Elden Ring non avrà anelli e il creatore Hidetaka Miyazaki ci spiega perché

Il presidente di FromSoftware parla anche della varietà di Elden Ring e del perché non lo giocherà.

Elden Ring è a meno di due mesi di distanza dalla data di uscita del 25 febbraio 2022. Come parte della campagna pubblicitaria, il creatore e presidente di FromSoftware, Hidetaka Miyazaki, è stato intervistato dalla rivista EDGE (numero 367). Miyazaki-san ha risposto a diverse domande, incluso il motivo per cui non ci saranno anelli che i giocatori potranno effettivamente indossare in Elden Ring.

"Ci sono un paio di ragioni per questa scelta. Per prima cosa, abbiamo esplorato molto gli anelli come oggetti equipaggiabili nei nostri giochi precedenti, in particolare Dark Souls, e quindi i talismani questa volta ci hanno permesso di avvicinarci a queste idee in un modo diverso, con una maggiore varietà di design. E la seconda ragione è che, ovviamente, gli anelli esistono come "anelli per le dita" fisici in questo gioco, ma più come oggetti unici che sono coinvolti nella storia e negli eventi dei personaggi unici. Quindi volevamo che avessero un posizionamento speciale all'interno del mondo di Elden Ring e anche che fossero qualcosa di diverso dal punto di vista del design in relazione ai talismani".

Miyazaki ha poi continuato dicendo qualcosa di leggermente sorprendente. Sebbene Elden Ring sia essenzialmente il suo gioco ideale, probabilmente non lo giocherà perché sente che non sembrerebbe un'esperienza nuova, avendo trascorso così tanto tempo a lavorarci.

"Sai, probabilmente non finirò per giocare a Elden Ring perché è un gioco che ho creato io. Questa è una specie di mia politica personale. Non mi sembrerebbe di giocare. Ma se lo facessi, allora questo sarebbe vicino al gioco ideale che vorrei".

Elden Ring sarà particolarmente soddisfacente per gli amanti dell'esplorazione, secondo Miyazaki. Ciò è in parte dovuto alla varietà che FromSoftware è stata in grado di inserire nel gioco.

"Volevamo creare questo mondo pieno di esplorazione dell'ignoto. Quindi volevamo creare molte cose allettanti per l'avventuriero in erba. La varietà è qualcosa per cui abbiamo lavorato duramente durante la creazione di questo gioco e qualcosa che credo siamo riusciti a raggiungere".

Un altro dettaglio degno di nota nell'intervista è che il combattimento a cavallo non verrà imposto in alcun modo ai giocatori. Dovrebbe essere considerato solo come un'altra strategia praticabile tra le tante.

Fonte: Wccftech.

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Matteo Zibbo

Matteo Zibbo

Redattore

Appassionato di videogiochi e musica (quella più rumorosa e veloce possibile), ha un'insana passione per i GdR occidentali che gli sta condizionando l'esistenza.

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