Il Digital Foundry prova Battlefield 1 - articolo

L'analisi tecnica iniziale, e un primo confronto delle impostazioni PC, più indizi del supporto alle DX12.

Battlefield è tornato, e con il suo ultimo capitolo DICE avrà realizzato quattro titoli superbi in appena tre anni, un traguardo notevole. Battlefield 1 è basato sull'ultima versione del motore Frostbite, e stavolta il team di sviluppo sta facendo un passo indietro nel tempo per trattare la Grande Guerra. I risultati? Una grafica notevole, tecnologia all'avanguardia e prestazioni valide concorrono a creare un'esperienza bella e avvincente.

Di titolo in titolo, Frostbite ha continuato a evolversi su console e PC, guadagnando funzioni aggiuntive e supporto per i più recenti standard. Dopo aver provato il gioco per un'ora all'E3 di quest'anno, siamo rimasti colpiti dalle condizioni del gioco a questo punto. Anche a mesi dal lancio, Battlefield 1 sembra notevolmente rifinito, anche allo stato attuale.

Per permettere di provare al meglio il gioco, EA ha fornito una stanza piena di PC di fascia alta dotati della più recente generazione di processori Intel i7 abbinati a schede video Nvidia GTX 1080 nuove di zecca e monitor G-Sync. Ecco un dettaglio interessante: l'interfaccia delle opzioni, che a quanto ci è stato detto non è completa, sembra suggerire che Battlefield 1 supporti pienamente le DirectX 12, a meno di non aver frainteso la voce "ID_M_OPTIONS_DX12ENABLED = ON". Si tratta di un'opzione on/off, per cui chi è dotato ancora di Windows 7/8 dovrebbe essere a posto. Stiamo ancora attendendo conferme, ma sappiamo che la versione Xbox One di Star Wars Battlefront ha utilizzato queste API, e lo sviluppatore ha confermato che il motore è in grado di supportarle.

Sorprendentemente, tutti i PC all'evento utilizzavano di default una modalità automatica che sceglieva valori medi per tutte le opzioni. Abbiamo fatto dei veloci aggiustamenti e spinto tutto a ultra, e la GTX 1080 ha retto tutto senza difficoltà. Anche con impostazioni, medie, però, Battlefield 1 è bello da vedere.

In questo video di Battlefield 1, diamo un'occhiata alle impostazioni grafiche ed eseguiamo una prestazione delle analisi molto preliminare, su di un PC di fascia alta con impostazioni massime e risoluzione 4K.

A causa dell'interfaccia utente e del menu delle opzioni, ancora incompleti, l'opzione per lo scaling della risoluzione ha causato un po' di confusione. Abbiamo poi determinato che lo slider funziona esattamente come in altri titoli basati su Frostbite, pur avendo una denominazione diversa. In questo caso, il 50% corrisponde al 100% dei giochi precedenti di DICE, con l'opzione massima (indicata erroneamente come 100%), corrisponde al 200% degli altri titoli basati su Frostbie.

Ci aspettiamo che la cosa venga corretta nella versione finale del gioco ma al momento, visto che stavamo utilizzando dei monitor a 1440p, spingere lo slider al 100% causava il rendering del gioco a 2880p o 5K. Durante la maggior parte dei nostri test, però, siamo rimasti al 75% (4K), che ovviamente forniva una grafica impressionante.

I titoli basati su Frostbite tendono a scalare molto bene, e Battlefield 1 non fa eccezione pur nel suo stato alpha. La differenza tra valori low, medium, high e ultra si nota, ma anche con impostazioni di base, la grafica riesce a colpire. Uno dei miglioramenti più significativi deriva dall'impostazione per la qualità delle mesh. Questa voce controlla la distanza e la qualità delle geometrie lontane. Utilizzando impostazioni inferiori, gli oggetti scompaiono alla vista o compaiono con meno dettagli e a distanze più ridotte.

Questa voce ha un impatto significativo sulle prestazioni, ma spingerla a ultra elimina il pop-in e aumenta il numero di oggetti visibili a una data distanza: ottimo per i giocatori che operano a lungo raggio.

PC LowPC MediumPC HighPC Ultra
Ovviamente Battlefield 1 è ancora nelle prime fasi di sviluppo e ci saranno sicuramente dei cambiamenti, ma questa visuale preliminare della stessa scena ai quattro differenti livelli di qualità suggerisce un titolo scalabile che riesce a essere bello da vedere anche con le impostazioni minime.

