World of Warcraft: Mists of Pandaria - preview

Panda e Pokémon nel futuro di Blizzard.

Pochi potrebbero affermare che, in questi giorni, World of Warcraft stia combattendo per la propria sopravvivenza. L'enorme universo online di casa Blizzard sta per spegnere sette invidiabili candeline mantenendo ancora stretta la posizione di assoluto dominio negli MMO con abbonamento. La stessa posizione che nessuno ha mai intaccato dal giorno dell'accensione del suo primo server.

Anno dopo anno, però, le pressioni aumentano sensibilmente, grazie alla presenza di rivali di tutto rispetto quali Star Wars: The Old Republic, di un agguerrito branco di titoli free-to-play e, non ultime, di community indomite come quelle di League of Legends o di Minecraft, capaci di evocare quasi dal nulla decine di milioni di utenti.

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La specialità di lotta del Monaco è il Brewmaster, un avanzato stile di combattimento che ricorda le movenze di un ubriaco.
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In Mists of Pandaria non ci sarà più il classico cattivone di turno intento a distruggere Azeroth.

Ma seppure possa sembrare assurdo, il nemico più grande con cui WOW deve fare ora i conti è proprio sé stesso. O la sua veneranda età, al massimo.

Certo, gli sforzi di Blizzard per fermare le lancette dell'orologio hanno un che di eroico. Per anni hanno raffinato meccaniche di gioco e narrazione con assoluta dedizione, arricchendo ulteriormente un engine provato un po' dagli anni con piccole opere d'arte digitali. Dopo aver raggiunto il proprio apice creativo con la seconda espansione di WOW, Wrath of the Lich King, il team di sviluppo ha cercato l'ambito bis lo scorso anno con Cataclysm, un lavoro di revisione a dir poco colossale che segna un record assoluto nel'industria del videogioco, e che probabilmente resterà imbattuto ancora per lungo tempo.

Ma nemmeno questo può bastare a sconfiggere il tempo. Dopo aver divorato con insaziabile fame i nuovi contenuti offerti, i giocatori i WOW non hanno avuto difficoltà a raggiungere per l'ennesima volta il livello massimo, iniziando nuovamente a chiedere ulteriori avanzamenti in battaglia, nuovi raid e altri dungeon da esplorare, o qualcosa di nuovo che rinfrescasse un po' l'ormai troppo familiare grinding.

Il malcontento delle folle si è poi focalizzato sull'eccessiva difficoltà degli ultimi raid, un problema evidenziato anche dallo stesso Morhaime in un'intervista ai nostri microfoni: ma il problema effettivo andava cercato da un'altra parte e rischiava di chiamarsi noia. Pochi avrebbero avuto il coraggio di ammetterlo a loro stessi, o forse alla stessa Blizzard, ma l'intera baracca iniziava tristemente a stancarli.

Ecco perché la reazione generale a Mists of Pandaria, rivelato nel corso dell'ultima BlizzCon, è stato un mix di stupore e sconcerto generale. Nessuno avrebbe mai lontanamente immaginato di assistere all'arrivo dei Pandaren, una razza di Kung-fu Panda provenienti da un'antica Cina in versione cartoon e dediti a sane scazzottate con conigli e antipatiche scimmie.

Con loro arriva non solo un minigame di combattimento dalle meccaniche che ricordano dichiaratamente il pet-battling dei Pokémon di casa Nintendo, ma anche una radicale semplificazione del sistema di talenti, storicamente uno dei capisaldi nella progettazione delle classi del gioco. E questa sarebbe la strategia di Blizzard per risvegliare dal letargo i giocatori più incalliti? Questa> l'idea vincente per riconfermare il dominio incontrastato di WOW?

Non ci crederete, ma potrebbe esserla davvero. Quanto presentato alla recente BlizzCon ha rivelato una lunghissima lista di nuove feature che si preannunciano sostanziali e davvero profonde. E non bastasse tutto questo, si fa sempre più concreta l'impressione che questa volta qualcosa sia davvero cambiato. Al di là del citato revamp del sistema dei talenti, appare chiaro come Blizzard non stia semplicemente tentando di applicare un fix ai propri titoli, né di spingere la narrazione verso nuove vette di patetico dramma: la software house vuole cambiare una volta per tutte le carte in tavola e vuole farlo in grande stile.

Il primo indizio? Dite addio al classico cattivone di turno: nessun mostro o potentissimo nemico è stato evocato per l'ennesima volta dagli oscuri libri di Warcraft per rendere la Terra un mero ricordo. E se consideriamo che i boss diabolici sono uno dei marchi di fabbrica di World of Warcraft sin dal giorno della sua inaugurazione, direi che come inizio non c'è male. Sia chiaro, ciò non significa che in Mists of Pandaria non si dovrà combattere: la lotta non mancherà affatto ma sarà solo una piccola parte di quanto ci attende in questa nuova espansione.

In termini numerici, Mists of Pandaria offrirà al suo lancio tre impegnative missioni in sei dungeon differenti, opzioni interessanti per i giocatori a livello Heroic e piacevoli scampagnate nei dintorni di luoghi particolarmente celebri quali Scholomance e lo Scarlet Monastery. La guerra non mancherà certo, ma sarà completamente nuova dal punto di vista narrativo. Chris Metzen, una delle penne più celebri di casa Blizzard, afferma che "il nemico più agguerrito sarà la guerra stessa. Orda e Alleanza raggiungeranno un livello di ferocia che non si vedeva dai tempi di Warcraft 2".

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Riguardo l'autore

Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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