Final Fantasy XIV Online Endwalker Recensione: La consacrazione

La fine di un viaggio solo l'inizio di una nuova avventura.

Dopo il disastroso lancio nel 2012 della prima edizione di Final Fantasy XIV Online e la sua quasi miracolosa ripresa dell'anno successivo con la versione 2.0, chiamata A Realm Reborn, ecco finalmente arrivare l'espansione Endwalker, che conclude, quasi nove anni dopo la sua originale pubblicazione, il lungo cammino del Warrior of Light.

A dire il vero non mancheranno ulteriori aggiornamenti nel corso delle prossime settimane e gli sviluppatori hanno già confermato che la chiusura di questo mastodontico arco narrativo non va inteso come un abbandono del progetto da parte del team, tutt'altro: è già annunciato il supporto al titolo nel corso dei prossimi anni, a maggior ragione dopo l'incredibile boom di giocatori che ha visto i server di Final Fantasy XIV Online raggiungere il limite critico di capacità e che, in concomitanza con l'attuale crisi di semiconduttori, ha reso impossibile per Square Enix un upgrade strutturale in grado di ovviare alla saturazione hardware.

Il lancio di Final Fantasy XIV Online: Endwalker non è stato dei più semplici, con code al login di decine di migliaia di giocatori, impossibilitati ad accedere e costretti ad attese di numerose ore, anche a distanza di settimane dall'uscita. Nel tentativo di ridurre i danni e limitare il malcontento, gli sviluppatori hanno persino sospeso le vendite del software e offerto ben tre settimane di accesso gratuito agli utenti attivi: ricordiamo infatti che, per giocare l'ultima espansione del titolo, è necessario pagare un abbonamento.

Dopo quasi dieci anni in compagnia di Final Fantasy XIV Online, non possiamo che evidenziare un limite che si è fatto via via sempre più ingombrante ma che, con il rilascio di Endwalker, è diventato opprimente: la presenza di un protagonista incapace di emettere il benché minimo suono, ha - quasi - rovinato scene molto toccanti della trama principale.

Il Warrior of Light era e rimane vittima di mutismo cronico e di una pool davvero limitata di animazioni, che spesso e volentieri non rendono giustizia a una storia all'interno del quale il nostro alter ego è ormai più un personaggio vero e proprio, che un semplice avatar, con veri e propri dialoghi a scelta multipla, durante i quali si limiterà ad aprire e chiudere la bocca come un pesce rosso. Complice della situazione è anche l'engine di gioco, un Luminous Engine che ha ormai fatto il suo tempo e che lo stesso director Yoshida vorrebbe veder aggiornato nei prossimi anni.

A differenza di quanto accaduto con Shadowbringers, gli eventi di Final Fantasy XIV Online: Endwalker prendono piede gradualmente; in tutta onestà abbiamo percepito una certa pesantezza nel corso del primo terzo della missione principale, pur non mancando momenti memorabili, scene toccanti e nuovi, interessanti personaggi con cui interagire.

Pur evitando spoiler, non possiamo non evidenziare anche le nostre perplessità nello strada scelta per Zenos, l'affascinante antagonista principale di Stormblood, che a seguito della sua sconfitta ha imboccato un percorso a nostro avviso un po' troppo stereotipato e deumanizzante, degenerato in una sua vera e propria ossessione nei confronti del Warrior of Light, nel quale vede la propria nemesi e il suo "primo amico".

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Quanto vissuto nella precente espansione, avrà ripercussioni cruciali nel corso di Endwalker.

Il confronto tra i due, forte di un incalzante crescendo emotivo dovuto agli ultimi passi da percorrere prima della fine dell'avventura, non riesce però a scollarsi la patina della tipica battaglia shonen tanto cara alla cultura nipponica, che in questo modo rende le (potenzialmente interessanti) interazioni con lo storico avversario alla stregua di una pallida ombra, rispetto a quanto visto e vissuto negli ultimi istanti di personalità come Emet-Selch, Elidibus e Mitron... e la presenza di un acuto tocco di metanarrativa, seppur affascinante, non è bastato a farci cambiare idea al riguardo.

Anche per quanto riguarda il teatrale Fandaniel, non siamo riusciti a trovare alcuna chimica nella sua "alleanza" con Zenos, mentre abbiamo apprezzato il lavoro di connessione, fatto dagli sceneggiatori di Endwalker, per contestualizzare il personaggio negli eventi passati e giustificare le sue azioni presenti.

Non ci dilungheremo ulteriormente nella discussione dei successivi sviluppi della storia: la direzione presa dagli eventi potrebbe in effetti spiazzare anche i più attenti, per via dell'improvviso inserimento di personaggi, poteri e regole mai visti o a malapena accennati, ma la struttura nel suo complesso regge, senza inciampare in deus ex machina e accompagnando il giocatore verso una graduale, ma inesorabile commozione.

Al momento non è disponibile, né è pianificata una localizzazione italiana: una scelta comprensibile, vista la mole titanica di testi, menu e dialoghi che andrebbero presi in considerazione, ma che non rende meno amara la pillola per i videogiocatori nostrani e meno avvezzi alla lingua inglese, ai quali purtroppo l'esperienza di Final Fantasy XIV Online: Endwalker rimarrà ancora preclusa.

