La vita dopo Heavy Rain

David Cage su recensioni, piani futuri, fango e altro...

A seguito dell’uscita dell’attesissimo Heavy Rain e immediatamente a ridosso dell’apparizione del suo primo DLC “Taxidermist” sul PlayStation Store, abbiamo deciso di proporvi un’intervista del nostro collega Oli Welsh con lo scrittore e direttore David Cage. L'appassionato “auteur” francese ci ha accolti nella sua rifinitissima stanza d'hotel all'centro di Londra dove, circondati da libri rilegati in pelle, abbiamo discusso delle impressioni suscitate dal suo gioco e delle sfide future.

Eurogamer: Le prime recensioni su Heavy Rain sono arrivate, cosa pensi della reazione della critica nei confronti del gioco?

David Cage: Penso che siano state decisamente positive, sono molto contento delle cose che ho letto fino ad ora. Mi aspettavo reazioni e giudizi contrastanti e con un rapporto diverso da quello attuale, qualcosa come un 50% che considerava il titolo ottimo e l’altra metà che si chiedeva “perché l’eroe non è armato?”. La reazione avuta nella realtà è stata una vera sorpresa, totalmente diversa da quello che pensavo; se dovessi stimare una percentuale di consenso, direi che il 90% lo ha trovato un ottimo titolo, come indicano anche i vari punteggi ottenuti che oscillano fra 9 e 10, di cui sono estremamente soddisfatto.

Inoltre recensire Heavy Rain credo abbia permesso ai giornalisti di tirar fuori il meglio di sé come recensori e scrittori...

Eurogamer: Beh, per noi è stato bello avere un argomento diverso dal solito con cui confrontarci.

David Cage: Esattamente. Solitamente le recensioni di sparatutto in prima persona si concentrano sulla qualità grafica, il numero di nemici o la quantità di livelli e via discorrendo. Con Heavy Rain i giornalisti hanno dovuto analizzare approfonditamente il mezzo e prendere una posizione in merito. Sentire le varie opinioni sul gioco penso sia molto interessante.

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Eurogamer: Quale è stata la critica che ti è piaciuta di più sino ad ora?

David Cage: Onestamente ce ne sono molte che ho trovato interessanti. Mi è piaciuta moltissimo l’anteprima di Eurogamer UK scritta da Tom Bramwell, per me è stato sorprendente vederlo trarre considerazioni sulla sua vita reale tramite il gioco. Ho pensato che fosse una cosa unica, diversa.

Voglio dire, quanti giochi ti portano a fare considerazioni sulle tue esperienze personali? Molto pochi. Ho pensato che la recensione di Tom dimostrasse come il gioco sia in grado di “risuonare” nel cuore della gente.

Anche quella di Official PlayStation Magazine negli Stati Uniti mi è piaciuta moltissimo; hanno scritto una recensione fantastica dando al gioco un 5 su 5 senza toccare mai l’argomento grafica, animazioni o quant’altro, e parlando solo delle loro “impressioni” di gioco. Era esattamente quello che volevo sentire. Lasciamo da parte la tecnologia, non importa a nessuno. Quello che è veramente importante è ciò che il gioco crea emozionalmente.

Eurogamer: qualche scena in Heavy Rain di cui sei particolarmente fiero?

David Cage: In effetti c’è una scena che mi piace moltissimo ed è intitolata “Padre e Figlio”. L’ha menzionata anche Tom nella sua anteprima. Penso la si possa considerare una scena completamente fuori dai canoni video ludici. Non succede niente di spettacolare, non uccidiamo nessuno e non facciamo praticamente nulla se non affrontare una situazione estremamente tragica.

Credo si percepisca chiaramente la gravità del momento, L'incapacità di un padre di aver un dialogo con un figlio chiuso in se stesso. E allora non giochiamo recitando la parte del buono o del cattivo, siamo solo un genitore che cerca di riconquistare l'amicizia perduta del figlio, che prova a creare qualcosa con lui, o semplicemente un uomo e un padre che porta con sé una grave colpa e che a causa di questa non riesce più ad aprirsi.

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Eurogamer: Ci sono diversi aspetti di quel momento, di quella scena, che mi hanno sorpreso. Da una parte c'è l'estrema tristezza che emana da quella particolare situazione ed è una cosa a cui non sono abituato in un gioco, mentre dall'altra c'è il fatto che compare decisamente presto nello svolgersi della storia. Inoltre la trama del gioco inizia ad animarsi lentamente proprio attraverso delle scene domestiche come quella. È stata una scelta voluta?

David Cage: Sì, è stata una scelta precisa. So che può apparire inusuale, quelle pochissime recensioni negative che abbiamo avuto hanno preso spunto proprio da quelle scene dicendo cose come “oh, io non voglio bere succo d'arancia in un videogioco”. Non credo che Heavy Rain sia esattamente incentrato sul “bere aranciate”, allo stesso tempo però è interessante vedere cosa queste persone hanno ricordato di più della loro esperienza di gioco.

È stata una scommessa, sicuramente sarebbe stato più facile iniziare con una scena spettacolare fatta di esplosioni e cose simili...

Eurogamer: Non credi che agendo in quel modo avresti conquistato più facilmente il cuore degli scettici?

David Cage: È vero, è vero. Non è stata una scelta facile e onestamente è stata anche molto discussa sia con la Quantic Dream che con Sony. proprio perché ci immaginavamo che qualcuno potesse dire “questo gioco non mi interessa, è troppo lento.” Ma il messaggio che volevamo dare era di prendersi tempo con Heavy Rain, anche se solitamente siamo abituati a premere bottoni come pazzi e ad agire il più velocemente possibile. Posso assicurarvi che chi investe tempo in questo gioco verrà premiato con un'esperienza veramente emozionante.

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