È probabilmente una delle figure più hot del momento, in particolar modo dopo il successo planetario del suo Dark Souls, che sta letteralmente spopolando in tutto il mondo.

Ho incontrato in Bandai il buon Daisuke Uchiyama, chief producer del progetto, e abbiamo fatto i punto sulla rivelazione del momento.

Partito in sordina nella metà degli anni '90 come semplice advisor in CyberConnect2 per Bandai, dopo una lunga gavetta Daisuke Uchiyama è oggi il Chief Producer più importante del colosso Bandai Namco. Incontrato durante la conferenza stampa a Shinagawa, ci ha parlato della sua ultima fatica, delle motivazioni che hanno spinto Bandai a investire su questo gioco e della sua storia personale, che lo ha portato a una così pesante responsabilità.

Eurogamer: Daisuke, benvenuto su Eurogamer.it: è un piacere averti tra noi!

Daisuke Uchiyama: Grazie, il piacere è tutto mio!

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Secondo Daisuke Uchiyama il 70% del pubblico della current gen rintra nella fascia di età tra i 25 e i 35 anni.
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Le origini di Dark Souls andrebbero ricercate non in Demon's Souls ma in King's Field: chi lo conosce?

Eurogamer: Come mai un'azienda come Bandai Namco, storicamente legata alla produzione di tie-in di anime famosi, ha deciso di puntare su un gioco così adulto sia per ambientazione che per difficoltà, lontano anni luce dal suo pubblico storico?

Daisuke Uchiyama: La scelta di produrre un titolo come Dark Souls non è stata semplice, in quanto siamo conosciuti nel mondo per essere uno sviluppatore rivolto ai giovani e ai giovanissimi con prodotti per lo più legati alle famiglie come Naruto, One Piece e Kamen Rider.

Il cambio di rotta è avvenuto all'incirca tre anni fa, quando ci siamo resi conto in base a delle analisi di mercato che il pubblico della next-gen era per il 70% composto da persone di 25-35 anni. Ciò ci ha fatto intuire che dovevamo seguire la medesima politica attuata in questi anni da Electronic Arts con la produzione di Dead Space, ovvero produrre giochi "solo per adulti", con ciò che questo implicava in termini di difficoltà, temi maturi, trame complesse, ecc.

Eurogamer: Cosa vi ha spinto a investire in Dark Souls, un così ambizioso progetto dove solo i capitali Sony avevano decretato il successo di Demon's Souls? Come avete gestito le aspettative di una così pesante eredità?

Daisuke Uchiyama: In questi due anni i rapporti tra From Software e Bandai sono stati intensi, soprattutto per la grande attenzione che abbiamo riposto nello sviluppo del gioco e le innovazione introdotte, con tutte le problematiche correlate allo sviluppo.

Abbiamo oggettivamente cercato di migliorare quanto era stato fatto precedentemente, creando intorno all'esperienza di Demon's Souls un mondo da esplorare, prima invece assente. Inoltre abbiamo reso l' atmosfera ancora più cupa e più reale rispetto al primo titolo.

Rispetto a Demon's Souls, però, da producer voglio sottolineare e ribadire che le basi di Dark Souls vanno ricercate in un altro gioco, ovvero King's Field, il vero capostipite della saga From Software. Se si va a giocare quel titolo si capiranno molte delle dinamiche che hanno poi portato ai risultati odierni; molte persone coinvolte in quel progetto provengono infatti direttamente da quella esperienza.

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Marco Zangirolami

Marco Zangirolami

Redattore