Analogue Pocket recensione: La retroconsole portatile definitiva per il retrogaming

Il top per qualità dello schermo e accuratezza.

Eccola, l'Analogue Pocket, ovvero la retroconsole portatile che si avvicina terribilmente allo status 'definitivo', essendo in grado di supportare una gran varietà di cartucce originali per console portatili, tra cui l'intera libreria Nintendo Game Boy e il Sega Game Gear. La console in sé ha un ottimo design, monta uno schermo molto grande ed è basata su un processore FPGA. Si tratta di un chip che può essere riprogrammato per eguagliare le caratteristiche dell'hardware originale, così da offrire una simulazione quasi perfetta del modo in cui quelle vecchie console funzionavano. Questa però è la teoria, ma come si comporta Analogue Pocket nella pratica? Per questa recensione, Analogue ci ha inviato un'unità di colore nero accompagnata da una dock e diversi accessori.

Non c'è dubbio che l'Analogue Pocket sia un gran bel gioiellino: linee precise, angoli smussati e uno splendido schermo con copertura gorilla glass che stupisce a primo impatto. La sensazione immediata è quella di avere tra le mani un prodotto premium che va ben oltre qualsiasi altro progetto realizzato in passato dall'azienda. L'unità conferisce una sensazione di solidità ma anche di leggerezza, i pulsanti principali sono configurati nella solita disposizione a rombo, e start e select sono posizionati vicino alla cornice inferiore, a cavallo del pulsante menu che è deputato a diverse funzioni in questo caso.

Il d-pad è sempre un fattore delicato perché è cruciale per la resa dell'intera esperienza. A questo giro è abbastanza buono, potremmo dire leggermente migliore del d-pad di un game boy moddato. Proprio come in quei sistemi, comunque, le diagonali possono risultare problematiche in alcuni giochi, ma nel complesso il feedback è abbastanza solido. Nella cornice superiore troviamo due pulsanti dorsali per i giochi Game Boy Advance e uno slot per le cartucce parzialmente esposto. Questa è una scelta di design interessante perché potrebbe garantire scarsa stabilità non ricoprirendo interamente i lati della cartuccia, ma almeno così si possono apprezzare le splendide cover art delle cartucce originali.

Analogue Pocket - la video recensione hardware del DF Retro curata da John Linneman.

La console è compatibile di default con cartucce originali per Game Boy, Game Boy Color e Game Boy Advance, e un adattatore permette d'inserire anche le cartucce del Game Gear, ed un ulteriore adattatore in arrivo nel 2022 allargherà la compatibilità alle cartucce per Neo Geo Pocket Color e Atari Lynx. L'unità viene ricaricata con un cavo USB-C, è dotata di un mini jack 3,5 mm per cuffie e di uno slot per schede micro SD. C'è anche un connettore che permette di collegarsi ad altre console tramite un cavo link, proprio come si faceva con gli hardware originali GBC e GBA.

La principale e più importante feature risiede nello schermo e nelle modalità di simulazione degli schermi originali disponibili, ma per capire questo concetto bisogna dare un'occhiata agli hardware originali. Il primo Game Boy aveva uno schermo con risoluzione 160x144 ma la sua disposizione era interessante visto che c'era una griglia a separare ogni pixel da quelli adiacenti. Per via di questa natura, lo schermo di quella console ha un aspetto caratteristico e questo approccio è stato adottato anche da altre console portatili. Questo è un aspetto cruciale perché i giochi realizzati per queste console sono pensati per usare quei pannelli e quelle risoluzioni. Ne viene fuori che l'emulazione su schermi LCD moderni ad alta risoluzione restituisce spesso un'esperienza inaccurata.

I modder hanno realizzato soluzioni come questa, con LCD sostitutivi che offrono una tecnologia chiamata “retro pixel grid” che simula gli spazi tra i pixel. Il risultato è molto buono ma non siamo ancora al 100% della fedeltà. Tutto questo ci porta a un problema, ovvero che gli schermi originali di quelle vecchie console sono ormai considerati obsoleti e di scarsa qualità, e noi non vogliamo ricreare quelle condizioni di scarsa visibilità e di ghosting, ma vogliamo bensì emulare la riproduzione dei colori e della struttura dei pixel. Ed è questo quel che fa Analogue Pocket: offre modalità che simulino l'aspetto di quegli schermi originali. Con il Game Boy, ad esempio, c'è un visibile bordo tra i pixel ma c'è anche una sottile informazione di colore tra quei pixel, realizzata apposta per ricreare l'esperienza dello schermo reale del Game Boy. La differenza è che questo schermo è completamente retroilluminato e non soffre di blurring quando le immagino scorrono. In aggiunta, ci sono altre modalità, tra cui una che simula l'aspetto del Game Boy Light.

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Esempi della notevole qualità dello schermo nella gestione di titoli per Game Boy, Game Boy Color e Game Boy Advance.

