PlayStation 5 e Xbox Series X/S: Le console next-gen un anno dopo

Il bilancio del primo anno di next-gen e le console a confronto.

È passato ormai un anno da quando PlayStation 5 e Xbox Series X/S hanno fatto il loro esordio sul mercato, inaugurando una next-gen delle console per videogiochi che, a causa di una serie di circostanze eccezionali, potrebbe dare l'idea di non essere ancora entrata nel vivo. Diciamo "potrebbe" perché, alla prova dei fatti, le macchine di Sony e Microsoft hanno in realtà già alzato il sipario sul futuro che offrono ai videogiocatori, che è qualcosa di molto distante dalla mera forza bruta.

Anche se la penuria di componenti, e la conseguente scarsità di console disponibili nei negozi, è destinata a proseguire ancora per qualche tempo, sono tantissimi gli appassionati che si stanno ponendo la fatidica domanda. Cosa conviene comprare fra una PlayStation e una Xbox? Una domanda che mai come in questo caso è al tempo stesso azzeccata e scorretta: da una parte, infatti, siamo di fronte a due macchine vicinissime sotto il profilo delle prestazioni, ma dall'altra ci sono enormi differenze sul piano dell'offerta.

Ciò significa anzitutto una cosa: che, forse per la prima volta e indipendentemente dal "tipo" di videogiocatori che si è, non è mai stato così tanto conveniente possedere entrambe le console. Le esclusive di PS5, i servizi delle Xbox, la possibilità di puntare su un hardware economico come la Series S e l'offerta in abbonamento di Xbox All Access - che consente di pagare la macchina a rate come uno smartphone - fanno sì che quella di mettere tutte e due le console in salotto non sia un'idea particolarmente folle e dispendiosa.

Facendo due conti, è possibile acquistare una PS5 All Digital (senza lettore) a €399,98 e sottoscrivere un Xbox All Access con Series S (anch'essa senza lettore) a €24,99 per portare a casa l'intero pacchetto con tanto di abbonamento Game Pass Ultimate incluso. Guardando alle generazioni passate, si andrebbe a spendere circa la metà della somma che tradizionalmente serviva per completare l'offerta delle due storiche competitor.

Lo scorso novembre abbiamo ricevuto le console in anticipo per metterle sotto i ferri e svelare tutti i segreti della next-gen, pubblicando due recensioni che compresero fin dall'inizio quali sarebbero state le differenze. Differenze che, al contrario della tradizione, non toccano la performance dei singoli titoli, non si basano sulla potenza di calcolo e, soprattutto, non possono in alcun modo qualificare una macchina come intrinsecamente migliore dell'altra. Ecco il bilancio del nostro primo anno trascorso assieme alla nona generazione di console per videogiochi.

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Le ammiraglie della next-gen sono due console straordinarie in termini di pura resa per valore.

Sony PlayStation 5

Durante la recensione l'abbiamo definita "la console da Ritorno al Futuro", non tanto per le linee dell'estetica che suggerivano uno stacco netto dalla tradizione della casa, quanto più per il feeling. PS5 desiderava presentarsi sul mercato come qualcosa di alieno nelle forme, ma voleva farlo anche come una nuova console vera e propria. Non aveva assolutamente intenzione di passare come una versione 2.0, un po' come succede con gli iPhone quando viene annunciato il nuovo modello, ma come un progetto diverso a tutti gli effetti.

Se ben ricordate, Sony ha inaugurato la sua comunicazione next-gen affermando che i grandi videogiochi esclusivi sarebbero stati disponibili solamente su PS5, scongiurando l'ipotesi di prodotti cross-gen che fossero "castrati" per girare sulle console della generazione passata. Una promessa che, alla fine, non ha potuto mantenere, probabilmente proprio a causa della scarsità di macchine effettivamente presenti sul mercato. Basti pensare che God of War: Ragnarok e Horizon: Forbidden West, ovvero due delle produzioni di bandiera, vedranno luce anche in varianti PlayStation 4.

Ciò detto, Sony è stata anche la prima platform-owner a rilasciare effettivamente videogiochi destinati unicamente alla next-gen. È il caso del remake di Demon's Souls realizzato da Bluepoint Games, che al momento rappresenta uno degli apici tecnici raggiunti su console. È il caso di Ratchet & Clank: Rift Apart, che sfoggia colori e animazioni incredibili in 4K; è il caso di Returnal, uno dei migliori titoli usciti nel corso del 2021; e per finire è il caso di Deathloop, la più recente esclusiva rilasciata per l'hardware giapponese.

