Razer Zephyr Recensione: La mascherina smart è solo un esercizio di stile geek?

La casa del serpente realizza la prima maschera “social”: ecco la nostra prova.

Che la pandemia in corso abbia cambiato abitudini e l'approccio alla socialità di tutti gli abitanti del pianeta è un dato di fatto assodato. Dopo un anno di misure di contenimento, i vaccini stanno contribuendo in modo decisivo a migliorare la situazione, ma stando ai dati, distanziamento sociale e misure di protezione personale resteranno in vigore ancora a lungo. Sempre attenta alle esigenze della sua clientela.

Razer ha fatto piuttosto scalpore all'ultimo CES con l'annuncio della Zephyr: una maschera protettiva estremamente tecnologica pensata per permettere a chi fa del gaming un lifestyle senza remore, di andare in giro con un dispositivo in grado non solo di garantire una protezione e comfort nettamente superiori alle normali mascherine ma anche di permettere una migliore interazione con chi incontriamo dando la possibilità di vedere le nostre espressioni facciali.

Abbiamo eseguito l'unboxing della Zephyr nel video che vedete qui sotto per darvi un'idea dei materiali utilizzati, dell'assemblaggio e del contenuto della confezione. Possiamo sintetizzare quanto detto in sede di unboxing confermando l'ottima fattura del prodotto come da tradizione Razer con materiali rigidi per il telaio e gommati per l'appoggio del viso veramente di ottima qualità. Anche i cavi di appoggio sembrano fatti per durare a lungo con due fascette gommate molto comode: una scelta progettuale necessaria visto che la maschera pesa quasi tre etti e la sua presenza si sente decisamente una volta indossata.

Il sistema di filtraggio prevede il montaggio di tre filtri separati che vengono nascosti alla vista dalle due coperture magnetiche laterali e da quella centrale. L'aspetto è quello essenzialmente di una maschera di protezione da verniciatura ma la caratteristica essenziale di questa Zephyr è che il flusso dell'aria è attivo, ovvero gestito da due ventole posizionate sotto i filtri: una lavora in immissione e l'altra in espulsione e possono essere gestite a due velocità per dare all'utente il miglior comfort possibile soprattutto nelle situazioni in cui il caldo tende a farsi sentire.

Sulla parte frontale, esattamente al livello della bocca, è presente un'altra feritoia filtrata per favorire l'espulsione dell'aria e prevenire appannamenti. All'interno del pacco è presente anche uno spray antiappannante che può aiutare a ridurre la condensa ma a dire il vero non abbiamo avuto grossi problemi in questo senso.

Il controllo avviene manualmente tramite un pulsante sul lato destro dietro all'alloggiamento del filtro dell'aria: questo permette di accendere o spegnere le Zephyr e pilotare la velocità delle ventole che può essere bassa o alta a seconda delle necessità dell'utente, ma soprattutto della temperatura esterna. Abbiamo provato le cuffie all'interno di un edificio riscaldato e anche all'esterno con un freddo novembrino abbastanza consistente e dobbiamo dire che la velocità bassa è stata più che sufficiente alle nostre esigenze, riuscendo a conciliare una buona ventilazione con un rumore molto contenuto. A velocità sostenuta il sibilo è decisamente percepibile e difficilmente si riesce a tenerlo a lungo a meno di non essere già in un ambiente rumoroso che lo copra di suo.

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Stilosa e futuristica, ma anche confortevole e dall'alto livello protettivo. Con questa maschera non passerete certo inosservati.

Nell'uso quotidiano dobbiamo dire che ci sono dei pro e dei contro nell'uso di questa Zephyr di Razer. Sicuramente si tratta di un prodotto dalle prestazioni superiori rispetto alle normali mascherine chirurgiche in quanto il filtraggio in ingresso e in uscita è estremamente efficiente. Utilizzandola correttamente non si dovrebbero correre rischi d'infezione da virus, sia per chi la indossa sia per chi ci circonda. La denominazione del dispositivo in termini di protezione è N95 ed è paragonabile a quella di una mascherina FFP2 nella classificazione europea. Stiamo parlando di una protezione eccellente soprattutto per chi si trova a dover frequentare luoghi chiusi come mezzi di trasporto affollati.

