One Hand Clapping Recensione: Un platform tutto da scoprire

Un canto inaspettato!

Ci siamo abituati a titoli indipendenti dal grande spirito creativo ed emozionale, a produzioni che racchiudono dei messaggi capaci di meravigliare con unicità, raccontando una storia meravigliosa, quella della vita.

È il caso di One Hand Clapping, un progetto rilasciato in anteprima lo scorso luglio 2021. Creato dai Bad Dream Games, questa interessante opera potrebbe allontanare i più duri per via dei suoi colori sgargianti presenti in copertina, spaventati di vivere una storia priva di enfasi.

Al contrario di quanto appaia, però, è un videogioco con un'impronta creativa e di spessore che approfondiamo meglio attraverso il canto. Non per niente, il team consiglia di munirci di cuffie, di un microfono e... della nostra voce.

Per muoverci in questo mondo da fiaba, per l'appunto, serve cantare azzeccando le note giuste, scoprendo cosa ci circondi mentre risolviamo un numero indefinito di enigmi e sezioni platform.

La storia narra la vicenda di un simpatico ma taciturno spiritello colmo di emozioni, che si ritrova in una città oscura molto simile alla Città Pallida di Little Nightmares 2, un preludio inquietante a una serie di avventure sensazionali.

Non ci sono mostri in agguato pronti a farci del male, e neppure maestre inquietanti decise a bacchettarci le nocche con un bastone in nocciolo. C'è solo l'oscurità, una profonda oscurità che possiamo estinguere con la luce delle nostre note, attraverso un canto liberatorio che esprima chi siamo.

Non siamo intonati ma abbiamo provato a prendere qualche nota, emettendo dei suoni imbarazzanti. Eppure ci siamo divertiti molto, spesso ridendo da soli per le nostre performance che farebbero impallidire persino Mara Maionchi.

Insomma, abbiamo scoperto di non avere l'X Factor ma di essere comunque abili ad allontanare il buio che ci circonda col potere della nostra voce. Se in Gris scoprivamo il lutto e davamo un colore a ciascuna delle nostre emozioni, in One Hand Clapping cantiamo ogni loro sfaccettatura.

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Cantare è meraviglioso ed è la meccanica migliore del gioco

Parliamo di un'opera in 2D a scorrimento laterale, in cui le poche azioni che compiamo sono il salto e i movimenti a destra o a sinistra in sei biomi meravigliosi e dai colori caldi.

Il resto delle meccaniche di gioco dipende dalla tonalità della nostra voce tra le note alte, medie e basse, che scopriamo avanzando nell'avventura. Il titolo, infatti, regala situazioni differenti e divertenti in cui regoliamo la nostra voce in base alle situazioni. E abbiamo anche scoperto come arrivare a una nota più acuta. One Hand Clapping è colorato e vivace, accessibile a chiunque abbia voglia di imparare migliorandosi e studiando le potenzialità della propria voce.

Complici dei livelli sempre diversi da affrontare col ragionamento e il canto, è una fiaba dolce e fanciullesca. Le vibrazioni che scuotono il microfono ci avvolgono di un'aura ancestrale assuefacente e toccante.

Il gioco non apporta grossa novità in termini di gameplay, ma riesce nel difficile compito di proporsi con una creatività che incalza dal primo all'ultimo momento senza trattenersi. Spesso ci approcciamo a titoli indipendenti che peccano di presunzione, che tentano di eguagliare quelli blasonati non raggiungendo neppure un terzo della loro complessità emozionale.

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Usando la nostra voce, possiamo raggiungere qualunque luogo vogliamo.

In questo caso siamo di fronte a un'opera originale, forte di meccaniche di gioco semplici ma ragionate. Passiamo dalle note da azzeccare a una struttura ludica che mantiene il suo fascino grazie ad enigmi ambientali curati e impegnativi.

Non sempre riusciremo a completarli al primo tentativo, perciò sarà necessario studiare a lungo cosa ci troveremo di fronte per immedesimarci al meglio alle situazioni che avremo di fronte.