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Nel tentativo di mostrare gli apocalittici Final Days, saranno molti gli scenari di desolante devastazione che ci si pareranno davanti.

Tra le numerosissime novità della versione 6.0 di Final Fantasy XIV Online, troviamo: il nuovo level cap, spostato dal livello 80 al 90; la possibilità di creare personaggi maschi di razza Viera, che fino a quel momento era stata limitata ad avatar femminili; la rimozione dello slot di equipaggiamento delle cinture, con conseguente modifica delle statistiche delle rimanenti protezioni; un generale ribilanciamento di tutti i Job presenti nel gioco, dovuto a numerose nuove meccaniche e abilità introdotte, sia per i combattenti, che per quelli dedicati a gathering e crafting di risorse. Infine, ovviamente, abbiamo l'introduzione di svariate mappe, città, dungeon e Trial relativi all'espansione Endwalker, oltre a due nuovi Job: Reaper e Sage, rispettivamente DPS e Healer.

Le nuove aree offrono un bellissimo colpo d'occhio e varietà estetica; dopo anni dall'uscita di Heavensward e l'introduzione della meccanica del volo, tuttavia, abbiamo percepito sempre più anacronistico il sistema di ricerca delle aether current, anche a cause delle mappe sempre più ampie, in quanto non più vincolate ai limiti tecnici della versione PlayStation 3 del gioco. Speriamo quindi, in futuro, di veder implementate nuove meccaniche per l'esplorazione della world map.

Come prevedibile dinanzi alle sfide di una quarta espansione, Endwalker propone fin da subito dungeon e Trials con numerose meccaniche da tenere a mente; la difficoltà aumenta esponenzialmente nel caso dei Trial di livello Extreme, sfide opzionali non legate alle missioni di trama, che aggiungono ulteriore complessità alle battaglie. Per affrontare queste ultime sfide, è indispensabile conoscere a menadito le fasi del combattimento e le abilità del proprio Job, oltre a possedere una buona coordinazione con gli altri membri del party.

Per questa (e mille altre ragioni) sconsigliamo vivamente ai nuovi giocatori di effettuare lo skip a pagamento delle missioni di trama o il level up automatico dei Job: così facendo, oltre a perdere l'occasione di vivere al meglio una, se non la migliore narrazione concepita in casa Square Enix negli ultimi quindici anni, risulterà davvero difficile l'apprendimento delle meccaniche dedicate al Job selezionato, col rischio di rovinare l'esperienza di gioco a se stessi e agli altri.

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Come già accaduto in passato, in alcune situazioni dovremo impersonare figure diverse dal Warrior of Light.

I due nuovi Job, al netto di un nostro test non eccessivamente tecnico, si sono rivelati molto divertenti e "freschi" da usare; il Reaper, in particolare, offre anche interessanti spunti per la sua contestualizzazione all'interno della decadente Garlemald; a tutti i giocatori appassionati al folklore di Final Fantasy XIV, quindi, non possiamo che consigliare di provare questi nuovi stili di combattimento e scoprirne ogni segreto.

Al netto delle nostre prime decine di ore trascorse in compagnia di Endwalker, riteniamo che la nuova espansione di Final Fantasy XIV Online non sia riuscita a strappare la medaglia d'oro a Shadowbringers: nonostante il forte impatto emotivo suscitato dalla chiusura della storia, ormai praticamente decennale, del conflitto tra Zodiark e Hydaelyn, riteniamo la trama della precedente espansione più matura e interessante, oltre che più bilanciata nel suo ritmo di esposizione.

Tuttavia, non possiamo nemmeno ignorare le difficoltà affrontate dal team di sviluppo, che si è trovato costretto a lavorare in condizioni estreme, durante un periodo di crisi sanitaria e tecnologica che passerà alla storia, con lo stesso Naoki Yoshida impegnato contemporaneamente nel ruolo di Producer dell'attesissimo Final Fantasy XVI.

Se quindi l'aspetto puramente narrativo del titolo, pur mantenendosi su un altissimo livello, non è forse riuscito a fare quell'ulteriore, piccolo passo in avanti, il risultato finale ci pone in ogni caso una produzione eccezionale, sia fra i titoli della stessa Square Enix, che per il parco titoli di genere offerto dall'industria.

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Final Fantasy XIV Online: Endwalker mostrerà un nuovo lato del Garlean Empire.

A tutto questo, vanno anche affiancati i piccoli, ma numerosi progressi del titolo nell'offrire ai giocatori una quality of life migliore e un'esperienza videoludica sempre più ampia e diversificata: è pressocché impossibile non trovare un Job che rientri nei propri gusti e, tra la missione principale e le attività opzionali casual e hardcore, Final Fantasy XIV Online: Endwalker si consacra come un'eccezionale e probabilmente migliore esperienza di MMORPG tradizionale al momento presente sul mercato videoludico contemporaneo.

9 /10

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Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla darle da mangiare, ma l'effetto solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civilt eternauta.

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