Mafia: il gioco che oscurò GTA.

Una retrospettiva sul capolavoro Illusion Softworks.

Questo articolo è un tributo a tutti gli uomini e le donne di Lost Heaven. Il misconosciuto impegno che costoro hanno speso dietro le quinte, senza essere mai adeguatamente ricompensati o ricordati, è superato soltanto dalla personale goduria che provavo nell'investirli.

Mafia è ancora oggi un gioco sensazionale. Nel 2002, appena un anno dopo la scossa epocale che Grand Theft Auto III aveva dato alle aspettative di chiunque circa il gameplay in salsa sandbox, la città aperta creata da Illusion Softworks andò profondamente contro corrente. Piuttosto che abbracciare la libertà di scelta che un'intera città vivente poteva offrire, Mafia si appoggiava a una struttura dove tutto era strettamente scriptato e a una trama estremamente lineare dove c'era ben poco da inventarsi. E per fortuna, perchè dopo sette anni Mafia è ancora avvincente a dispetto della sua vetusta tecnologia.

Taxi Driver

Tommy Angelo è un tassista. Fine della storia. E' solo per un'imprevista botta di cu...fortuna che si trova a salvare le vite di un paio di mafiosi, aiutandoli nella loro fuga. Quando i killer della famiglia nemica si vendicano sull'auto di Angelo, suo unico mezzo di sostentamento, Tommy è invitato a incontrare Don Salieri per essere ricompensato e qui, insieme all'indennizzo, giunge anche la gentile offerta di unirsi alla famigghia, sempre che lo desideri.

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Ma quanto è ancora bbedda 'sta fazza? Ah?

Non è che sia obbligato, ma non guasterebbe. Lost Heaven è un posto decisamente interessante da visitare e per la prima metà del gioco, a meno che non vi mettiate in testa di esplorarla tutta, non vi sarà richiesto spesso di uscire dalle tre sezioni principali della città. Parte New York e parte San Francisco, la metropoli è popolata da traffico, pedoni, tram e treni, ma se vi avventurate alle sue estremità scoprirete aeroporti, porti coi loro moli e, il meglio del meglio, un'area per super ricconi piena zeppa di cabine del telefono da fare a pezzi. A dispetto della grafica un po' datata, Lost Heaven è una città ricca di vita che ricompensa l'esplorazione delle sue strade secondarie o i viaggi sulla soprelevata.

Naturalmente, Tommy finisce per unirsi alla famiglia Salieri. Quello che mi ha sorpreso nel riprendere in mano un titolo che ricordavo con estremo piacere, è l'estrema lunghezza dell'abbrivio prima che le cose comincino a girare sul serio. Dopo una serie di tortuose e noiosette missioni da normale tassista, infatti, l'ingresso in famiglia non cambia radicalmente le cose. Ero ancora più una sorta di autista che un gangster vero e proprio e mentre mi sono trovavo a combattere giusto in un paio di scontri a fuoco, mi domandavo dove diamine fosse finito il motivo di tutto l'affetto e la simpatia che avevo provato per il gioco all'epoca e se, soprattutto, fosse meritato il ricordo positivo che serbavo. Ma è a questo punto che le cose stanno per decollare.

Mafia rappresenta un'interpretazione più pura del metodo con cui GTA intreccia la narrazione con la natura peculiare di un open world. Invece di celare le informazioni nelle side quest (malgrado esistano alcune possibilità di completare missioni per conto di un meccanico amico che vi aiuterà a riempire il vostro garage) qui c'è una più semplice serie di obietivi in sequenza. Il primo esempio degno di nota è, tristemente, la gara.

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The Matrix uscì quando Illusion cominciò a sviluppare Mafia.

Signori miei, se in ogni gioco c'è un livello che diventa famoso per il motivo sbagliato, in Mafia è proprio quello della gara. Dopo aver rubato un'auto da corsa dal garage di un rivale la sera precedente in modo che possa essere taroccata dal vostro amico meccanico, il Don vi chiede di partecipare alla competizione. Logicamente, da voi, il boss non si aspetta niente di meno che una scintillante vittoria in una prova che prevede cinque giri a bordo di un bolide in parte razzo e in parte cargo. La versione originale del gioco presentava un livello di difficoltà talmente alto che molti giocatori si bloccarono qui e, incazzati come faine, smisero di giocare. Fortunatamente, in mio soccorso, dopo numerose prove frustranti, il problema fu parzialmente risolto con una bella patch che, se decidete di rigiocare a Mafia, dovete asolutamente installare almeno nella sua versione 1.2. Che comunque non facilita poi molto le cose.

Se volete farcela, levate i danni e rassegnatevi a giocare a livello "Very Easy", per quanto sia prontissimo a beccarmi un bel flammone su quanto possa essere facile a livello Hard. Insomma, fate come vi pare ma superate 'sta gara perchè, una volta che ci sarete riusciti, Mafia prende davvero vita.

L'Età dell'Innocenza

Ho già menzionato il fatto che la tecnologia di Mafia è datata e, se lo state giocando, ve ne sarete sicuramente già accorti. Parlo del cielo che scompare rivelando mastodontici edifici, di come i pedoni compaiono e scompaiono dinanzi ai vostri occhi, insomma...problemi tecnici che possono essere tranquillamente considerati come limitazioni. Ma il contrasto più drammatico tra grafica spettacolare e resa tecnica scamdalosa è esemplificato dalle persone: le loro facce sono ancora favolose. Nel 2002 erano impressionanti ma a tutt'oggi sono ancora molto meglio di quelle che siamo abituati a vedere in giro. Le loro gigantesche dita a salsiccia e i loro abiti dalle texture scadenti sembrano quasi una maledizione, una punizione faustiana per la bellezza dei loro volti. "Potrete anche avere un volto tecnologicamente, spettacolare, avanti anni luce sui tempi a venire" disse il Diavolo. "Ma i vostri corpi faranno vomitare e sembreranno realizzati per la PSX! Bwahaha!"

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Stefano Vanini

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