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Dal punto di vista tecnico e visivo Demon's Souls è ancora l'apice su console next-gen.

Il che ci porta alla questione centrale dell'esperienza PlayStation 5, ovvero i grandi videogiochi. Non è un segreto che Sony abbia costruito il suo successo attorno alla qualità delle opere in esclusiva, puntando su grandi lanci che scandiscono ogni anno con "videogiochi evento" da avere assolutamente, nonostante l'aumento di prezzo che li ha portati, al lancio, a toccare circa gli €80.

Sotto questo profilo, nulla è cambiato rispetto al passato: le opere presenti esclusivamente su PS5 continuano a distinguersi per qualità e originalità, spingendo al massimo il miglioramento tecnico e grafico, raccontando grandi storie e offrendo contenuti che difficilmente possono deludere. Abbiamo particolarmente apprezzato Demon's Souls, Returnal e Deathloop, tre produzioni estremamente diverse e appaganti che, tuttavia, non fanno parte dell'avanguardia di Sony Interactive Entertainment.

La grande forza di PS4 è stata infatti incarnata dalle gigantesche produzioni originali e licenziate, fra The Last of Us Parte 2 e Bloodborne. Quella particolare età dell'oro su PlayStation 5 deve ancora iniziare: Horizon: Forbidden West è previsto per il 18 febbraio 2022, Gran Turismo 7 arriverà il 4 marzo 2022, God of War: Ragnarok dovrebbe veder luce entro la fine del 2022 così come Forspoken, il nuovo videogioco realizzato da Square-Enix.

Il futuro è roseo, ma è ancora distante: Marvel's Spider-Man 2 dovrebbe riemergere nel 2023, a Marvel's Wolverine manca ancora una finestra d'uscita, mentre Final Fantasy XVI di Square-Enix (probabilmente un'esclusiva temporale) si è defilato dopo il trailer bomba rilasciato la scorsa estate. E all'appello mancano tantissimi talenti, come ad esempio Naughty Dog (The Last of Us), Sucker Punch (Ghost of Tsuhima) e Bend Studio (Days Gone), che devono ancora giocare le proprie carte.

Ecco, se quando viene lanciata una grande opera i possessori di PS5 possono chiudersi nei confini di mondi straordinari, il problema si verifica nei lunghi periodi che intervallano queste release. Non tanto perché a PS5 manchi qualcosa, dato che ovviamente ospita anche tutti i titoli multipiattaforma, quanto più per l'offerta della concorrenza, che attraverso Xbox Game Pass ha di fatto completamente eliminato i tempi morti per i suoi videogiocatori, ma a questo arriveremo in seguito.

Altro selling point della console risedeva nell'inclusione del DualSense, rivoluzionario controller che tramite grilletti adattivi e feedback aptico mirava a stravolgere l'esperienza sensoriale del giocatore. Un'innovazione che abbiamo toccato con mano nei confini delle prime release, come ad esempio l'avventura Astro's Playroom già preinstallata su tutte le console, scoprendo che non si trattava solo di marketing: il DualSense riesce ad arricchire le fasi di gioco innestando addirittura meccaniche inedite nel gameplay.

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Il 4K dinamico di Ratchet & Clank: Rift Apart ha comunque il dettaglio di un film Pixar.

Al tempo stesso, quella del DualSense è una feature difficile da valutare: bisogna tenere in considerazione la volontà degli sviluppatori di terze parti di lavorarci su e, soprattutto, l'integrazione presente nei titoli originali. Nel corso dell'anno abbiamo incontrato esperienze che lo sfruttano al massimo, ad esempio i giochi racing di Milestone come RIDE 4 e MotoGP 21, ma anche tanti altri che ne fanno un uso piuttosto superficiale. In fin dei conti, è difficile fare una disamina obiettiva senza prima aver messo le mani sulle grandi produzioni proprietarie di Sony Interactive Entertainment.

In definitiva, il bilancio del primo anno trascorso insieme a PlayStation 5 è legato a doppio filo con l'incidenza dei videogiochi. Sono tante le release della casa che hanno punteggiato la fine del 2020 e il 2021, e l'orizzonte è pregno di opere che mirano a non interrompere questo trend. In sostanza ci sono momenti in cui PS5 è l'unica cosa che si desidera, perché offre l'opportunità di perdersi per ore e ore in mondi che, semplicemente, non sono disponibili su altri lidi.

