Marvel's Guardians of the Galaxy: Un gioco eccellente ma i 60fps hanno un prezzo

Abbiamo testato e confrontato le versioni PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

L'interpretazione videoludica di Marvel's Guardians of the Galaxy firmata dallo sviluppatore Eidos Montreal ci consegna uno dei videogiochi story-driven migliori di tutto il 2021, ed è anche bello vedere Square-Enix tornare con fermezza sui giochi action single player. Infatti non c'è multiplayer, non c'è online e nemmeno una modalità co-op. Ma soprattutto non c'è alcuna traccia di quel concept "gioco come servizio" che ha destato non poche polemiche con Marvel's Avenger.

Siamo solo noi al centro dell'azione, nei panni di Peter Quill, aka Star-Lord, tra mille peripezie di una storia di avventure ben scritta, capitolo dopo capitolo. Il gioco è basato sul Dawn Engine, lo stesso di Deus Ex Manking Divided, ma la domanda è: come si gioca Guardians of the Galaxy sulle console di nuova generazione?

Prima di tutto, vogliamo sottolineare che Marvel's Guardians of the Galaxy è stato una vera sorpresa, un gioco eccezionale e uno spettacolo visivo. Spesso lascia a bocca aperta, anche e soprattutto per via delle sue suggestive ambientazioni. La Zona di Quarantena, un pianeta pieno di macchinari in disuso fuso con un gel cristallino rosa, rappresenta un contesto perfetto per la prima missione dei Guardiani.

I materiali diventano splendidi con la luce di mezzogiorno, la luce filtra attraverso i pilastri di enormi discariche dense di rottami, conferendo una sensazione di un mondo ricco e una volta opulento. L'illuminazione fa un ottimo lavoro nel mettere in risalto i detriti rosa, molti dei quali sono distruttibili. Tutto attorno si fa largo uso di un approccio guidato da un sapiente stile artistico. I pianeti che visiteremo successivamente presentano ovviamente biomi differenti.

La seconda missione ci fa immergere in ambienti cupi e nuvolosi con piogge battenti, con il vento che incide sulla vegetazione con ottime simulazioni fisiche. Una battaglia contro gli elementi su un'isola ricoperta di tappeti di muschi, dove ancora una volta è la resa grafica dei materiali a fare la differenza.

L'analisi del Digital Foundry di Marvel's Guardians of the Galaxy.

Per farla breve, il gioco è buono, anzi molto buono. Ci sono solo delle leggere sbavature nella rifinitura, come dei bug che non abbiamo potuto non notare al lancio. Ci sono per esempio lag nello streaming delle texture che si notano quando si viaggia tra i pianeti. Ci sono poi dei bizzarri lampi nell'illuminazione quando la telecamera cambia inquadratura. E poi ci sono difetti nelle animazioni dei personaggi e nell'interazione con il terreno.

Se presi tutti insieme, questi piccoli bug distraggono leggermente dal pensiero di essere davanti a un gioco eccellente. Probabilmente saranno già in lavorazione delle patch che andranno a sistemare queste sbavature, ma nel momento della stesura di questo articolo non erano ancora disponibili. E speriamo che assieme a questi, vengano corrette le prestazioni incostanti delle modalità performance presenti nelle versioni Series X e PS5 del gioco.

Stando al codice di lancio, le versioni PS5 e Xbox Series X sono praticamente identiche nelle opzioni grafiche: qualità della vegetazione, effetti e ombre costituiscono tutti fattori di parità. Ed entrambe le versioni hanno modalità di rendering identiche. La modalità qualità gira a 3840x2160 sia su PS5 che Series X, con il frame-rate limitato a 30fps.

Potrebbe essere in gioco uno scaling dinamico della risoluzione, ma ogni volta che abbiamo provato a contare i pixel abbiamo sempre ottenuto una piena risoluzione 4K. E poi c'è la modalità performance, che abbassa la risoluzione a 1920x1080 e aumentando il frame-rate a 60fps. In pratica gli sviluppatori hanno ridotto la risoluzione a ¼ di 4K per raddoppiare il frame-rate.

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PS5 e Series X hanno simili problemi con la modalità performance. Nonostante la risoluzione scenda a 1080p, il frame-rate può calare notevolmente sotto l'obiettivo di 60fps.

Non c'è bisogno di dire che la differenza di qualità tra le due modalità di rendering è abissale. Potete giocare a 60fps ed è grandioso per la giocabilità e la fluidità del combattimento, ma il prezzo da pagare in termini di perdita di qualità è difficile da ignorare. Nella modalità qualità a 4K30 tutto diventa super nitido grazie a un enorme incremento di pixel a schermo, ma non solo. Infatti, abbiamo anche texture di maggiore qualità, filtraggio texture migliorato e un'occlusione ambientale più rifinita. Poligoni e LOD subiscono pure un upgrade e ne consegue che il pop-in diventa meno vistoso.

Ma non è finita qui: la distanza di rendering delle ombre aumenta e la vegetazione diviene più fitta e densa. Quindi c'è molto di più di un semplice incremento di risoluzione. Possiamo però dire che se 4K a 30fps è la modalità per cui è stato pensato il gioco in modo da godere di un feeling cinematografico, la modalità performance a 1080p60 si gioca molto meglio.

La Xbox Series S non se la cava altrettanto bene sfortunatamente. La modalità a 60fps manca, lasciandoci con un'unica modalità che gira a 1080p e 30fps che ha elementi peggiorati come densità dell'erba e LOD (quindi pop-in evidente). Nel complesso il gioco è ugualmente godibile, ma i compromessi fatti rispetto alle console più potenti sono numerosi.

Il vero problema è però che nonostante le console più potenti offrano una modalità a 60fps, queste ultime non sono perfette. E questo nonostante la riduzione di risoluzione a 1080p. Infatti, né Xbox Series X né PS5 riescono a offrire un gameplay bloccato a 60fps, con cali frequenti sui 50fps e addirittura sui 40fps in alcune scene di combattimento e altre zeppe di trasparenze alpha.

La Xbox Series X sembra avere meno cali rispetto a PS5, ma è comunque sorprendente e per certi versi inaccettabile non riuscire a offrire un gameplay bloccato a 60fps nonostante il notevole compromesso di risoluzione. La modalità qualità se la cava invece meglio nel mantenere il suo target di 30fps, ma anche lì ci sono leggerissimi cali, spesso nelle cut-scene o quando sono presenti gli altri guardiani.

Ci siamo lanciati in questo gioco senza sapere cosa aspettarci, ma dopo aver giocato per qualche ora a Guardian of the Galaxy, possiamo ipotizzare che il titolo possa ricevere diverse candidature a GOTY a fine anno. Il gioco è infatti ottimo nonostante le sbavature tecniche che abbiamo portato alla luce. Stile grafico accattivante, dialoghi ben scritti e tanto profondità nel combattimento, tutto da scoprire. Rimane la sensazione che il gioco avrebbe avuto bisogno di un po' più di tempo per la correzione dei bug (dall'audio che ogni tanto salta, ai boss che attaccano quando non dovrebbero) e la rifinitura delle performance.

Speriamo che Eidos Montreal continui a supportare il gioco migliorandolo con diverse patch, perché Guardian of the Galaxy è davvero un titolo che merita attenzione, uno dei migliori a tema supereroi tra quelli usciti negli ultimi anni.

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Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry  |  cataferal

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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