God of War Recensione: Kratos finalmente su PC

Kratos arriva anche su PC…ed nuovamente un capolavoro.

Tre anni. Ci sono voluti tre lunghissimi anni di attesa per permettere agli utenti PC di sperimentare un gioco che ha segnato la storia recente dell'intrattenimento videoludico. Una lista quasi infinita di premi, menzioni d'onore e titoli altisonanti sui media del settore. Un titolo che ha scritto il manuale su come i giochi dovrebbero essere realizzati. Un'opera d'arte da accostare alla venere del Botticelli e alla Cappella Sistina di Michelangelo, che ora risplende di nuova bellezza usando gli hardware più potenti a disposizione.

God of War si unisce finalmente alla famiglia di esclusive Playstation portate sugli schermi dei nostri PC, seguendo le orme di Death Stranding, Horizon Zero Dawn e Days Gone. Ma questo porting ha un sapore diverso. Un frutto proibito che finalmente viene messo a disposizione di una vasta folla di giocatori, che per vari motivi, non ha potuto sperimentare questo capolavoro nella sua forma originale. Una conversione questa sicuramente agevolata dalle nuove schede grafiche NVidia rilasciate nel 2020, che hanno permesso a svariati studios di spingere i confini del realismo grafico e delle performance.

God of War ci mette nei panni di Kratos, guerriero spartano divenuto dio della guerra dopo aver ucciso Ares, in una missione personale per estirpare il pantheon ellenico dalla sua reggia dorata. Tanti anni sono passati da quelle vicende. L'architettura greca e le colline ricche di ulivi hanno ceduto il passo ad un ambiente più ostile, l'antica scandinavia con i suoi boschi innevati, creature pericolose e uno stile di vita completamente diverso.

Incontriamo Kratos nel suo momento forse più basso, mentre si appresta a dire addio per l'ultima volta a Faye, compagna e madre di suo figlio Atreus, un bambino costretto dagli eventi e dal mondo circostante, a diventare non solo adulto, ma guerriero e cacciatore. Un bambino che per Kratos sarà sempre il ricordo più vivo dell'amore per la sua compagna, ma anche la memoria più dolorosa, per un uomo, un semidio, costretto dal fato e dagli eventi a diventare padre.

È una relazione tra padre e figlio sempre vicina al punto di rottura, col primo che si aspetta tanto forse troppo, e il secondo che vuole essere adulto. Una malinconia e tristezza che appare visibile negli occhi adulti di Kratos come un'ombra, e un fuoco di rivalsa in quelli del giovane Atreus, alla ricerca disperata di approvazione dal padre, ma che non riescono a nascondere disperazione per la perdita della propria madre.

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Una cascata, i riflessi del sole che illuminano il nostro cammino. Giochi d'ombre mozzafiato.

Senza svelare troppo della trama, specialmente per la nuova utenza PC che si appresta ad impugnare la nuova ascia norrena di Kratos, le avventure del dio della guerra ci portano ad esplorare i nove regni della mitologia asgardiana. I nostri viaggi sono contraddistinti da quest principali e da una serie di compiti secondari per sbloccare nuove aree, tesori ed upgrade per il nostro equipaggiamento.

Il gioco inoltre ci permette di esplorare questo mondo ignoto ed ostile liberamente, spingendoci ad avventurarci in zone della mappa che possono nascondere meccanismi da attivare, mini dungeon da esplorare o semplicemente viste mozzafiato da catturare con uno screenshot.

In God of War controlliamo Kratos, con una telecamera in terza persona che ci offre un campo visivo notevole e che ci permette di ammirare le animazioni del dio della guerra, in tutta la loro dinamicità e potenza, specialmente durante le fasi concitate di combattimento, che risulta essere fluido e senza difetti di sorta.

Atreus non è solo un accessorio della trama ma parte integrante del gameplay: grazie al suo aiuto possiamo attivare meccanismi irraggiungibili da Kratos, e può fornire supporto in combattimento grazie alla sua destrezza con l'arco, regalo della madre. Un dinamico duo che comunque corre sempre sul confine molto sottile di amore-risentimento, con Kratos spesso a frenare l'irruenza senza controllo del figlio.

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Strutture vichinghe abbandonate e coperte da ghiacci perenni, che nascondono tesori e minacce antiche. In lontananza, Atreus, con la curiosità che lo contraddistingue.

