Esclusivo: Yakuza 3 • Pagina 2

Un gioco squisitamente giapponese.

Ovviamente raccomando a chiunque di godersi i video in questione, prima di iniziare una nuova partita a Yakuza 3. Anche per chi ha giocato i capitoli per PlayStation 2, infatti, un ripasso non può certo far male, e permetterà di rinfrescare ogni singolo dettaglio delle complesse trame degli scorsi capitoli della saga.

Le vicende di questa nuova avventura di Kazuma Kiryu partono da un presupposto piuttosto particolare, visto che vedono il protagonista fare visita ai propri amici più cari residenti a Tokyo, per porgergli i propri saluti. Dopo quanto passato nei giochi precedenti, infatti, l'inarrestabile yakuza decide di trasferirsi a Okinawa per gestire un orfanotrofio. Sfortunatamente, tuttavia, la zona dove l'orfanotrofio in questione deve sorgere finisce al centro di una disputa tra bande per la costruzione di un enorme resort, costringendo Kiryu a tornare a Tokyo per intervenire di persona. Da queste premesse ha inizio una nuova storia di politica e di intricati rapporti personali, che vede tornare in scena a sorpresa anche personaggi del tutto inaspettati.

Il contrasto di cui parlavo qualche riga più su, cuore pulsante di Yakuza 3, è generato dalla contrapposizione fra l'eccezionale valore di produzione del gioco (doppiaggio superbo, sequenze di intermezzo da Oscar, trama e personaggi degni di un ottimo film) e una serie di dinamiche di gioco evidentemente arretrate.

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Le luci al neon di Tokyo splendono in tutta la loro magnificenza, nelle ambientazioni di Yakuza 3.

Certo, stiamo parlando di un prodotto uscito ormai un anno fa, ma anche se lo avessi recensito dodici mesi fa, alcuni elementi di gameplay sarebbero stati oggetto delle stesse critiche. Vecchio, tuttavia, non è sinonimo di brutto, sia chiaro! Giocare a Yakuza 3 non vuol dire sopportare una serie di orribili fasi di gameplay in attesa del prossimo incredibile filmato, ma affrontare sequenze estremamente godibili anche se prive di grandi spunti innovativi.

La struttura di gioco è quella classica degli action-RpG d'altri tempi, con un vasto mondo da esplorare, una miriade di abilità da acquisire e sviluppare, e una trama che si sviluppa in modo regolare, senza lasciare particolari libertà al giocatore.

Fondamentalmente Yakuza 3 spinge ad affrontare una serie interminabile di missioni, dove lo scopo ultimo è quasi sempre quello di trovare qualcuno o mettere ko gli scagnozzi di turno. Questo tipo di struttura, grazie al cielo, non diventa mai insostenibile, soprattutto per merito dell'incredibile quantità di esperienze alternative che il giocatore può sperimentare esplorando il mondo del titolo SEGA.

Quando ci si inizia a sentire stanchi dei soliti combattimenti, infatti, basta camminare per le strade di Tokyo per scoprire un mondo affascinante e pieno di distrazioni, fatto di supermercati dove acquistare oggetti di ogni genere, di ristoranti caratterizzati da menù differenti a seconda dell'orario a cui si entra, o perfino di club e locali dove rilassarsi con una partita a biliardo, una mano a poker o un'esibizione canora al karaoke.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti Ŕ un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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