La giornata è stata di quelle importanti e ha marcato la fine di un'era per Sony Computer Entertainment Europe, dopo che il presidente David Reeves se n'è andato. Non è "stato pensionato", ma ufficialmente ha lasciato la compagnia. Nel corso degli anni Eurogamer ha parlato con il buon David un'infinità di volte (l'ultima delle quali qui), ma non avevamo alcuna intenzione di lasciarlo cavalcare solitario nel tramonto senza che ci concedesse un ultimo saluto.

In questa ultima intervista, gli abbiamo chiesto cosa combina un presidente nel suo ultimo giorno di lavoro, quali sono i ricordi dei suoi primi anni con PlayStation e quali sono i suoi titoli preferiti, un paio dei quali vi piaceranno sicuramente. Arrivederci David, e buona fortuna.

Eurogamer: Siamo felici del fatto che questa intervista avvenga così vicino al momento dell'addio in modo che ti si possa domandare cosa fa il presidente di Sony Computer Entertainment Europe durante il suo ultimo giorno in carica

David Reeves: Ah! Sto spedendo email a tutti per ringraziare del supporto che mi hanno dato e per dire loro che possono ancora contattarmi, se ne hanno necessità, in caso dovessero aver bisogno di cambiare una gomma o cose di questo tipo... ho anche altri tre progetti importantissimi da portare a termine nella giornata di oggi: pulire la scrivania e l'armadio, per prima cosa, fare una bella bevuta tutti insieme e ultimare il passaggio di consegne al nuovo presidente Andrew House, cosa che ho cominciato la settimana scorsa.

Eurogamer: E domani? E il giorno dopo? Ti rimetterai sul mercato questa è davvero una decisione definitiva e un pensionamento a tutti gli effetti?

David Reeves: Non ho altri lavori al momento. L'unico che mi è stato offerto è stato dalla locale compagnia dei taxi perchè l'attuale presidente sostiene che sono stato talmente tante volte sulle sue macchine da averla sostanzialmente comprata. E ho anche sempre svelato ai suoi autisti una certa quantità di scorciatoie, per cui lui ritiene che io sia perfetto o come tassista o come controllore del traffico. Sembra strano ma è tutto vero, potete scriverlo tranquillamente!

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MMORPG! Crackdown! Suona qualche campanello? Beh, ora che è in pensione può darsi da fare con i titoli che si è certamente perso.

Per domani, invece, devo aiutare mia figlia con lo studio in vista del suo GCSE (una sorta di mini master inglese per studenti particolarmente dotati compresi tra i 15 e i 16 anni). Le darò una mano a ripassare matematica, fisica e chimica. Anche questo è verissimo

Eurogamer: In chimica ce la cavavamo qui ma in matematica e fisica facevamo schifo, forse è per questo che facciamo i critici.

David Reeves: Io non sono molto bravo a scrivere, ecco perchè non faccio il giornalista.

Eurogamer: Ti hanno fatto un bel regalo per il pensionamento? Ruberai qualcosa dall'ufficio?

David Reeves: Mi sono portato via la chiocciolina dello scotch, ma credo che fosse mia e che l'ho portata dall'ufficio dove lavoravo prima, ma non prenderò altro. Ci saluteremo durante una festa verso la fine di maggio, ma lo faremo fuori dall'azienda, quindi non penso che nessuno mi regalerà qualcosa. Piuttosto è probabile che sia sia io a regalare qualcosa a loro.

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Per tutte le cose belle su Dreamcast che amiamo ancora, David ...

Eurogamer: Siamo più che certi che metteranno insieme qualcosa. Facendo un salto indietro nel tempo: ti ricordi di quando hai visto la prima PlayStation la prima volta e cosa hai pensato all'epoca?

David Reeves: Certo. L'ho vista nel luglio del 1995 e mi ha letteralmente sconvolto. Ero il Managing Director della compagnia in Germania e ho visto il prototipo: squadrato e grigio. Era solo chassis, una scatola completamente vuota. E' stata la prima PS europea che abbia mai visto, ma naturalmente sul mercato giapponese era già stata lanciata. Quando sono andato negli uffici giapponesi per un colloquio nel febbraio del 1995, non mi fecero vedere la macchina ma una serie di spot pubblicitari, quindi è proprio a luglio che vidi la mia prima PlayStation in Germania.

Eurogamer: La gente diceva che non avrebbe funzionato, per esempio per la faccenda del supporto su disco. Ovviamente ha funzionato. Quale credi sia stato l'elemento chiave del successo di PlayStation che l'ha portata ad essere numero uno in Europa e nel mondo?

David Reeves: Penso che il lavoro di base fatto tra la fine del '93 e il '94 convinse le terze parti giapponesi, americane e persino alcune europee a realizzare buoni giochi. Per esempio Toshinden e Formula 1 di Psygnosis, WipEout, Kileak The Blood o Tekken erano killer application assolute. Credo che quando il pubblico ha capito che quei titoli sarebbero usciti su PlayStation, si sia generato un grosso "spostamento di interessi". Per lo meno questo è quanto accaduto in Germania.

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Stefano Vanini

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