È una macchina valida, potente, perfetta per essere sfruttata come ammiraglia, capace di toccare picchi altissimi ma rea di cadere in alcuni periodi di stanca. Tutto l'ecosistema è stato migliorato, ovviamente anche i servizi di PS Plus e PS Now, che tuttavia rappresentano un'appendice alla reale natura dell'hardware: quella di riprodurre le opere straordinarie che hanno fatto la fortuna di Sony.

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Returnal è uno dei migliori giochi del 2021.

Xbox Series X/S

Le nuove Xbox Series X e S si sono presentate sul nostro banco di prova sfoggiando una filosofia completamente opposta a quella proposta da Sony: se la macchina giapponese mirava a mostrarsi come qualcosa di nuovo, le due Series non hanno paura di incarnare a tutto tondo il concetto di evoluzione. Chiunque abbia posseduto una Xbox One e accende le console next-gen si sente subito a casa, ritrova la classica interfaccia accogliente, può mettere mano all'interezza della sua libreria e a tutte le opzioni di personalizzazione impostate in passato.

Il che ci porta al concetto principale che differenzia non tanto gli hardware, ma direttamente i produttori. "Xbox", infatti, non è una console ma un modo di giocare. Non importa se giochi su una Series X, su una Series S, su una One X, su un PC o addirittura su uno smartphone utilizzando i servizi cloud: resti sempre un membro della famiglia, ma soprattutto dell'ecosistema messo in piedi dalla grande X verde.

Si tratta di un metodo di fruizione del videogioco che spesso fa storcere il naso ai puristi, a chiunque fosse legato alla copia fisica da acquistare in negozio, alla volontà di investire cifre importanti per un prodotto dalla quasi certa incidenza. Ma la realtà è che una volta provato il nuovo ecosistema Xbox diventa molto difficile tornare indietro, e la ragione risiede principalmente nell'importanza del Game Pass.

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Forza Horizon 5 è uno dei migliori titoli racing mai realizzati.

Già, perché se nel caso di PS5 abbiamo messo sul piedistallo le grandi produzioni esclusive, la struttura di Xbox poggia sulle straordinarie fondamenta del suo servizio principe, quell'abbonamento che al prezzo di €12,99 al mese consente di avere accesso a una libreria di videogiochi (al momento ne conta 424 in totale) da scaricare e giocare in qualsiasi momento. Ovviamente la lista è soggetta a cambiamenti: ogni mese vengono attuate due grandi iniezioni di contenuti e una manciata di prodotti abbandonano le sponde del servizio.

Se durante l'ottava generazione di console Xbox One si è trovata ad inseguire sul piano delle produzioni originali, la formazione dei nuovi Xbox Game Studios ha concesso a Microsoft di mettere in cantiere una quantità impressionante di progetti, culminati nell'acquisizione di Zenimax e Bethesda (Skyrim e Fallout 4) che si è concretizzata proprio quest'anno. Il gancio, d'altra parte, sta proprio nel fatto che tutti i videogiochi prodotti dagli studi proprietari saranno lanciati come parte dell'abbonamento al Game Pass senza mai abbandonare il catalogo, un po' come le produzioni Netflix Originals.

Nel corso del 2021 ciò ha permesso a Microsoft di lanciare Age of Empires II: Definitive Edition, Microsoft Flight Simulator, The Ascent, Psychonauts 2, Age of Empires IV, Forza Horizon 5 e Halo: Infinite (ora in beta) come parte del suo servizio in abbonamento. È vero che la qualità di numerosi studi acquisiti è ancora tutta da dimostrare, ma Forza Horizon 5, ad esempio, si è rivelato uno fra i migliori videogiochi dell'anno, e soprattutto del primo atto nel corso di quella che è una strategia decennale.