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico di questo porting, siamo di fronte a qualcosa di incredibile. Abbiamo provato God of War su un computer ad alte prestazioni (Nvidia 3080, dettagli settati ad ultra) e dal punto di vista grafico il titolo di Santa Monica Studio fa pieno utilizzo delle schede grafiche di ultima generazione, spingendo l'engine ad una risoluzione 4k pura (su device supportati) con frame rate sbloccati e ovviamente la possibilità di modificare i settaggi sull'asse qualità/performance, adattandosi pertanto ad ogni sistema.

Ombre e riflessi inoltre risultano potenziati enormemente grazie alle nuove opzioni, con giochi di luce davvero incredibili. Il nuovo DLSS di NVidia inoltre riesce ad incrementare il frame rate per generare immagini che sono quasi fotorealistiche ed estremamente pulite. Una tecnologia questa che è diventata uno standard per i giochi usciti negli ultimi due anni. Nei rari momenti di tranquillità tra un massacro e l'altro, si rimane incantati dagli scenari, dai dettagli di ogni singolo elemento sullo schermo, che grazie alla modalità fotografica possiamo immortalare. Una gioia incredibile per gli occhi.

Per quanto riguarda i controlli, in aggiunta al supporto completo per i dispositivi wireless Dualshock4 e Dualsense, abbiamo la possibilità di usare mouse e tastiera. Ed è qui che per molti utenti PC si decide se un gioco sia degno di essere giocato oppure no. Ci sono titoli che si adattano malissimo a questo settaggio, con controlli confusi, poco responsivi, e in generale contro intuitivi, costringendo l'utente ad una riconfigurazione completa dei tasti, nella speranza di trovare un buon compromesso.

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La tristezza e lo sconforto di Kratos. Nelle sue mani ciò che rimane delle spoglie terrene di Faye. Un realismo incredibile nell'espressione malinconica del dio della guerra.

Spesso questa frustrazione finisce con un utilizzo forzato del pad (talvolta preceduto da un acquisto) e con il gioco abbandonato precocemente una volta di fronte alla curva di apprendimento per un controller mai usato. La combinazione mouse/tastiera regna sovrana su PC, e sebbene l'utilizzo di gamepad per giochi specifici esista (Rocket League e giochi sportivi in generale), l'utente medio si affida a questa configurazione per la maggior parte dei titoli giocati.

God of War è semplicemente perfetto anche sotto questo punto di vista. I settaggi default per i vari tasti sono intuitivi, mai confusi, e permettono a ogni utente di buttarsi nella mischia senza dover spendere ore morendo per mancanza di pratica.

I tasti W A S D come di consueto controllano il movimento, Q attiva la parata, E il tasto interazione, R per richiamare la nostra ascia, F per attivare Atreus, Spazio per le schivate e CTRL di sinistra per mirare. Tutto è molto concentrato e di facile utilizzo, il mouse si occupa della telecamera e dei due tipi di attacchi, con il tasto centrale usato per il target lock o per attivare le mosse finali contro i nemici.

God of War è il gioco che ogni utente PC aspettava. L'unico forse in grado di far dimenticare le centinaia di ore passate su The Witcher 3. A farci mettere da parte Assassin's Creed Odissey e Valhalla. L'unico a farci capire quanto il confine tra gioco ed opera d'arte sia così sottile da essere pressoché invisibile.

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Uno scorcio dal reame di Alfheim. Un cielo stellato, una colonna di luce, e una battaglia millenaria di cui noi siamo spettatori. Cosa si cela all'orizzonte?

Il titolo di Santa Monica Studio è un capolavoro di gameplay, storytelling e una gioia per gli occhi: lo era 3 anni fa, e lo è tuttora. Il porting effettuato è semplicemente perfetto, con transizioni fluide tra cinematiche e gameplay. Controlli assolutamente perfetti, combattimento dinamico che dà una soddisfazione infinita e una colonna sonora sempre azzeccata e perfetta sotto ogni punto di vista.

Benvenuto Kratos nel mondo delle tastiere meccaniche, dei mouse con mille tasti. Benvenuto nel mondo dei case trasparenti e delle strisce RGB. Benvenuto, dio della guerra, nel mondo PC: possa tu combattere e regnare anche qui, per anni a venire.

10 /10

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Riguardo l'autore

Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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