Ma onestamente, forse il miglior filtro è utilizzato per il Game Gear. Questo è un sistema complicato che generalmente è difficile da replicare sia tramite emulazione che tramite schermi alternativi. La risoluzione è 160x144, come quella del Game Boy, ma più orientato verso il widescreen. Gli schermi originali sono scarsamente visibili e utilizzabili al giorno d'oggi, e nessuno schermo alternativo offre una simile configurazione: di conseguenza, andrete incontro a problemi di scaling. L'Analogue Pocket, tuttavia, offre un'esperienza accurata e fedele senza le magagne dello schermo originale della console Sega.

La simulazione dello schermo del Game Boy Color fa pure una gran figura in azione, replicando il sistema di pixel ma modificando al contempo la saturazione del colore per adattarsi al contenuto a schermo. E il Game Boy Advance? Questo sistema è più complicato visto che l'hardware originale non scala nemmeno bene alla risoluzione nativa 1600x1440 dello schermo del Pocket, col risultato che ci sono alcuni schemi di ripetizione visibili sui colori dei pixel quando si utilizza questa modalità. Ma c'è un'opzione alternativa, una modalità di Analogue che in pratica visualizza il gioco in raw pixel, aprendo le porte a una serie di opzioni di scaling aggiuntive. Sono sicuramente utili ma non ci fanno impazzire visto che sono più tipiche degli emulatori piuttosto che di hardware che vogliano replicare l'esperienza dello schermo originale.

Il motivo per cui lo schermo funziona così bene è che il Pocket utilizza un pannello LTPS ad altissima risoluzione con un PPI di 615. La tecnologia LTPS è il top nel settore degli LCD: è efficiente, permette di creare griglie dense di pixel e produce immagini più fluide in movimento con neri anche più profondi. L'inconveniente sta nel fatto che Analogue ha scelto uno schermo ad altissima qualità ma con un aspect ratio discutibile, un problema comune a molte altre console portatile pensate per il retrogaming. Per via dell'alta risoluzione, il pannello offre molti più pixel di quelli delle console che deve andare a simulare. Nel caso del Game Boy permette almeno di effettuare uno scaling tondo di 10x (da 160x140 a 1600x1400). Ed è anche possibile rifinire l'immagine modificando saturazione e nitidezza (cosa essenziale visto che lo schermo originale del GB non offriva colori molto saturi).

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Game Boy Originale vs IPS mod vs Analogue Pocket: la nuova portatile è a mani basse l'opzione migliore.

Ci sono anche altre interessanti opzioni come il blending del frame. Questa non solo aggiunge artificialmente il ghosting all'azione, ma piuttosto è utilizzata nei casi in cui si verifica il flickering dello schermo. Ebbene sì, gli sviluppatori originali Game Boy hanno utilizzato le inefficienze naturali dello schermo a loro vantaggio per produrre interessanti effetti. Con il frame blending disattivato, vedrete questo flickering come conseguenza del display con un tempo di risposta più rapido. Attivandolo, il sistema unisce questi due fotogrammi per creare un oggetto solido che restituisce l'effetto voluto.

In definitiva, lo schermo del Pocket è davvero eccezionale. Nessun altro clone del Game Boy si avvicina minimamente alla qualità di questo schermo. Un esempio che testimonia cosa è possibile fare con un bel budget per un prodotto simile, combinato a un approccio che punti sull'autenticità. La maggior parte degli schermi moddati per portatili basate sull'emulazione sono limitati dalla scelta dello stesso schermo. Infatti è difficile e costoso trovare uno schermo come quello utilizzato nel Pocket. Ma è uno schermo perfetto quindi? Non proprio. C'è un blur persistente che è figlio della tecnologia LCD, che crea degli artefatti che tuttavia sono anni luce lontani da quelli prodotti dall'hardware originale.

Oltre alla qualità dello schermo, il Pocket ha dalla sua gli speaker stereo che sono in grado di sostenere volumi inaspettatamente alti. Il suono è eccellente e permette di raggiungere una fedeltà nettamente superiore a quella offerta dai sistemi originali. Inoltre, è disponibile un filtro chiamato enhanced audio per il Game Boy Advance. Questo lavora per ridurre l'audio impastato tipico del GBA. Questa opzione pulisce l'audio restituendo un suono molto più nitido.

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Lo schermo del Game Gear è poco visibile e le opzioni di sostituzione non sono eccezionali. L'Analogue Pocket offre invece un ottimo scaling e immagini fantastiche.

L'ultima feature hardware rilevante che merita menzione è la modalità sleep. Pigiate il pulsante verde durante il gioco e il Pocket entrerà in modalità sleep, mantenendo ovviamente i progressi di gioco fino alla riattivazione. Perché esserne così entusiasti? Semplice, perché è supportata con le cartucce originali, cosa che l'hardware originale non è in grado di fare. Questa però funziona solamente con le cartucce originali. L'Everdrive (una flashcard che utilizza rom in emulazione su una SD) non supporta la modalità sleep, e se l'attivitate il sistema vi chiederà di spegnere.

Benché sia possibile pure utilizzare i salvataggi rapidi, questa funzionalità è al momento solo in beta e i salvataggi sono temporanei, scompaiono quando si cambia gioco. Secondo Analogue, un supporto più maturo arriverà con il prossimo grande aggiornamento dell'Analogue OS. Anche così, tra sleep e save state c'è grande convenienza quando si gioca fuori da casa.

