Tim Schafer si confessa

Faccia a faccia con il leggendario designer: Brutal Legend, Psychonauts e tante altre cose che non c'entrano niente...

Abbiamo incontrato il papà di Grim Fandango e Full Throttle per una rapida intervista incentrata su Brutal Legend, Psychonauts e sui suoi nuovi amichetti fottutamente rock. Se volete essere testimoni delle confessioni di un genio non avete scelta: continuate a leggere...

Eurogamer: Sei una persona estremamente divertente, e lo stesso si può certamente dire di Jack Black. Quanto dunque è stato lasciato all'improvvisazione durante il doppiaggio dei dialoghi?

Tim Schafer: Io me ne uscivo con cose tipo "Zitto Mister...ciccione! Mister movie star! Sai che io ho lavorato a...". Ad ogni modo siamo partiti dallo script: Jack solitamente leggeva quello, cercando di interpretare la stessa battuta in modi molto diversi. Poi incominciava a cambiarlo e ad improvvisare, senza comunque stravolgere il significato. Alcune volte ci rendavamo subito conto di aver fatto bene e decidevamo di passare oltre, ma lui insisteva con frasi tipo "E se la facessi così?" pensando che la registrazione fosse terminata, e a quel punto se ne usciva con una versione divertentissima della battuta. Ed è ovviamente capitato che alla fine venisse utilizzata proprio quella versione, si è fatto un po' un mix.

Eurogamer: Anche solo guardando per pochi istanti Brutal Legend i tempi comici e le reazioni di Eddie risultano evidentemente impeccabili. Basta anche solo fermarsi agli occhi del personaggio, molte gag sono sottolineate alla perfezione dalle espressioni. C'è molto di Jack Black nel personaggio, vero?

Tim Schafer: Certo, l'abbiamo studiato per bene durante le fasi di doppiaggio, ma abbiamo anche guardato da vicino praticamente tutti i suoi film. In School of Rock c'è un punto in cui Jack guarda attraverso una finestra ed alza le sopracciglia in maniera assurda, facendo una sorta di movimento ad onda. Alla fine quando si lavora con un professionista del calibro di Jack c'è da fare attenzione anche alle animazioni delle sopracciglia...

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Eurogamer: Abbiamo visto tutti lo show di Jack sul palco degli ultimi MTV Video Music Awards: l'idea di presentarsi sul palco vestito come Eddie con l'ascia in mano è stata una sua iniziativa o piuttosto una vostra idea?

Tim Schafer: E' stata una sua idea. Sta supportando alla grande il gioco, ma credo che gli venga naturale. Si è calato troppo nella parte: si traveste, anche se sono un po' preoccupato per gli steroidi che ha certamente dovuto prendere.

Eurogamer: Cos'è finito in Brutal Legend di quanto hai imparato nel processo di creazione di Psychonauts?

Tim Schafer: Beh, Brutal Legend è stato sviluppato più velocemente: siamo partiti dal gameplay, mentre con Psychonauts siamo partiti dagli asset -l'ambientazione, i personaggi, le animazioni e poi abbiamo messo tutto insieme alla fine, sperando che la cosa funzionasse e facendo qualche piccolo cambio qua e là. Con Legend il gameplay ha avuto la precedenza: Eddie, l'ascia, la macchina, i suoi movimenti in giro. Poi abbiamo aggiunto gli headbangers e varie idee per connotare l'universo di gioco. Credo che sia andata meglio questa volta, ci siamo divertiti moltissimo sin dall'inizio dello sviluppo.

Eurogamer: Tornando ai tuoi esordi: la parziale resurrezione delle avventure grafiche non ti sta invogliando a ritornare alle vecchie radici?

Tim Schafer: Non ho smesso di creare avventure grafiche perché obbligato da qualcuno o da qualcosa, avrei potuto continuare senza problemi. Semplicemente mi ha entusiasmato la prospettiva di controllare direttamente un personaggio... perché di fatto quei giochi mi divertivano di più. Alla fine preferisco creare videogames che mi affascinino, non che siano necessariamente popolari.

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Eurogamer: Quindi non ti mancano i giochi di quel genere?

Tim Schafer: Sai cosa mi manca più delle avventure grafiche? I Platform. Mi ha davvero rattristato notare come dopo Psychonauts sia diventato illegale proporre un platform game. Io adoro i platform colorati e spensierati, mentre ora ogni cosa deve essere obbligatoriamente dark e cool, nonché zeppa di elementi shooter. La gente si lamenta per la dipartita delle avventure grafiche, ma nessuno sembra essere triste per i platform, e personalmente credo si tratti di una grandissima perdita...e così i bambini finiscono per scimmiottare i grandi, cercando nei loro giochi di sparare, di distruggere, di essere violenti. Credo che un platform solare e divertente farebbe bene a molti, ecco.

Eurogamer: Psychonauts era comunque piuttosto dark in alcuni passaggi...

Tim Schafer: Ma non dark del tipo "mi hanno torturato per 5 anni ed ora ogni cosa è una tragedia!", Psychonauts era ombroso come lo è la vita... Era quel mix di felicità e tristezza che contraddistingue l'esistenza di ognuno di noi.

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