Se dal punto di vista della protezione ci si sente piuttosto tranquilli utilizzando i filtri nel modo corretto e non eccedendo per ciascun set le 24 ore di utilizzo complessivo, qualche problema lo può creare l'aspetto sociale: in compagnia di amici o parenti è chiaro che la Zephyr diventa immediatamente un argomento di conversazione senza grossi problemi. Tra sconosciuti non mancano occhiate perplesse o di curiosità e in questo caso tutto sta nella vostra soglia di accettazione degli sguardi in luoghi pubblici. Visti i tempi che corrono, siamo dell'opinione che la sicurezza personale vada anteposta ad eventuali occhiatacce dei passanti ma si tratta chiaramente di considerazioni legate alla sfera personale legate alla sensibilità del singolo.

In un contesto più nerd la situazione si ribalta e verrete immediatamente bombardati di richieste sulle caratteristiche delle Zephyr, ma in effetti si tratta dell'utilizzo per cui sono state create, in particolare attivando l'illuminazione RGB. Quella esterna è prettamente estetica, mentre quella interna ha anche la funzione di mostrare le nostre espressioni nelle interazioni sociali e indicare, tramite led verdi o rossi, quando la maschera raggiunge la carica completa una volta connessa a una qualsiasi porta USB.

Abbiamo provato la Zephyr per qualche giorno e dobbiamo dire che il comfort è stato più che buono nonostante le dimensioni e il peso: la gommatura che preme sul contorno di naso e bocca è di eccellente qualità e non crea problemi alla pelle, mentre i due passanti elasticizzati permettono di scaricare molto bene il peso della maschera stessa. Anche muovendo rapidamente la testa da destra a sinistra non ci sono problemi di stabilità: mettersi a correre genera qualche problema supplementare ma non è per questo utilizzo che è stata pensata. Un vantaggio non da poco rispetto alle mascherine in tessuto, in particolare quelle chirurgiche, è che per chi porta gli occhiali. I fastidiosi appannamenti passando dall'aperto al chiuso durante la stagione fredda diventano un lontano ricordo; non ci sono nemmeno problemi nel vestire diverse tipologie di occhiali visto che la parte superiore del naso rimane libera a sufficienza per poter calzare qualsiasi genere di occhiale.

La Zephyr è dotata di una batteria ricaricabile tramite porta Usb-C nascosta nella parte interna del telaio: l'autonomia varia notevolmente in base a come si decide di utilizzarla: la ventola a velocità massima e l'uso dei led esterni ed interni causano il consumo massimo del dispositivo che abbiamo testato essere di tre ore e venti minuti, circa una decina di meno di quanto dichiarato da Razer. In realtà già mettendo la ventola a velocità bassa si raggiungono tranquillamente le cinque ore e mezza e spegnendo tutti i led siamo arrivati a sette ore abbondanti, in linea con quanto dichiarato da Razer.

L'autonomia è quindi più che sufficiente per un viaggio molto lungo ma non per una giornata lavorativa completa e una pausa è necessaria per una ricarica che permetta di arrivare a sera. Nella confezione è presente un cavo USB-C braided di ottima qualità che permette di effettuare la ricarica anche tenendole indosso senza particolari problemi. Vista la natura di dispositivo elettronico e la sensibilità dei filtri all'acqua, questa mascherina non si può utilizzare mentre piove, visto che si rischia di danneggiare anche la componentistica interna.

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Le cover dei filtri sono magnetiche, facilissime da staccare per sostituire i filtri stessi.

La Zephyr si gestisce facilmente usando il tasto integrato nell'alloggiamento della ventola di destra, ma questo non è l'unico modo per controllarle: scaricando l'app dedicata, disponibile su Play e Apple Store, è possibile disporre sul proprio smartphone di un controllo raffinato di tutte le funzionalità della maschera di Razer. All'apertura si nota l'indicatore di carica residua, utile da sapere prima di uscire di casa, per poi passare all'attivazione o disattivazione del controllo della colorazione RGB interna ed esterna, che per esigenze di risparmio energetico si può tranquillamente spegnere. La colorazione può essere cambiata a piacimento così come gli effetti sia dei led RGB esterni, sia di quelli interni. Chiude le feature del pannello di controllo la gestione della velocità della ventola, comunque attivabile anche manualmente tramite il tasto posto sul telaio.

