Marvel's Wolverine? X-Men Origins: Wolverine è il sanguinolento ed entusiasmante precursore senza censure

Wolverine ha bisogno di un adrenalinico gioco Rated R ma non solo...

Un nuovo videogioco di Wolverine? Realizzato da Insomniac Games, attenti e minuziosi creatori di Spider-Man e Miles Morales? Consideratemi molto interessato anche dopo quel brevissimo trailer in cui tutto quello che si vede dello scontroso mutante Marvel sono la sua camicia da boscaiolo, un cappello da cowboy a dir poco vissuto e l'inconfondibile suono delle lame d'adamantio che spuntano dalle nocche insanguinate. Questo inaspettato ritorno dell'irsuto mutante in un vero e proprio gioco PS5 e non solo in una skin di Fortnite richiama alla memoria il periodo in cui Wolverine era una presenza fissa. O per metterla in altri termini, quando Logan entrò nel mondo dei videogiochi ebbe una run positiva.

Oltre ad arricchire il cast di mutanti di una dozzina di giochi dedicati agli X-Men, la grande popolarità di Wolverine come personaggio dei fumetti gli permise di avere titoli da protagonista assoluto. Per quanto difficilmente considerabili classici imperdibili, alcuni avevano le proprie peculiarità molto godibili (vale la pena cercare la cupa colonna sonora SNES di Wolverine: Adamantium Rage del 1994). È improbabile che Insomniac, uno studio che quando si tratta di creare AAA incentrati sui supereroi Marvel può probabilmente fregiarsi di essere il meglio su piazza, scandagli il catalogo di giochi del Game Boy Color dedicati a Logan ma forse riesaminare l'ultimo gioco importante di Wolverine potrebbe regalare qualche suggerimento.

Stiamo parlando del tie-in del film X-Men Origins: Wolverine uscito nel 2009, un progetto che era sufficientemente ufficiale da sfoggiare la presenza muscolosa di Hugh Jackman insieme alla sua voce grave perfezionata da quasi un decennio nel ruolo. ("Avevo appena iniziato a divertirmi", ruggisce a un certo punto dopo aver eviscerato diversi, sfortunati scagnozzi). Tuttavia c'era la forte sensazione che Raven Software, completamente immersi nel lore dei fumetti mentre creavano i franchise action-RPG X-Men: Legends e Marvel: Ultimate Alliance negli anni 2000, volessero lasciare il proprio segno. (Tutto questo accadeva appena prima dell'uscita di Call of Duty: Black Ops sviluppato da Raven e prima che lo studio venisse risucchiato nella inarrestabile rotazione pensata per pubblicare costantemente nuovi Call of Duty).

La fine degli anni 2000 era un periodo in cui il successo di God of War aveva trasformato la violenza selvaggia in qualcosa di accettabile preparando il terreno per un gioco di Wolverine che potesse appoggiarsi sul lato più animale del personaggio. Quindi la "Uncaged Edition" di X-Men Origins: Wolverine per PC, PS3 e Xbox 360 proponeva sangue e budella a iosa oltre a una macabra rappresentazione in tempo reale del potere rigenerativo del mutante. Dopo essere stato visibilmente ferito dai tagli dei machete e dai colpi dei fucili a pompa, le lacerazioni, gli squarci e i buchi dei proiettili sul torso insanguinato di Logan avrebbero iniziato, durante una pausa dal combattimento, a rimarginarsi miracolosamente come la migliore delle barre della salute ricaricabili. (I giocatori che comprarono la versione standard per PS2, PSP e Wii non ebbero questo livello di dettagli).

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Per quanto si trattasse di una rappresentazione di Wolverine ottimizzata per subire parecchio dolore, era sicuramente altrettanto brava ad infliggerlo. I fendenti con le lame e l'attacco rotante in stile Marvel Vs Capcom erano solo l'inizio. C'erano prese letali e proiezioni a terra senza alcuna pietà oltre a una serie di mosse speciali potenziate dal button-mashing. Tutti i poveri nemici base uccisi tra soldati, agenti e guardie di sicurezza si lasciavano alle spalle dei globi rossi pronti a caricare il prossimo attacco berserker. Se Batman: Arkham Asylum, pubblicato lo stesso anno, spingeva il giocatore a concatenare combo di colpi, schivate e contrattacchi perfettamente precisi, Wolverine era qualcosa similarmente brutale ma molto più scanzonato e selvaggio.

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Quello che spiccava sul serio era la meccanica dell'affondo, una meccanica che ci permetteva di puntare un nemico preciso e catapultarci direttamente verso di esso quasi come un frenetico missile guidato. Quest'abilità capace di eliminare immediatamente le distanze con un nemico armato rendeva il combattimento sorprendentemente tattico e in parte celebrale anche quando accompagnato dagli urli di battaglia e dai grugniti di Jackman. Il risultato era l'eccitante sensazione di vedere Wolverine senza limiti dato che a livello di cronologia tutto avveniva prima che entrasse nei molto meno assetati di sangue X-Men. Questo concetto diventò perfino centrale nel marketing: "l'esperienza Wolverine autentica, implacabile e senza compromessi".

Rivisto dopo oltre dieci anni sembra effettivamente un po' troppo crudo e violento, soprattutto se consideriamo il fatto che Jackman in realtà è un grosso orsacchiotto dal grande cuore. Il presumibilmente requisito contrattuale che stava dietro alla necessità di mostrare alcune delle parti e dei nemici meno riusciti del film non ha aiutato. C'erano i doverosi duelli con il fratellone cattivo Sabretooth, con la montagna umana Fred "The Blob" Dukes e con l'acrobatico Gambit ma Raven sembrava più interessata a sviluppare la storia nelle proprie personalissime direzioni.

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Una breve missione segreta in Angola del film viene ampliata in un'avventura nella giungla con statue dotate di più braccia e giganteschi leviatani di pietra oltre a mercenari ed elicotteri. Dopo una lunga fuga dagli stabilimenti di Weapon X in cui Wolverine ottiene il suo potenziamento di adamantio, Raven lo spedisce in un'altra missione secondaria in cui infiltrarsi in una base segreta in una montagna in cui un insopportabile pallone gonfiato anti-mutante sta costruendo degli androidi per dare la caccia ai mutanti. Il successivo scontro in più fasi con una gigantesca Sentinella, una sequenza adrenalinica che include anche un pizzico di skydiving senza paracadute, dà l'impressione di essere l'emblema di ciò che Raven avrebbe potuto fare se non avesse dovuto riportare il tutto a un confronto finale con l'orribile versione di Deadpool vista nel film.

Insomniac certamente avrà la libertà di pescare da quasi 50 anni di storie di Wolverine tra fumetti e altri media. Questo è un personaggio canonicamente vecchio 150 anni che ha vissuto molte vite sotto diversi nomi in giro per il mondo. Ogni videogioco su Wolverine dovrebbe sfruttare a pieno questa tela vuota prima di decidere di decorare il tutto con sangue e viscere. Forse è questa la lezione da imparare dalla Uncaged Edition. Per quanto ci sia indubbiamente del piacere ferale nel giocare con un Wolverine che è permanentemente privo di freni alla propria rabbia, è improbabile sostenere un intero videogioco in questo modo. Da questo punto di vista l'inclusione da parte di Insomniac di quell'affascinante cappello da cowboy sembra un inizio promettente.

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