Gears of War 3 • Pagina 2

Il miglior gioco mai realizzato per Xbox360? 

Altri due elementi sono degni di nota: trasparenze ed effetti particellari. Le prime in particolare non erano uno dei cavalli di battaglia della serie e ora fanno sfoggio in più di un'occasione, mescolandosi perfettamente alle texture più "solide" dell'ambientazione.

Ottimo è stato il lavoro svolto nel rifinire la gestione delle texture: immagini che appaiono dal nulla come in Mass Effect sono solo un ricordo grazie a una migliore gestione delle mip-map, che rendono l'arrivo a schermo di nuovi asset grafici molto meno evidente, con una gestione quasi impeccabile del livello di dettaglio.

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Gli effetti di luce di Gears of War 3 sono un salto in avanti generazionale notevole rispetto ai precedenti titoli realizzati con l'Unreal Engine 3. Vedere per credere!

Insomma, dal punto di vista prettamente visivo e prestazionale, il gameplay di Gears of War 3 è sicuramente uno dei migliori di questa generazione, una dimostrazione lampante di come sia possibile ottenere ottimi risultati con le persone, l'hardware e la tecnologia giusta anche su una piattaforma ormai prossima all'obsolescenza.

Certo, il budget faraonico di Epic, garantito dall'esclusività di un brand che è sinonimo della console stessa, permette di avere a disposizione tempi di sviluppo che la concorrenza non ha, ma rimane l'evidenza di come le attuali console (il ragionamento vale anche e soprattutto per la PS3) non siano state spremute al meglio delle loro possibilità per quasi tutto il loro ciclo di vita.

Giocare a Gears of War 3 è quindi un'esperienza di alto livello, assolutamente da provare anche solo per apprezzare i risultati ottenuti da Epic sul fronte delle qualità effettive dell'Unreal Engine. Oltre allo scarso uso dell'antialias (più per scelta tecnica che non per reali limitazioni di hardware e software), il secondo appunto che si può rivolgere alle prestazioni riguarda la qualità visiva delle cutscene.

A dispetto di ciò che un profano potrebbe pensare, le scene di intermezzo non sono gestite dalla console in tempo reale come l'azione di gioco ma si tratta di filmati in FMV presi dal motore di gioco. Una scelta architetturale pensata con un obiettivo preciso: permettere il caricamento in background dei livelli mentre siamo occupati a goderci lo spettacolo.

Questa continuità di gameplay ha un rovescio della medaglia: lo spazio su disco è limitato e la compressione obbliga a compromessi in qualità che l'uso del vetusto encoder Bink esacerba con fenomeni di macroblocking e un blur degli sfondi molto fastidioso.

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Oltre allo scarso antialias, l'unico vero problema tecnico di Gears of War 3 risiede nell'utilizzo di filmati in bassa qualità per le cutscene.

Un peccato, se pensiamo all'ottimo livello qualitativo raggiunto dal motore che, per limitazioni di supporto fisico, viene castrato penalizzando la qualità delle cinematiche. Certo, il pubblico di questa generazione di console è abituato a tale standard (quanti titoli PS3 sono usciti su Blu Ray da 25GB con video a banda ridottissima degni di uno straming di Internet?), ma è chiaro che l'evoluzione della tecnologia video è ferma da troppo tempo.

Da un team di sviluppo di alto livello qual è Epic era lecito aspettarsi un passo in avanti anche in questo senso, anche in considerazione del fatto che il nuovo formato dei DVD Xbox360 mette a disposizione degli sviluppatori 7.93 GB di spazio rispetto ai vecchi 6.8 GB.

Chiuso il capitolo 2D, è doverosa anche una citazione delle capacità qualitative del 3D stereoscopico: voci incontrollate dicono che, con l'arrivo del supporto HDMI 1.4 3DTV con la prossima versione della dashboard, il gioco potrebbe essere portato a una risoluzione di 720 punti per occhio. Al momento la risoluzione rimane a 640x720, nella configurazione tipica degli ultimi titoli stereoscopici arrivati sul mercato recentemente.

Anche se la risoluzione è inferiore al 2D, un'analisi attenta del flusso del gameplay mette in evidenza un identico uso di luce, particelle e geometrie della visualizzazione tradizionale, restituendo un effetto complessivo di tutto rispetto che rende l'esperienza tridimensionale di Gears of War 3 degna di essere testata anche dai più scettici.

Naturalmente le risorse non sono infinite: nel video che segue trovate un'analisi comparativa delle stesse sezioni di gioco in 2D e 3D.

La risoluzione è dimezzata e la performance ne risente leggermente: nonostante questo, l'esperienza di gioco dal punto di vista visivo rimane assolutamente di alto livello.

I risultati sono intriganti: è evidente come nelle situazioni più concitate il frame rate cali leggermente e il tearing dell'immagine si noti ma sempre rimanendo a livelli più che accettabili. Il gameplay comunque, nonostante l'enorme mole di dati 3D che la GPU muove, non ne viene assolutamente compromesso.

Un risultato di tutto rispetto che ha una spiegazione molto chiara nelle nuove collaborazioni che Epic ha lanciato con tutta una serie di partner tecnologici che l'hanno assistita nella realizzazione del gioco: scorrendo i crediti si nota un nome di spicco per quanto riguarda il settore del 3D stereoscopico, ovvero TriOviz. Si tratta di un middleware realizzato con il preciso intento di minimizzare l'impatto delle prestazioni della modalità 3D.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry  |  digitalfoundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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