Veniamo anche alle questioni più spinose, ovvero i filtri e relativi costi di esercizio. Come dicevamo i filtri sono usa e getta e dopo ventiquattr'ore d'utilizzo devono essere sostituiti: la rimozione delle tre coperture è molto facile in quanto sono magnetizzate e rientrano in sede con grande facilità, così come la sostituzione dei due filtri laterali tondi, che si possono lasciare cadere in sede e posizionare molto velocemente (lo mostriamo nell'unboxing). Meno semplice è il posizionamento del filtro centrale che deve essere inserito su delle sporgenze piuttosto piccole e vista la superficie curva, può causare qualche difficoltà a chi non è abituato ad effettuare lavori di fino con le dita.

È un dettaglio non da poco visto che buttare un filtro nuovo è da evitare assolutamente se consideriamo il fatto che nella confezione ne è presente solo un set da tre, per settantadue ore di utilizzo complessivo e i filtri da montare devono essere specificamente quelli prodotti da Razer. Direttamente nell'app è possibile andare sullo store di Razer per effettuare l'acquisto di un pack di ricambio: con ventinove dollari si ottiene un set da dieci filtri aggiuntivi: una spesa decisamente eccessiva che, vista la scarsa durata dei filtri stessi e il costo di base delle Zephyr avremmo preferito permettesse di portarsi a casa, un numero ben maggiore di set per stare tranquilli. Volendo è possibile acquistare lo Zephyr con lo starter pack che per 150$ propone la maschera, tutti gli accessori e un set da trenta filtri aggiuntivo: sicuramente la scelta da fare per chi ha intenzione di farne un utilizzo continuativo.

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I due passanti sono morbidi e confortevoli, ma non facili da indossare. Occorre fare un po' di pratica per trovare la posizione giusta.

Sicuramente una soluzione tradizionale FFP2 tende a durare più di un filtro standard, ma inquina decisamente di più ed è lontana anni luce dal comfort della Zephyr. A voi la scelta su come procedere, anche tenendo in considerazione per quanto a lungo potrà durare la situazione pandemica e le restrizioni in corso che obbligano a indossare dispositivi di protezione. Una previsione difficile da fare, vista la natura del Covid e nonostante il netto miglioramento della situazione dovuto alla campagna vaccinale.

Tirando le somme, possiamo dire di trovarci di fronte a un dispositivo indubbiamente ben progettato in perfetta tradizione Razer.Per il prezzo di 109 euro, ma sono da aggiungere almeno altri trenta euro per una scorta decente di filtri, ci si porta a casa un oggetto costoso ma sicuramente in grado di proteggere chi la usa e chi ci sta intorno. Il comfort è ottimo ed è accoppiato a un design indubbiamente futuristico che genererà interesse tra gli appassionati di tecnologia, ma anche qualche perplessità, soprattutto tra i meno giovani.

Queste Zephyr sono chiaramente un prodotto di nicchia: Razer le ha prodotte in volumi ridotti ed infatti sono già andate sold out a pochi giorni dal lancio, la casa del serpente ha confermato che altri stock arriveranno a breve. La maschera è adatta a chi vuole la protezione massima possibile in luoghi a rischio come mezzi pubblici, treni o aerei o anche posti di lavoro molto affollati e non è disposto a scendere a compromessi soprattutto sul comfort della respirazione che mascherine chirurgiche e le FFP2 non possono offrire. Da non dimenticare anche l'utilizzo in un contesto di inquinamento ambientale che per fortuna in Italia riguarda soltanto alcune città e in periodi dell'anno molto ristretti che quindi esula dall'emergenza pandemica.

Questi fattori, insieme a un costo non indifferente dei ricambi per i filtri, sono gli aspetti da mettere sul piatto della bilancia per chi vuole valutare l'acquisto; il tutto senza dimenticare che si tratta comunque di un dispositivo che prima o poi verrà dismesso per tornare a una normalità sociale quanto mai agognata ma che fa comunque molto piacere sapere di poter avere a disposizione in ogni momento.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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