God of War Collection II

L'ira di Kratos non ha mai fine.

Ho deciso che stavolta non inizierò la recensione di questa ennesima compilation HD di God of War per PlayStation 3 parlando solo e unicamente dei giochi che la compongono.

In fondo chi non conosce Chains of Olympus, gioco che all'epoca della sua uscita stupì tutti e permise al team di sviluppo Ready at Dawn di imporsi all'attenzione del mondo?

L'attenzione ottenuta aumentò poi ancora di più grazie a Ghost of Sparta, gioco che a distanza di un anno dalla sua uscita è ancora visto come paradigma dell'eccellenza su PSP.

Cosa può essere andato storto nel passaggio di questi due capolavori su PlayStation 3? Ovviamente nulla, visto che se n'è occupato lo stesso team che li ha creati, il quale ha definitivamente dimostrato di potersi impegnare in un progetto per l'ammiraglia Sony. Ma andiamo con ordine…

Dato per scontato che ci troviamo di fronte a due dei migliori action game di questa generazione, quello che vorrei analizzare insieme a voi in queste pagine è la trasposizione su PS3 di due titoli pensati e sviluppati per una console tecnicamente nettamente inferiore, un processo che non tutti valutano con il dovuto rispetto e che molti giudicano addirittura facile.

Stiamo parlando di titoli che nativamente avevano una risoluzione di 480x272 e che in queste nuove versioni sono stati innalzati a 1920x1080, con risultati, lasciatemelo dire, assolutamente strabilianti. Un piccolo, grande miracolo ottenuto grazie ad un lavoro mastodontico e molto preciso.

Ready at Dawn ha rimasterizzato entrambi i giochi partendo dal proprio engine e trasponendo il tutto con passaggi progressivi su PS3. Il lavoro più incredibile è stato fatto nel riprodurre in alta risoluzione texture e geometrie, un processo che senza la dovuta attenzione avrebbe dato vita ad un mostro deforme. Ovviamente il confronto con il terzo capitolo della serie è improponibile, ma solo perché il punto (tecnico) di partenza è stato diverso. Non troverete più poligoni in queste versioni di quanti ve ne fossero in quelle originali, ma il risultato visivo complessivo merita uno scrosciante applauso.

Tutto il resto era già disponibile e sotto gli occhi di tutti e sorprende quanto questi due titoli ancora oggi abbiano retto l'impatto del tempo. Un setting folgorante come l'antica Grecia, un personaggio carismatico, perennemente arrabbiato e desideroso di vendetta, boss giganteschi, game e level design da urlo... serve altro?

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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