NBA 2K12

Mezzo secolo a canestro.

"Uuuuh uuuuh, fenomenale! Gancio cielo, mamma butta la pasta, veniamo a casa".

Se queste frasi vi dicono qualcosa, sapete di chi stiamo parlando ed eviteremo penosi commenti sull'età che avanza. Per tutti gli altri, questi piccoli gioielli lessicali appartengono al vocabolario TV di Dan Peterson, un uomo che per gli appassionati di basket nazionale è poco meno di una leggenda vivente.

Se abbiamo dedicato le prime righe di questo hands-on al mitico coach vincitore di cinque campionati italiani, oltre che commentatore delle prime storiche telecronache del basket NBA in Italia, è perché proprio lui era l'ospite di riguardo alla presentazione del nuovo NBA 2K12. Il coach ha animato la giornata con i suoi settantacinque anni, l'aria di un ragazzino e una verve ancora irresistibile.

Cominciata un po' in sordina, la serie sta guadagnando terreno nelle preferenze di chi ama il basket, ed è con un certo orgoglio che Erick Boenisch, producer del gioco, si presenta con i numeri dell'edizione 2011: cinque milioni di copie vendite e la bellezza di una ventina di premi come miglior gioco sportivo.

Era logico dunque attendersi qualche passo avanti, e puntualmente i ragazzi di Visual Concepts hanno non solo limato le imperfezioni, ma anche introdotto novità particolarmente interessanti a una struttura di gioco già di per sé in ottima forma.

L'idea del nuovo NBA, almeno dal punto di vista estetico, è stata quella di dare alle partite un'impronta particolarmente televisiva, qualcosa che riuscisse a dare l'idea dello spettacolo visto in TV. Per farlo si sono rivolti a chi di televisione se ne intende, sfruttando l'esperienza di specialisti del settore. Il risultato ottenuto, possiamo dirlo, è assolutamente convincente.

La cura nel dettaglio estetico è riscontrabile, oltre che nel livello grafico complessivo, soprattutto per ciò che riguarda l'aspetto dei giocatori, ricreato sugli originali con una cura dei particolari che merita l'abusato aggettivo "maniacale".

Non contenti di copiare ogni millimetro dei volti dei giocatori reali, i programmatori di Visual Concepts sono arrivati alla follia di creare le riproduzioni in alta definizione dei loro tatuaggi per poi applicarli alle controparti virtuali, con un dettaglio tale che è possibile leggere le scritte e le astruserie che contengono.

Si obietterà che non è necessaria tanta cura in questo genere di cose per dare vita a un convincente gioco di basket, ma gli autori meritano comunque un plauso per avere tentato in tutti i modi di ricreare il "look and feel" di una vera partita NBA.

E del resto non è stato solo l'aspetto puramente cosmetico a ricevere cure particolari. Le animazioni, per esempio, sono state completamente riviste rispetto all'edizione precedente. I movimenti dei giocatori sono ora molto più fluidi e naturali, conferendo all'azione un realismo decisamente maggiore alle azioni di gioco.

Allo stesso modo sono state rivedute le collisioni tra i giocatori in campo. NBA 2K12 utilizza infatti un nuovo sistema dinamico che tiene conto del peso e dell'altezza dei diversi cestisti, oltre che della velocità e della direzione, per ottenere scontri e contrasti plausibili. Anche questo a tutto vantaggio del realismo.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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