PS5, Xbox Series X e GPU quasi introvabili e la carenza di chip non finirà prima del 2023 per il CEO di Intel

Una crisi a lungo termine anche per chi cerca PS5 e Xbox Series X.

Uno degli effetti, economicamente parlando, che più si sta facendo sentire nell'ambito della crisi legata alla pandemia di COVID-19 è quello relativo alla carenza a livello mondiale dei chip semiconduttori, fondamentali nella realizzazione di tantissimi prodotti tecnologici, a partire dalle nostre care PlayStation 5 e Xbox Series X.

Questa problematica è la causa principale della carenza di scorte di console che tutt'ora ci troviamo ad affrontare, e naturalmente anche della mancanza di schede video, che ha dato origine all'aumento vertiginoso dei prezzi dei componenti PC.

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Purtroppo però chi spera che con il finire del 2021 ci sarà qualche sensibile miglioramento potrebbe restare deluso: secondo infatti il CEO di Intel in persona Pat Gelsinger, la carenza di questi componenti si propagherà per tutto il prossimo anno, estendendo la crisi almeno fino al 2023: "Siamo nel momento peggiore ora: ogni quarto del prossimo anno miglioreremo, ma non ci sarà un bilanciamento tra scorte e domanda almeno fino al 2023".

Questa istantanea pessimista si inserisce in una più ampia considerazione dei profitti della compagnia, che hanno subito un deciso freno nel terzo quarto del 2021, in particolare in relazione alla vendita di notebook, in crisi proprio per la carenza di componenti. In senso più ampio, non si parla solamente dei famigerati chip, ma anche di altra componentistica: "Dove abbiamo la CPU, non abbiamo l'LCD, oppure non c'è il componente per il Wi-FI".

La rivale AMD tuttavia sembra essere un po' più ottimista: il CEO Lisa Su, nel corso della Code Conference 2021, ha commentato che, se le scorte saranno risicate nel prossimo futuro la situazione migliorerà nel 2022, con la produzione in continuo aumento.

"La situazione migliorerà il prossimo anno, anche se non immediatamente. Ma gradualmente ci saranno più scorte, mano a mano che nuove fabbriche entreranno in produzione".

Un'istantanea quindi un po' altalenante, in cui è difficile farsi un'idea precisa. Sicuramente la crisi si risolverà, ma il processo, che sia nel 2022 o nel 2023, sarà lungo e complesso.

Fonte: theverge

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Maddalena Golia

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