotondati, cosa che aiuta a sorvolare sui limiti degli elementi last-gen utilizzati. Gli oggetti vengono ulteriormente migliorati tramite l'impiego di texture nuove di zecca, con il risultato di superfici più dettagliate. Curiosamente, i rami degli alberi oscillano a causa del vento nell'originale, ma restano statici nella rimasterizzazione. È un evidente passo indietro, ma forse nella versione PC verrà corretto.

Non tutti i cambiamenti sono di natura tecnica, e in alcuni punti Techland ha spostato degli oggetti per facilitare l'esplorazione delle aree in cui lo scenario risulta d'intralcio. In alcune scene, gli alberi nei pressi dei sentieri sulla spiaggia sono stati rimossi per liberare la visuale dal mare, mentre in altri sono state aggiunte rocce e vegetazione al suolo per riempire meglio gli spazi. Queste alterazioni non cambiano drammaticamente la struttura dei livelli, ma aiutano a migliorare la presentazione.

Anche gli effetti sono stati ampiamente potenziati, con un uso generoso di motion blur per inquadratura e oggetto. La profondità di campo bokeh rimpiazza la variante più semplice dell'originale, mentre particelle e foschia extra arricchiscono le aree dalla vegetazione più rigogliosa. In aggiunta vi sono dei nuovi shader dell'acqua, che conferiscono alla superficie dell'oceano un aspetto più realistico, e la qualità delle ombre è notevolmente migliorata rispetto all'originale. Questi elementi sono ora più dettagliati, e compaiono in lontananza con meno pop-in.

PlayStation 4Xbox OnePC Original
Il motion blur aggiunge intensità e un tocco cinematografico alle scene più veloci della Definitive Collection.
PlayStation 4Xbox OnePC Original
I personaggi sono stati migliorati con geometrie rielaborate e shader più avanzati. Le animazioni facciali, però, sono più semplici e in linea con un titolo last-gen.
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La geometria ambientale è stata rimodellata, e le nuove texture forniscono un dettaglio maggiore.
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Quest'immagine mostra come le migliori geometrie creino contorni più arrotondati attorno alla carrozzeria del veicolo.
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L'uso dello shading basato sulla fisica permette alle superfici di interagire in maniera più realistica con la luce. Sabbia, formazioni rocciose e superficie dell'acqua hanno un aspetto meno esagerato.
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Il nuovo modello d'illuminazione della Definitive Collection vanta una migliore illuminazione indiretta, ma questo non è sempre per il meglio. Ad esempio questa scena è più scura ed evocativa nell'originale.
PlayStation 4Xbox OnePC Original
La nuova illuminazione si adatta però meglio a questa scena. L'uso minimo di fonti di luce crea un ambiente naturalmente più scuro.

La Definitive Collection offre un massiccio upgrade grafico rispetto all'originale del 2011, e la presentazione è coerente su entrambe le piattaforme. Le versioni PS4 e Xbox One girano a 1080p nativi, supportati da una soluzione di anti-aliasing post-process. Una combinazione di vari elementi post-process, come motion blur e profondità di campo, impedisce all'immagine di risultare nitida come ci si aspetta da un framebuffer HD, ma la qualità grafica eclissa con facilità le versioni last-gen e vi sono meno difetti nei contorni anche in confronto alla prima versione PC.

Detto questo, la qualità dell'immagine in movimento diminuisce a causa della componente temporale che unisce i fotogrammi. Ciò causa un evidente ghosting quando c'è del movimento laterale sullo schermo, un effetto collaterale che risulta più evidente durante le sequenze animate. Inoltre, nelle aree più dettagliate persistono delle scalettature sub-pixel. Rispetto all'originale vi sono delle migliorie, ma la soluzione non è completamente ideale e preferiremmo vedere all'opera una tecnica post-process differente con meno artefatti temporali.

Altri nei includono la comparsa improvvisa di ombre e oggetti in lontananza, anche se questo accade meno frequentemente rispetto al Dead Island originale. Occasionalmente vi sono alcune texture non filtrate sui cartelli di pericolo, probabilmente riconducibili più a un bug che ad altro. In generale, comunque, la Definitive Collection è un gioco bello da vedere, e la coerenza tra le versioni PS4 e Xbox One è lodevole; tutto, dallo streaming del LOD, al filtering delle texture, agli effetti, opera secondo lo stesso standard.

PlayStation 4Xbox OnePC Original
L'anti-aliasing della Definitive Collection comprende una componente temporale che provoca a volte dell'evidente ghosting, particolarmente visibile in quest'intermezzo.
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Le versioni PS4 e Xbox One operano nativamente a 1080p con anti-aliasing post-process. Notate anche l'aggiunta dell'aberrazione cromatica nella Definitive Collection, con rosso, verde, blu e sfumature separati lungo i bordi dello schermo.
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Le distanze di visualizzazione sono state aumentate nella rimasterizzazione. Il villaggio nel mezzo a sinistra di questa scena, ad esempio, vanta forme e texture più complesse sugli edifici.
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Alcuni effetti aggiungono un forte bagliore alle scene quando si esce all'esterno da un luogo chiuso, mentre nell'originale viene utilizzato un effetto più semplice.
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La profondità di campo bokeh viene usata estensivamente nella Definitive Collection, a fronte di un effetto più semplice nell'originale. Notate come lo sfondo di questa scena sia sfocato nella rimasterizzazione.
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In questa scena, il faro non produce luce nella Definitive Collection. Forse si tratta di un bug.
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Gli schizzi dell'acqua appaiono meno esagerati nella Definitive Collection, e le superfici fanno un uso più ristretto del bloom.
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Oggetti ed effetti sono identici tra le versioni PS4 e Xbox One. Qui vediamo come le ombre siano più definite e dettagliate rispetto alla versione originale del 2011.

