Tomb Raider: Underworld

La signora Croft, suppongo.  

Come avete passato il mese di novembre del 1998? A me è capitato di avere conversazioni di questo tipo.

"Prova a saltare su quel pilone laggiù." "Già fatto, è troppo lontano." "Sei sicuro? Cioè, voglio dire... da qua sembra che ci possa riuscire facile." "Lo so, sembra... ma non ce la fa. Ci ho già provato." "Oh. E quelle rocce a sinistra? Ci hai provato? Non riesce a salire di lì?" "No." "Ma cavolo! Se sei riuscito a salire di lì [indica lo schermo con la fetta di panettone] dov'è il problema?." "Lo so, cioè... Non so perchè. Aspetta, ci provo... Si, dai che ce la fa... Grazie per la dritta! Aspetta... No... NOOO... STUPIDA P***ANA TETTONA! TI ODIO DAL PROFONDO DEL CUORE. OOOH, CHE BELLO. E' MORTA DI NUOVO, BRAVA, BRAVA." "Che palle, quando comincia Baywatch?"

Come passerete novembre 2008? Per quanto mi riguarda confermo che la conversazione è rimasta più o meno la stessa, a parte Baywatch (sostituito da L'Isola dei Famosi), le maledizioni e qualsiasi parola pronunciata ad alta voce o contenente asterischi. Perchè è così, ragazzi: è ora di un nuovo Tomb Raider. Questo è probabilmente il migliore di sempre, ma è sempre Tomb Raider, ci sono scenari spettacolari, puzzle intelligenti, complesse acrobazie e gli immancabili momenti nei quali vorreste colpire Lara Croft in faccia con uno scarpone da sci fino a quando non rimane una poltiglia sanguinolenta sopra a un paio di tette enormi..

Con Tomb Raider: Underworld, Crystal Dynamics ha mantenuto la promessa di riproporre tutti gli elementi classici che hanno reso popolare il primo titolo della serie. Sfortunatamente lo sviluppatore non è riuscito a distillare solo il meglio della serie e insieme agli elementi tradizionalmente positivi propone anche quelli meno tollerabili. Per cominciare, la trama che, come al solito, prevede una serie chiacchiere infinite su artefatti perduti e sulla mamma (morta) di Lara.

Vari miti sono gettati alla rinfusa nel frullatore con scarsissima considerazione per fatti storici o dati archeologici reali. Forse è per questo motivo che ci troveremo a esplorare un tempio in Cambogia, nel quale scaleremo la statua di una divinità Indù per giungere a un reperto scandinavo necessario per trovare la tomba di re Artù.

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Se solo potessimo interpretare la tigre, per una volta...

Ma è ovvio, la trama di Tomb Raider è sempre stata piena di mitologia pop e per alcune buone ragioni. Chi vorrebbe vedere Lara impegnata in un'epica ricerca delle chiavi della sua macchina? Ci sarebbe qualcuno interessato a completare una sequenza di complessi passaggi tra salti e scalate solo per ritirare una raccomandata? Probabilmente nessuno, però confesso che stavolta mi aspettavo una trama vera, con uno sviluppo narrativo, colpi di scena, emozioni e obiettivi che vuoi realmente portare a termine per un motivo differente da quello tecnico di "finire il livello". Quello che ho trovato, invece, è la solita paccottiglia già vista, talmente noiosa da farsi dimenticare automaticamemente al termine delle cut-scene.

Ma per lo meno visiterete posti assoltamente eccitanti. Il mio preferito è il Sud del Messico dove vi troverete a esplorare un inquietante complesso di templi sperduti nel profondo della giungla, il tutto mentre infuria una tempesta, a bordo di una moto (strano, eh? Ok, non è un'Harley ma va bene lo stesso...). Userete la moto in più di un livello e rimarrete sorpresi dalla maneggevolezza di questo mezzo di trasporto. Una novità interessante è rappresentata dalla possibilità che avrete di investire i nemici, spezzandogli le gambe, un dettaglio di gamplay assolutamente gratificante. In Underworld c'è spazio anche per un paio di livelli subacquei nei quali le abilità natatorie di Lara sono state decisamente migliorate per evitare le insopportabili morti per affogamento viste nel '98, soltanto perchè la "stupidina" (ok, ci siamo capiti, intendevo altro ma ho finito gli asterischi) non riuciva a girarsi adeguatamente. Per la maggior parte del gioco, comunque, il gioco rimane fedele agli standard TR, avrete quindi un bel po' da saltare, scalare, aggrapparvi a cornicioni, dondolare appesi a aste e bastoni e tutta questa serie di cose.

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