I videogiochi stanno cambiando. Nintendo ha ampliato il mercato in maniera esemplare, e colossi quali Microsoft e Sony non potevano certo restare a guardare. Project Natal e PlayStation Move sono le contromisure rispettivamente adottate dai due contendenti, e benché al momento si tratti unicamente di annunci, video e dichiarazioni sparse, la curiosità sui due nuove prodotti rimane sicuramente elevata.

La guerra per il mercato continua a essere serratissima, e gran parte della nostra sete di sapere dovrebbe essere saziata nel corso del prossimo E3 2010. Nel frattempo, Eurogamer ha avuto il piacere di incontrare Olivier Banal, producer di Sports Champions. Il gioco, esclusiva per PS3, è uno dei tanti titoli in cantiere specificamente pensati per sfruttare la nuova periferica Sony. Nell’intervista che vi proponiamo di seguito, Banal ci spiegherà le strategie commerciali relative a PlayStation Move e la differenza tra il suo progetto e le solite compilation di minigiochi che tanta fortuna hanno portato alla casa di Kyoto.

Eurogamer: Come descriveresti Sports Champions?

Olivier Banal: È una simulazione sportiva. Il gioco contiene sport realmente esistenti e altri non proprio in voga, come ad esempio i combattimenti tra gladiatori. Si interagisce come si farebbe nella vita reale, e il controller di Move tiene traccia di tutti i vostri movimenti. Possiamo perciò lanciare un frisbee, impugnare una mazza, lanciare una palla, frecce… cose così.

Eurogamer: Stiamo quindi parlando di una collezione di mini-game?

Olivier Banal: È una collezione di eventi. Non ci piace la parola ‘minigame’, perché le meccaniche di gioco sono davvero accurate e precise. Se si vuole primeggiare in tutte le discipline la curva di apprendimento è davvero ampia. Lo scopo è far sì che tutti possano divertirsi, anche se non hanno mai giocato a ping pong o, ad esempio, anche per chi vuole una simulazione davvero accurata. Per questo abbiamo differenti livelli di difficoltà. L’obiettivo adesso è di bilanciare il gioco in modo da renderlo più permissivo nei confronti dei giocatori inesperienti, e parecchio accurato per coloro che vogliono una buona simulazione.

Eurogamer: Come pensate di raggiungerlo? Abbiamo provato molti giochi per Wii, titoli che definiremmo compilation di mini-game. Spesso abbiamo trovato situazioni che erano troppo difficili nell'ottima delle mamme, delle zie, ecc… o, al contriario, troppo semplici, il che non risulta divertente per nessuno. Come farete a trovare il giusto equilibrio?

Olivier Banal: Replicare una disciplina reale con un controller molto accurato può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il sistema è molto preciso nel riprodurre i vostri movimenti, a prescindere dal fatto che siano corretti o meno.

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Qui entrano in gioco i differenti livelli di difficoltà. Quelli più facili metteranno a punto gli input dei vostri movimenti, ad esempio nel ping pong, facendo in modo che colpiate la palla oltre la rete. Al contrario (nei livelli più difficili) voi avrete maggiore controllo sulla pallina, ma sarà anche maggiore il rischio di colpire la rete o di mancarla del tutto.

In questo modo possiamo adattare i livelli di difficoltà secondo ciascun giocatore. Se state giocando a ping pong con vostra madre, potrete importare il livello facile per lei, e quello normale per voi, e giocare in questo modo uno contro l’altro.