Le prestazioni sono l'unica area in cui vengono a galla delle differenze, con PS4 in vantaggio nelle scene più complesse e impegnative per il motore. Con il passaggio a una tecnologia di rendering più recente, la Definitive Collection punta a 30fps e non all'aggiornamento a 60fps che ci si potrebbe aspettare da una rimasterizzazione. Dispiace che sia così, ma la transizione al motore di Dying Light dimostra un livello di rifinitura aggiuntivo che non è tipico di tutte le rimasterizzazioni.

La versione PS4 non ha molti problemi nel raggiungere i 30fps per lunghi tratti di gameplay, con solo qualche fotogramma saltato e del leggero tearing. Il Chrome Engine continua anche a violare il proprio limite di 30fps sull'hardware di Sony, ma non è un grosso problema, e sicuramente non nella misura in cui lo è in Dying Light: The Following. Per quanto riguarda Dead Island, le prestazioni su Xbox One sono simili. Il tearing è più comune e il frame-rate leggermente meno stabile, ma in generale non abbastanza da inficiare l'esperienza.

Il Dead Island originale si adatta bene su PS4 e Xbox One con il motore di Dying Light. Entrambe le macchine sostengono bene il frame-rate a 30fps. Questo video include anche un confronto delle prestazioni con la versione originale per Xbox 360.

Passando all'espansione Riptide, il divario aumenta. Vi sono alcuni problemi sul sistema di Sony, il frame-rate è perlopiù stabile e c'è poco che distragga dall'azione. Una delle prime scene, nella quale si riconquista il campo base, gira quasi perfettamente su PS4, mentre Xbox One fatica a sostenere un'esperienza stabile.

Il frame-rate si attesta regolarmente a poco più di 20fps, con del tearing costante. Solitamente l'uso di una sincronia verticale adattiva aiuta a mantenere stabile il frame-time, ma stavolta non è così e il frame-rate risulta fortemente compromesso. I controlli già pesanti diventano quindi ancora meno reattivi, e la mancanza di fluidità rende difficile seguire ciò che accade su schermo mentre si respingono grossi gruppi di zombi.

È bene sottolineare che abbiamo provato il gioco prima del lancio e della disponibilità di una patch per entrambe le console. La versione PS4 di Riptide gira con l'aggiornamento 1.1, mentre il primo Dead Island su PS4 ed entrambi i giochi su Xbox One erano ancora senza patch al momento della stesura dell'articolo. L'aggiornamento 1.1 cita una migliore stabilità e la correzione di bug, quindi è possibile che le prestazioni siano migliorate su Xbox One con la patch installata. Riesamineremo entrambe le versioni dopo l'aggiornamento, e vi informeremo dei risultati.

PS4 risulta in vantaggio grazie alla sua GPU più potente nella nostra analisi di Dead Island Riptide. Xbox One fatica molto in alcuni punti

Dead Island: The Definitive Collection - il verdetto del Digital Foundry

La Definitive Collection è il modo migliore di visitare per la prima volta il mondo di Dead Island su console, e Techland ha fatto un ottimo lavoro nel migliorare la grafica. Oggetti rielaborati, effetti migliori e il nuovo modello d'illuminazione danno al gioco un aspetto più al passo con i tempi, e da questo punto di vista la rimasterizzazione è solida su entrambe le piattaforme. È stato fatto molto lavoro per portare l'estetica al livello degli standard current-gen, e il risultato è un gioco dall'aspetto più naturale e rifinito. Non tutto, però, resiste alla prova del tempo, e aspetti come le animazioni facciali e la fisica non sono all'altezza, inoltre il limite di 30fps è spiacevole.

Uno svantaggio della versione PS4 è che solo il primo Dead Island si trova sul disco, mentre Riptide e Retro Revenge possono essere scaricati dal PlayStation Store tramite il codice fornito. Su Xbox One, invece, tutte e tre le versioni sono contenute nel disco. Secondo lo sviluppatore non è possibile avere più giochi sullo stesso disco senza creare un menu separato da cui lanciare ciascun titolo individualmente: su Xbox One ciascun gioco ha la sua icona sulla dashboard. C'è qualcosa che non va, visto che titoli come Uncharted: The Nathan Drake Collection dimostrano come sia possibile realizzare un semplice menu dal quale caricare più titoli.

A parte questo particolare problema, è la versione PS4 a risultare la migliore su console, ma siamo interessati a constatare cosa offrirà quella PC dal punto di vista grafico e che tipo di hardware sarà necessario per sostenere un'esperienza a 1080p60, molto facile da ottenere con l'originale ai tempi del suo lancio nel 2011. Siamo già in possesso del codice finale, e a breve vi offriremo un'analisi approfondita di questi aspetti.

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