Le impostazioni superiori abilitano di default anche l'anti-aliasing. L'interfaccia utente alpha indica un'opzione MSAA 4x, che però sappiamo essere stata rimossa dal Frostbite per un po' di tempo in favore del TAA visto in Battlefront e Mirror's Edge. Nonostante questo, Battlefield 1 offre un'immagine molto nitida e pulita.

Anche la qualità dell'immagine viene incrementata in maniera significativa aumentando il dettaglio delle ombre e l'occlusione ambientale. Le ombre di qualità superiore sono molto complesse da calcolare, ma producono risultati più realistici con una pixellatura meno visibile. Per quanto riguarda l'occlusione ambientale, Battlefield 1 offre una soluzione HBAO come soluzione migliore, ma in futuro ci piacerebbe vedere delle opzioni più interessanti. Forse la VXAO di Nvidia potrebbe essere un'alternativa vailda?

Usando una GTX 1080, eravamo ansiosi di spingere le impostazioni al massimo, e siamo rimasti colpiti nello scoprire che questa scheda è capace di far girare Battlefield 1 maxato. Siamo riusciti a giocare a 5120x2880 (5K) con impostazioni ultra, ottenendo frame-rate comunque superiori a 30fps. Il fatto che sia stato possibile raggiungere impostazioni così aggressive dimostra sia la potenza della GTX 1080 che la natura ottimizzata di Battlefield 1, anche nel suo stato attuale di alpha chiusa.

Ovviamente, non tutti avranno la scheda di punta di Nvidia, e anche se non abbiamo potuto provare altre schede grafiche, per estrapolazione verso il basso è chiaro che il motore è molto scalabile e dovrebbe operare bene su una varietà di sistemi. Sia Battlefront che Mirror's Edge possono girare a impostazioni ultra e 1080p su GTX 970 e R9 390 mantenendo 60fps stabili, e speriamo che Battlefield 1 possa fare lo stesso.

Il nostro esame iniziale di Battlefield 1 lascia intendere che il gioco sia notevole e ben ottimizzato.

Parlando di Battlefront, DICE ha fatto uso di una delle sue tecniche chiave anche in Battlefield 1: stiamo parlando della fotogrammetria. Questa tecnica utilizza vere foto per misurazione, modellazione e texturizzazione, al fine di produrre risultati notevolmente realistici. Nel caso di Battlefront, molti utenti avevano familiarità con i materiali di scena creati per i film di Star Wars, ma Battlefield 1 si concentra di più sul realismo. Ciò significa scansionare oggetti e materiali che rappresentino oggetti del mondo reale. Quando avremo il gioco in mano, dovrebbe essere interessante esaminare più da vicino il livello di dettaglio.

Siamo rimasti colpiti anche dalle condizioni e dall'illuminazione ambientali. Durante una partita, le condizioni meteorologiche cambiano drammaticamente e influenzano l'atmosfera di ogni singolo momento. L'addensarsi di nuvole scure e il cadere della pioggia sul campo di battaglia sono dei bei momenti. Non avranno un vero impatto sul gameplay, ma di certo valorizzano l'atmosfera.

Dopo aver provato Battlefield 1 per un'ora, siamo rimasti colpiti sia dal gameplay che dalla grafica. È ancora un Battlefield, ma il cambio di scenario e l'inserimento di nuove armi rendono l'esperienza generalmente più immersiva. L'ultima versione di Frostbite, poi, offre una grafica veramente notevole.

Battlefield 1 ha ancora molta strada da fare prima del lancio, ma anche in questo stato è molto promettente, e il livello di ottimizzazione è impressionante. Anche se l'evento era incentrato sulla versione PC, bisogna sottolineare che la versione Xbox One di Battlefield 1 era presente allo stand di Microsoft. Da ciò che abbiamo potuto vedere, questa versione ha comunque un bell'aspetto, ma girava a una risoluzione chiaramente molto inferiore, e finora tutti i titoli di DICE a 60fps hanno operare a 720p sull'hardware di Microsoft. Basandoci sulla nostra esperienza con le versioni Xbox One e PS4 di Star Wars Battlefront, abbiamo delle buone aspettative per la qualità del titolo finale, e speriamo che il numero superiore di giocatori nelle spettacolari modalità multiplayer di Battlefield non abbia un impatto eccessivo sulle prestazioni.

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Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Staff Writer, Digital Foundry

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.

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