Steam vs. Origin: chi vincerà?

EA, GOG, Gamersgate e Gabe Newell dicono la loro.

Dal debutto nel 2003 come piattaforma di distribuzione per Counter-Strike alla sua attuale condizione di colosso del digital delivery da 30 milioni di iscritti, Steam ha avuto una crescita a dir poco fenomenale. Grazie a uno share grande più o meno come il 70% dell'intero mercato PC, il negozio online di Valve ha trasformato una piccola ma promettente compagnia in uno dei più importanti attori dell'industria videoludica.

E anche se in questi anni nessun concorrente ha osato intaccare il suo sostanziale monopolio, il palcoscenico si sta lentamente facendo sempre più affollato. A Giugno scorso EA ha infatti lanciato Origin, uno store concorrente che potrebbe rappresentare la prima seria minaccia per Steam, sopratutto se altri distributori seguiranno l'esempio di Riccitiello e soci.

Questo scenario ci pone di fronte a domande molto interessanti: il monopolio di Steam è inattaccabile? EA è destinata a uno sfolgorante e costoso fallimento? O l'ormai inevitabile cambiamento in atto nella distribuzione dei contenuti (e nelle teste dei consumatori) eroderà le fondamenta della fortezza di Gabe Newell? Per capirne di più, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con EA, Valve e altre importanti figure del settore.

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L'attenzione di Steam nel promuovere la qualità dei propri contenuti e la vendite è uno dei fondamenti del suo successo.

Tanto per cominciare, qualunque sostenitore di Steam potrebbe tranquillamente obiettare che non c'è alcun bisogno di un'alternativa. Steam funziona alla grande, no? È estremamente accessibile, comodo, collaborativo con i distributori, attento ai propri contenuti e conveniente nel prezzo: tutti contenti, tutti felici. Anche cercando accuratamente tra utenti, sviluppatori e concorrenti, è molto difficile trovare qualcuno disposto a sostenere che il successo di Steam non sia meritato.

Secondo Grag Kasavin, di Supergiant Games, il cui Bastion viene distribuito proprio su Steam, "l'arma segreta di Valve è che sembra aver capito i videogiochi e il suo pubblico a un livello molto più profondo rispetto alla maggior parte delle grandi compagnie, e lo si capisce molto bene dal modo in cui i titoli vengono promossi e, più in generale, dalle sensazioni trasmesse dallo store".

"A dispetto delle sue dimensioni sembra quasi di comprare i videogiochi in un piccolo negozio di periferia gestito da appassionati, più che in un grande centro commerciale. Credo che sia il risultato delle previsioni a lungo termine di Valve, e dell'aver deciso che la soddisfazione del cliente viene prima di tutto".

"I motivi della vittoria di Steam sono semplici: ha fornito un servizio che tutti volevano e che tutti apprezzano", aggiunge Nicholas Lovell, direttore di GAMESbrief. "Semplicemente, funziona e rende la vita più semplice a tutti".

Ma pur condividendo questi punti di vista, la competizione è senza dubbio una componente fondamentale di ogni mercato. Non solo perché spinge verso l'innovazione, tiene bassi i prezzi e fa crescere il mercato PC, ma perché un futuro dove ci sia solo Steam potrebbe non essere la favolosa utopia che molti immaginano.

"Valve sembra aver capito i videogiochi e il suo pubblico ad un livello molto più profondo rispetto alla maggior parte delle grandi compagnie". Greg Kasavin, Supergiant Games"

"Ogni monopolio è pericoloso", aggiunge Lovell, "è giusto pensare che oggi Steam faccia parte dei buoni ma anche Google era così un tempo. Prima erano i simpatici emergenti e ora tutti ne siamo un po' spaventati. I bravi ragazzi, quando salgono al potere, possono facilmente trasformarsi nei non-tanto-bravi-ragazzi".

"Tutte le volte che qualcuno può decidere in maniera esclusiva ciò che può o non può essere distribuito, sorge un problema. Se, e non sto dicendo che stia succedendo oggi, Steam adottasse una posizione intransigente verso un gioco, potrebbe tranquillamente impedire a una compagnia indie la distribuzione del proprio prodotto verso una enorme fetta di pubblico".

"Da un certo punto di vista hanno a disposizione uno sorta di scaffale infinito, sui cui possono mettere ogni gioco che vogliono, ma da un altro punto di vista esiste un numero finito di vendite, un numero finito di vetrine e un numero finito di persone che vogliono firmare il loro contratto", continua Lovell.

"E con un semplice 'non ci piace questo gioco' possono censurare ogni prodotto, che vogliano distribuirlo o meno. Ma quando qualcuno può decidere effettivamente se un prodotto viene distribuito o no, la situazione diventa molto pericolosa".

Ma quali potrebbero essere i punti deboli nella fortezza di Steam? Dove dovrebbero concentrarsi gli sforzi della concorrenza? È evidente che chiunque ambisca alla sua corona si troverà di fronte a una sfida di proporzioni titaniche. L'enorme catalogo di Valve e la sua comunità di giocatori non sono solo duri da conquistare, ma anche un ottimo deterrente per ogni pretendente al titolo".

"Steam è in una posizione dominante perché sono arrivati prima, hanno lavorato bene e hanno migliorato continuamente il servizio, con altissimi livelli di soddisfazione da parte del cliente", spiega il famoso analista di Wedbush Morgan, Michael Pachter.

"Batterli sarà difficile per chiunque. È la stessa situazione che si è creata tra Bing e Google. Non importa il valore del concorrente se il cliente deve fare uno sforzo per cambiare, e visto che la maggior parte delle persone sono assolutamente soddisfatte così, non si preoccuperanno neppure della competizione".

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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