Dragon Age: Origins

L’era dei draghi sta per avere inizio. Anche su console.

Uno degli elementi fondamentali per realizzare a un capolavoro è senza dubbio la pazienza, e questo BioWare sembra saperlo bene. Al fine di rendere la loro ultima fatica "diversa" dalla massa e capace di garantire un'esperienza più profonda e coinvolgente di molti altri esponenti della categoria, il team di sviluppo di Dragon Age: Origins ha infatti dovuto affrontare diverse difficoltà: è stato necessario inventare un background storico di circa 5.000 anni per motivare gli eventi di gioco, e realizzare personaggi digitali realistici e del tutto convincenti, in grado di trasmettere ai giocatori le varie sfaccettature dell’avventura. E questi sono solo alcuni esempi di ciò che ha caratterizzato il processo di sviluppo. Insomma, è stato un lavoro duro, durissimo, ma i risultati cominciano a essere chiaramente visibili sin da ora.

Dopo aver mostrato solo brevi sequenze raffiguranti combattimenti caotici e violenti, BioWare ha finalmente deciso di concederci la possibilità di osservare il prodotto in maniera più approfondita, in modo da permetterci di valutarne le effettive potenzialità, dopo il primo splendido conttatto avvenuto all'E3 di Los Angeles. Con l'avvicinarsi della release, gli sviluppatori hanno però voluto sottolineare che Dragon Age: Origins non sarà incentrato sull'eliminazione di qualche nano mediante appariscenti incantesimi, sui servigi sessuali di qualche sensuale cantastorie, né tantomeno solo sui draghi. Sarà un gioco basato sulle scelte, scelte ricche di significato che influenzeranno, in maniera tutt’altro che marginale, lo svolgersi degli eventi e, più generalmente, l’intera avventura.

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Durante qualsiasi combattimento vedrete scorrere molto, moltissimo sangue.

Si tratta di un obiettivo ambizioso che in molti, prima di BioWare, hanno cercato di raggiungere non sempre con i risultati sperati. Siamo fiduciosi e questo anche alla luce degli sforzi fatti dagli sviluppatori per mostrare i frutti del loro lavoro: il team ha infatti messo in piedi una postazione a dir poco elaborata: per evidenziarele conseguenze di ogni azione e i risultati delle scelte operate nel corso dell’avventura nella maniera migliore, sono stati infatti preparati due schermi HD, connessi ad altrettanti PC, dove due party, adottando un approccio molto diverso l’uno dall’altro, hanno affrontato le medesima situazioni di gioco. Geniale!

Ci sono voluto un sacco di cavi, ma ne è senz'altro valsa la pena. Il tutto ha avuto inizio in maniera molto semplice: per prima cosa i due gruppi (il primo capeggiato da una maga e il secondo da un potente guerriero) si sono trovati a dover fare i conti con una guardia posta in difesa di un fiume, intenzionata a fermare qualsiasi intrusione non autorizzata. Una situazione tipica per un RPG...in fondo quand'è stata l'ultima volta che qualcuno vi ha fatto attraversare un fiume senza fare storie?

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Riguardo l'autore

Davide Persiani

Davide Persiani

Redattore

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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