Si può dire quindi che sul fronte hadware Analogue Pocket metta a segno un fuoricampo. Ma dovremmo anche parlare brevemente della batteria. L'unità è a litio con capacità da 4300 mAh, con una singola ricarica che consente di giocare per tutta la giornata. Ma c'è anche la possibilità di giocare col Pocket su uno schermo esterno ed è qui che entra in gioco la dock. Si tratta di un supporto robusto e solido dotato di due porte USB-A, una USB-C e una HDMI. Il funzionamento è simile a quello del Nintendo Switch, ma quando la console è riposta nella dock, l'esperienza è tutto tranne che definitiva e completa. Analogue ci rassicura che un imminente aggiornamento firmware aggiungerà diverse feature alla dock, tra cui la possibilità di utilizzare il DAC Analogue per gli schermi CRT.

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La funzionalità multiplayer del Game Boy tramite cavo link è mantenuta nell'Analogue Pocket. Qui stiamo giocando Nettou Toshinden (sì, quel Toshinden) su Game Boy Color contro un Analogue Pocket in modalità originale Game Boy.

Il primo problema è che le modalità di output sono limitate, e nessuna delle modalità avanzate disponibili sullo schermo della console è disponibile in configurazione docked. Con 480p, 720p e 1080p, il risultato non è paragonabile a quello dello schermo della console per via del numero minore di pixel, e ci piacerebbe che si migliorasse in questo frangente. Abbiamo comunque accesso a un sacco di opzioni di palette di colori. Bene ma non benissimo, visto che il risultato ottenibile è più simile a quello offerto dal Super Game Boy o dal Game Boy Player.

Questo problema si applica anche alla saturazione del colore, che è completamente assente in modalità docked. Giocando a titoli per sistemi a colori si ottengono quindi immagini ultra sature che non sono fedeli all'hardware originale. Lo scaling non è disponibile se state utilizzando modalità pixel portatile, le opzioni relative sono offuscate. Per attivarle dovrete quindi passare alla modalità di visualizzazione default prima di posizionare la console nella dock. Da qui potrete scalare manualmente l'immagine a vostro piacimento. Potete anche accoppiare controller Bluetooth come lo Switch Pro o il DualShock 4. La sensazione è quindi che l'esperienza docked non sia curata quanto quella portatile, è più un lavoro in corso d'opera.

Oltre all'hardware, sta tutto nell'accuratezza dei core FPGA. L'Analogue Pocket potrebbe benissimo essere la vostra prima portatile basata sugli FPGA, ma ciò non significa che l'hardware originale sia simulato alla perfezione. Quando si testa un dispositivo simile, si tratta solamente di vedere quanto l'hardware regga i casi limite, ovvero i giochi che sfruttano al massimo l'hardware originale, che solitamente mettono in crisi emulatori e core FPGA. Non c'è modo di testare tutti i giochi nella recensione di una console simile, ma se fa girare bene quei giochi problematici, allora è un buon indicatore di accuratezza.

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La dock opzionale trasforma il Pocket in una retroconsole da salotto. L'hardware è valido ma il software è acerbo. Servono più feature per portare l'esperienza al livello successivo.

Potete vedere la nostra intera sessione di test nel video in cima a questa pagina, ma possiamo affermare che il Pocket sia quasi perfetto visto che fa girare bene anche le demo all'avanguardia della scena. Solo le conversioni DX homebrew come Super Mario Land 2 e Metroid II hanno deluso, mostrando problemi di colori se lanciate su Pocket tramite Everdrive. Ci sono anche dei glitch vistosi utilizzando cartucce originali. Nel complesso, comunque, l'accuratezza e la compatibilità sono ai massimi livelli.

Tirando le somme, L'Analogue Pocket è un prodotto eccezionale. Abbiamo testato e recensito diversi prodotti per il retrogaming, sia che lavorassero in emulazione che con hardware originali moddati e possiamo affermare che l'Analogue Pocket sia il nostro nuovo dispositivo preferito per godersi le librerie Game Boy e Game Gear. Non c'è nulla di migliore al momento sul mercato.

E il futuro? Al momento l'OS di sistema manca di alcune feature che arriveranno nel 2022. Queste sono molto interessanti e potrebbero potenzialmente cambiare la partita visto che nella console c'è integrato un secondo chip FPGA che permetterebbe agli sviluppatori di creare nuovi core per altri sistemi. Sono inoltre in arrivo altri adattatori per cartucce e un maggior supporto alla docking station. Ma anche senza queste feature che mancano e verranno aggiunte, l'Analogue Pocket è prodotto fenomenale. In molti sognavano una simile console per retrogame, che andasse a colmare le inefficienze delle console originali con mod allo schermo. Il prezzo è pure estremamente ragionevole per un progetto di tale qualità: $219, con preordini in fase di accettazione.

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Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Senior Staff Writer, Digital Foundry  |  dark1x

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.

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