Wario è riuscito in un’impresa grandiosa: uscire dagli stereotipati panni della nemesi di Mario e ritagliarsi un posto tutto suo nella storia dei videogiochi. I risultati ultimamente sono stati altalenanti (pensiamo a Master of Disguise) ma c’è una serie che da sempre continua a vederlo stralunato protagonista, ovvero WarioWare.

In un'epoca in cui i giochi puntano sempre più sul realismo visivo, su storie epiche e su meccaniche di gameplay complesse, Wario ha pensato bene di andare controcorrente, cancellando in un colpo solo (WarioWare Inc.) tutta una serie di traguardi videoludici, facendosi una grossa risata tra una flatulenza e l’altra.

Nessuna trama epica, meccaniche di gioco che più basilari non si può, e in quanto al realismo… neanche a parlarne. Ciò che la serie ha offerto sono stati “solo” una manciata di minigiochi totalmente folli, frenetici e intuitivi, arricchiti con quel gusto spiccatamente nintendiano per il bizzarro e l’irriverente. La demenzialità di quei giochi, unita a ingegnosi espedienti di design, ha reso ogni capitolo della serie un appuntamento irresistibile.

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La possibilità di importare oggetti dai giochi inclusi nel titolo faciliterà di molto la creazione dei vostri progetti.

Come da tradizione ci troveremo dinnanzi alle sfide più assurde, ciascuna della durata di pochi secondi, e sono oltre 100 i minigiochi nei quali cimentarsi e da sbloccare man mano che si procede nella modalità principale.

Che si tratti di respingere razzi con la pancia, di far scoppiare palloncini nello spazio o di ficcarsi un dito nel naso, il gioco riuscirà a divertire grazie alla collaudata formula a base di tempismo, rapidità di riflessi e un pizzico di logica.

Non si tratta di rimaneggiamenti dei titoli precedenti, e nonostante alcune dinamiche identiche (ma graziate come sempre dall’interfaccia a base di pennino e touch screen), i numerosi videogiochi risultano ben diversificati e gratificanti. Il senso di déja-vu è dietro ad ogni angolo. Lodevole comunque lo sforzo creativo di Nintendo nel riuscire a proporre situazioni surreali e grottesche e al tempo stesso meccaniche di gioco maledettamente accattivanti ed efficaci.

Eppure, se dovessimo parlare solo di questo, Do It Yourself sarebbe solo l’ennesima (riuscita) iterazione della serie. Stavolta Nintendo ha invece pensato bene di renderci partecipi della follia e dei meccanismi che regolano i vari minigiochi. Grazie alla modalità Studio ci sono infatti offerti tutti gli strumenti necessari a creare i nostri giochi, partendo dalle basi e da concept semplicissimi e alla portata di tutti.