E qualora fossimo in difficoltà, potrebbe essere utile consultare il menù delle opzioni per cambiare la nostra estensione vocale, che comprende l'intera scala musicale dalle note alte a quelle basse. Un aiuto non da poco per chi sia poco avvezzo a cantare sotto la doccia, stimolato dall'ignoto per scoprire sé stesso attraverso le sue potenzialità nascoste.

Il team non s'è soltanto limitato ad esaltare con coraggio delle meccaniche certamente note, ma ha studiato come implementare le sue trovate in maniera profonda per regalare una ricerca della felicità piacevole e commovente.

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Possiamo interagire con qualunque tipo di oggetto. Alcuni sono importantissimi ed è meglio non farli cadere.

Il nostro spiritello, un personaggio silenzioso quanto educato e di buone maniere, è un esserino spaventato dal buio, da cui cerca di fuggire in ogni modo. È per questo che le situazioni, una volta superati i livelli più difficili, ingranano senza mai perdere di ritmo, dandoci modo di scoprire una storia che racconta l'inizio del mondo, affrontando delle tematiche come la solitudine e la sofferenza, dandoci delle soluzioni per non sprofondare in un abisso.

In Gris, per esempio, siamo stati abituati a interfacciarci con la depressione, una condizione per niente facile da curare. One Hand Clapping si tramuta da platform a puzzle game in maniera improvvisa. In una struttura ludica così equilibrata e fluida, non è mai un male, specie se quest'ultima muta per merito di una creatività spiccata.

Non abbiamo trovato delle sbavature all'interno del gameplay di gioco: è una miscela tra vari generi che spinge ad andare avanti come se ci fosse altro da scoprire e comprendere, come se non tutto fosse concentrato in un singolo momento da assorbire e da approfondire.

Spesso ci domandiamo quali strade percorra la fantasia. In certi videogiochi sono presenti i soliti punti A e B da raggiungere per completare una missione, come se fossero necessari per godere di un'esperienza unica e accessibile.

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Le amicizie che creiamo saranno per sempre.

A volte basta essere semplici, proporsi non tanto per stupire o meravigliare ma per essere sé stessi. E mentre proseguivamo in questo viaggio sensazionale, vedevamo il mondo attorno a noi plasmarsi a nostro piacimento cambiando e migliorando. Non pensavamo che la nostra voce avesse un potere simile.

La direzione artistica, un fiore all'occhiello di questa produzione indipendente, è di alto livello. Abbiamo esplorato vari biomi, molti dei quali unici e differenti. Abbiamo iniziato da una città priva di luce proseguendo per un deserto sconfinato, giungendo in foreste circondate da alberi secolari e in lussureggianti prati erbosi disseminati di enigmi da risolvere.

Altri complimenti vanno al sonoro e alle composizioni musicali. I brani scelti e le sinfonie ci accompagnano in luoghi ispirati e toccanti, sfiorando le corde più intime delle nostre anime.

Abbiamo giocato One Hand Clapping su Series X/S, non riscontrando problemi di alcun genere. Seppure non sia ottimizzato per le console di nuova generazione, il titolo mantiene i granitici trenta fotogrammi al secondo.

In definitiva, One Hand Clapping è un videogioco semplice, curato, profondo e dal grande spirito creativo. Si colloca nel mercato tra i titoli indipendenti più divertenti dell'ultimo periodo. E considerando il suo prezzo di lancio fissato a 11,99 euro, potrebbe essere impossibile per alcuni non mettere mano al portafogli per farlo proprio, divertendosi senza spendere troppo denaro.

8 /10

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Riguardo l'autore

Nicholas Mercurio

Nicholas Mercurio

Redattore

Classe '95, Nicholas ama i videogiochi difficili e gli RPG, non disdegna gli indie e fa incetta di titoli ogni volta che puň, per riempire la sua preziosa collezione. Uno scapestrato, in tutto e per tutto.

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