Gli Studios stanno infatti lavorando a una lista infinita di produzioni, fra cui spiccano Starfield (Bethesda, 2022), The Elder Scrolls VI (Bethesda), Fable 4 (Playground Games), Avowed (Obsidian), State of Decay 3 (Undead Labs), Hellblade 2: Senua's Saga (Ninja Theory), Everwild (Rare), Redfall (Arkane Studios, 2022), Forza Motorsport (Turn 10) e Perfect Dark (The Initiative), che accanto a dozzine di altri progetti minori promettono anni ricchissimi di release di grande qualità. C'è grande incertezza attorno alle finestre di lancio, ma si tratta di una potenza di fuoco su cui Xbox non aveva mai potuto contare.

È vero che in quest'analisi stiamo parlando di macchine next-gen, ma è ormai nero su bianco il fatto che Microsoft stia tentando di eliminare il concetto di piattaforma così come quello di generazione. Game Pass è disponibile su PC, è possibile creare gruppi tra giocatori su piattaforme differenti e sfruttare il cross-play sulle infrastrutture online proprietarie, il gioco in streaming è supportato su tutti i dispositivi, mentre xCloud permette di usufruire di intere librerie senza neppure la necessità di possedere hardware aggiornati.

"Perché dovrei comprare una Xbox?". Microsoft ha preso questa domanda che le veniva rivolta in tono ironico per realizzare un universo interattivo completamente slegato dalla piattaforma, dove Xbox Series X rappresenta un eccellente hardware gaming pre-assemblato capace di sostenere il 4K. mentre Xbox Series S una variante economica che consente di accedere ai cataloghi digitali sottostando a una serie di compromessi, principalmente legati alla qualità del video.

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Halo: Infinite rappresenta la bomba di fine anno confezionata da Microsoft.

I principali punti di forza che emergono da questa strategia sono evidenti: anzitutto è possibile gettarsi nell'offerta next-gen appiattendo il costo d'ingresso, se non addirittura eliminandolo del tutto; inoltre, l'ammortizzazione dei costi è sostenuta da un servizio in abbonamento che, oltre a promettere decine di valide produzioni originali, offre un'immensa selezione di piccoli e grandi videogiochi che mirano ad azzerare i tempi morti fra una grossa release e l'altra.

Questa è stata Xbox nel 2021: la possibilità di giocare a Forza Horizon 5 fin dal day one, di scoprire che un capolavoro come Hades è entrato a far parte della famiglia, di dare una chance a piccoli progetti come The Ascent, di puntare i riflettori su opere sconosciute come The Forgotten City, ma anche di recuperare l'intero catalogo di Bethesda fra Fallout, The Elder Scrolls, Dishonored e Doom, oltre a numerose altre serie di giochi AAA.

Per completare l'equazione mancano delle grandi opere originali, magari che siano anche progetti autoriali, in grado di competere con gli straordinari prodotti di Sony che ogni anno sono in lizza per la vittoria del Game of the Year. Una mancanza a cui non è possibile sopperire con gli investimenti, ma solamente con il tempo e il talento. A proposito di tempo, per i videogiocatori Xbox non rappresenta una preoccupazione, perché possono perdersi per mesi nell'esplorazione del catalogo del Game Pass.

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Series X è stata presentata con un filmato in-engine di Hellblade 2 impressionante.

Tirando le somme è evidente la ragione per cui abbiamo affermato che mai come in questo caso conviene far parte sia della famiglia PlayStation che di quella Xbox. Se una ha intenzione di andare all-in sulle grandi opere narrative che l'hanno resa ciò che è oggi, l'altra ha ricamato un'offerta inclusiva che consente a chiunque di accedere a centinaia di videogiochi in qualsiasi momento e (quasi) da qualsiasi dispositivo. Sono due offerte complementari destinate a convivere più che a combattere, pensate da una coppia di platform-owner che per la prima volta si trova a fronteggiare un attacco da diversi fronti, dato il tentativo di penetrazione dei videogiochi messo in atto anche da colossi del calibro di Amazon e Google.

Non c'è niente di meglio che godersi una run nella Boletaria protagonista di Demon's Souls ascoltando il vento dagli speaker del DualSense per poi andarsi a rilassare nello strepitoso Messico al centro di Forza Horizon 5, prendendo il meglio da entrambi i pacchetti e affacciandosi su una generazione che promette scintille. Ma non tutti possono permettersi il lusso di accomodare entrambe le console in salotto: se è vero che Xbox consente di evitare del tutto l'acquisto dell'hardware, ciascuno dovrebbe guardare alle proprie esigenze da videogiocatore e scegliere di conseguenza. Mai come in questo caso, è molto difficile rimanere delusi.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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