Gabe Newell siede orgoglioso all'interno del booth di Valve in quel della Gamescom, consapevole che l'ultimo gioco della sua compagnia, DOTA 2, ha tutte le carte in regola per diventare un successo. Fuori, centinaia e centinaia di spettatori lo stanno osservando, mentre viene giocato dal vivo in un torneo che mette in palio la bellezza di un milione di dollari; in rete, a migliaia stanno studiando attentamente anche il più singolo dettaglio. Le cose stanno davvero andando per il meglio.

La leggendaria dote di Valve di creare titoli capaci di incassare svariati milioni e di essere perennemente acclamati dalla critica non sembra dar segno di cedimento. Solo in quest'ultimo anno abbiamo assistito alla pubblicazione di Portal 2 e alla transizione free-to-play di Team Fortress 2; l'anno prossimo sarà il turno di Counter Strike: Global Offensive e di DOTA 2. E non dimentichiamoci di Steam, una delle piattaforme online di download più popolari, se non la più popolare, al mondo. Eh sì, tutto continua a filare per il verso giusto.

In quest'intervista concessa ai microfoni di Eurogamer, Newell svela alcuni interessanti dettagli su praticamente tutti i prossimi titoli targati Valve, analizzando la situazione attuale e il futuro della compagnia, e rivela il motivo che lo spinse illo tempore a fare videogiochi. Ah, e c'è pure una fugace chiacchierata su Half-Life. Beh, che state aspettando?

Eurogamer: Avete da poco annunciato Counter-Strike: Global Offensive. Cosa vi ha spinto ad avventurarvi in questo progetto?

Gabe Newell: Stavamo facendo degli aggiornamenti a Counter-Strike: Source, ma ci serviva un investimento maggiore per portare avanti i lavori dal lato PC. Allo stesso tempo, stavamo disperatamente cercando un modo per renderlo fruibile anche dai possessori di console, considerando che l'unica versione del gioco disponibile per questi sistemi è un vecchio titolo Xbox del 2003. Non si tratta di Counter-Strike 2: vogliamo semplicemente ammodernare il prodotto e tenerlo aggiornato per coloro che lo stanno giocando ormai da tempo immemore, e dare la possibilità ai moltissimi appassionati da salotto di divertirsi con una versione nuova e all'altezza delle aspettative.

Eurogamer: Hai già deciso come capitalizzarlo?

Gabe Newell: Ci stiamo ancora ragionando. Attualmente stiamo raccogliendo tutti i feedback rilasciati da un ragguardevole numero di giocatori professionisti: il nostro obiettivo è creare una buona "piattaforma", renderla solida ed estremamente competitiva, pur mantenendo popolare il nostro gioco.

Eurogamer: Prevedi che le versioni per console potranno fregiarsi dell'integrazione con Steamworks, come accade per Portal 2 su PS3 ?

Gabe Newell: Sfruttando queste feature, possiamo tranquillamente regalare al giocatore un ulteriore valore aggiuntivo. Su PS3 abbiamo fatto chiaramente i maggiori progressi: i possessori della versione per l'ammiraglia Sony inizieranno a godere di questi benefici con il primo DLC, previsto per questo settembre. Ci piacerebbe rendere disponibile tutto ciò anche ai fruitori di Xbox.

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Newell ha già giocato qualcosa come 800 ore filate a DOTA 2.

Eurogamer: Quali sono le principali sfide rappresentate dal portare Steamworks su Xbox ?

GB

La cosa più complicata è tenere tranquilla Microsoft e ottenere così il suo via libera. Attualmente abbiamo una quantità impressionante di aggiornamenti e di contenuti gratuiti disponibili per i giocatori di The Orange Box, ma che non abbiamo potuto ancora portare su Xbox a causa delle restrizioni presenti sui canali del Live.

Vorremmo davvero lasciare tutti questi ostacoli alle nostre spalle. È innegabile, molti sviluppatori traggono parecchi vantaggi da quest'apertura mentale di Sony. Speriamo che ciò riesca a convincere Microsoft che si tratta di un'ottima strategia per soddisfare il cliente, e che non esiste alcun rischio di un'invasione barbarica all'interno delle mura di Xbox.

Eurogamer: Dust 514 di CCP sembrerebbe quasi uno dei precursori di questo concept su PS3.

Gabe Newell: Esattamente. Sta agli sviluppatori dimostrare che questa visione rappresenta la scelta esatta. Non basta solo la fiducia di Sony, comunque: compito di chi sviluppa è provare che questa rappresenta un'ottima decisione, dimostrando come sia possibile creare qualcosa di effettivamente migliore per il giocatore. Ritengo che in molti, a breve, seguiranno questa strada.

Eurogamer: Non esiste una "fazione" all'interno di Valve intenzionata a fare un sequel completo di Counter-Strike piuttosto che CS: GO, che come tu stesso hai affermato è tutto tranne che Counter-Strike 2?

Gabe Newell: Certo, però devi capire che non sono le idee o le opportunità a mancarci, ma il tempo. Pensa, c'è persino un gruppetto che vorrebbe sviluppare Ricochet 2 !

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Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.